Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
29 giugno 2012

Basta crederci. SuperMario insegna, l'Italia ce la farà

print-icon
[an error occurred while processing this directive]

Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti e, se sono tedeschi contro italiani, alla fine vincono gli italiani. Dopo Mexico 70, Madrid 82, Dortmund 2006, Varsavia 2012: altra data da ricordare. Alla faccia della Merkel...

Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti e, se sono tedeschi contro italiani, alla fine vincono gli italiani. Il teorema che Gary Lineker elaborò per giustificare la superiorità tedesca sugli inglesi, va rivisitato  così.

Diciamolo pure: alla faccia della signora Merkel che a Varsavia non c’era, come non c’era il premier Monti, entrambi affaccendati su problemi più seri di una partita di calcio, ma che riservano meno gioie. Per due ore, solo per due ore, altro che eurobond, rischio di default e Unione in pericolo: c’è l’altro SuperMario che regala emozioni, piccole rivincite a chi con i tedeschi vive gomito a gomito e anche a noi, che Italia-Germania atto quarto l’abbiamo vissuta in poltrona. Dopo Mexico 70, Madrid 82, Dortmund 2006, ecco Varsavia 2012: un’altra data da ricordare, un’altra Italia-Germania da consegnare all’ultima generazione.

Il fratello d’Italia Balotelli è il simbolo di questa squadra, con la sua cresta bionda, con la sua voglia di felicità finalmente esplosa dopo che, per anni, è stata repressa sotto la maschera da duro. Finalmente l’ha scaraventata via, per celebrare finalmente il suo trionfo. Ha scelto la nazionale dopo aver conquistato la Premier.

Stavolta però è il protagonista assoluto, il campione consacrato, l’italiano vero al quale essere grati per la conquista di una finale in cui nessuno credeva alla vigilia. E’ tutto vero, prendiamolo come un augurio: l’Italia ce la farà, aveva detto l’altro SuperMario. Il calcio ha dimostrato che basta crederci.