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25 giugno 2012

Azzurri, che impresa! I Leoni siamo ancora noi

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La gioia dell'Italia dopo la vittoria contro l'Inghilterra (Foto Getty)

Ora c'è la Germania tra noi e la finale. Un traguardo impensabile alla vigilia dell'Europeo. Giovedì a Varsavia nuova sfida ai tedeschi, contro i quali spesso c'è andata bene

Un indizio dietro l’altro per arrivare là dove tutti vorremmo: Mario Balotelli che esulta dopo il primo rigore è il segno che questa squadra oltre al cuore ha un’anima. Aveva detto Supermario che avrebbe festeggiato solo un finale, aver anticipato la scena un significato deve pur averlo. Da quel traguardo, impensabile alla vigilia della partenza per la Polonia, ci separa solo la Germania, ma ora nessuno ha paura. Affrontare i tedeschi in semifinale giovedì a Varsavia è un altro indizio. Contro di loro c’è andata spesso benissimo: ricordate il 4-3 di Mexico 70? Intere generazioni ci hanno ricamato, fino al 2-0 di sei anni fa, anteprima del trionfo di Berlino.

Non si può avere timore di nessuno dopo aver giocato alla pari con la Spagna campione del mondo e aver messo fuori dall’Europa l’Inghilterra più italiana della storia. I Leoni siamo noi, fu il titolo felice coniato nel '73 dopo la prima vittoria azzurra a Wembley. I leoni siamo ancora noi è il titolo aggiornato dopo questa impresa. Hanno giocato a imitarci, ma l'originale non può essere mai soppiantato dalla copia.

La lucida follia di Pirlo, la sfrontatezza di Balotelli, la contagiosa incoscienza di Diamanti sono le tre istantanee che conserveremo per sempre, ricordo di una trasferta che la Nazionale ha affrontato con la più piccola scorta di tifosi: appena duemila che potranno raccontare io c'ero. Io c’ero quando Buffon ha parato il rigore che ha certificato la vittoria, e per la prima volta non ha sorriso. E’ l’ultima immagine, quella che andrà in fretta sostituita. Manca l’ultima impresa. Quattro giorni per progettarla nei minimi dettagli, una notte per realizzarla. Un'altra notte magica.