Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
28 giugno 2012

Le pagelle di Italia-Germania. SuperMario da leggenda

print-icon
ita

La palla si stampa dentro alla rete di Neuer, il primo gol del Balo

Taccia per sempre chi non lo considera un campione. Pirlo impossibile da fermare, Buffon un fortino inespugnabile, Cassano fuoriclasse assoluto, De Rossi un colonnello. Prandelli, artefice di un grande regalo, dà una severa lezione al collega Loew

ITALIA

Balotelli

Taccia per sempre chi non lo considera un campione. Segna di testa, da centravanti vero, e poi scarica tutta la potenza che custodisce nelle gambe. Finalmente gioisce come un ragazzo, posando come un dio greco, le più umane delle divinità. Sbaglierà pure, ma è davvero il più forte.

Pirlo
I tedeschi ci hanno perso le notti per studiare come fermarlo. E questo è stato il più grande vantaggio che Loew potesse concedere a Prandelli. Ne beneficiano gli altri, ci rimette la solita Germania, costretta a giocare sugli altri, per una volta senza poter imporre il proprio potere.

Buffon
La parata giusta al momento giusto: è da questi particolari che si riconosce il migliore dei portieri da tutti gli altri. La concentrazione sempre altissima, non perde un colpo il capitano. Comanda la squadra dalla sua area, sempre più simile a un fortino nel quale rifugiarsi.

Cassano
Non arriverà ancora al 90’, ma un tempo è sufficiente a ribadirne la classe assoluta, le invenzioni imprevedibili, la straordinaria voglia di vincere. Ha vissuto la sua stagione più difficile, sicuramente la più dura da sopportare. Ma ne è assolutamente valsa la pena.

Bonucci
Sarà pure merito del motivatore, ma in campo va lui, con il suo carico di rabbia per una vigilia che non avrebbe mai pensato di vivere e per i mille dubbi che sul suo conto gli altri sembravano avere. Di fronte c’è l’attacco più temibile, averlo bloccato vale da solo la vittoria.

Marchisio
Se Pirlo è il leader del centrocampo, lui è il braccio armato, l’iniezione continua di forza che serve al reparto, ma anche a tutta la squadra. E’ stata la stagione della consacrazione, alla Juventus e in Nazionale. Non può che finire con la finale europea.

De Rossi
A Roma lo chiamano capitan futuro, aspettando la successione a Totti. In Nazionale, se possibile, conta ancora di più. E’ un veterano, uno dei reduci della notte di Berlino, si cala nel ruolo dispensando consigli e tranquillità. In azzurro è già promosso colonnello.

Chiellini
Lo strano campionato prosegue come neppure nei sogni. Si riprende dall’infortunio e arriva alla sfida che insegue da sempre. Accetta di spostarsi sulla sinistra, sfrattato da una coppia tutta juventina. Un’altra stranezza che in nazionale pesa niente: l’importante è vincere.

Diamanti
Gioca poco, ma diverte tanto. Con la sua irriverenza, con la voglia di osare anche se la porta è lontana cinquanta metri e a nessuno verrebbe in mente di tirare. Diventa l’alterativa a Cassano, ma l’idea che si possa giocare tutti insieme, con Fantantonio e Balotelli è troppo affascinante.

Prandelli
Un pensiero fisso gli passa per la testa, dai giorni agitati della vigilia. Ma non lo confesserà mai prima della fine. Intanto si gode la festa, il piacere di aver regalato alla squadra una dimensione e un gioco. Soprattutto ha regalato agli italiani il piacere di gioire per Balotelli.

GERMANIA

Klose
Il record di Gerd Müller per  ora resta lì, a -4. All'Europeo dopo un lungo infortunio, è riapparso nel turnover contro la Grecia. Con l'Italia, Loew gli preferisce ancora Gomez poi si pente. Più vivo del "Super Mario" tedesco, anche il laziale si infrange sul muro azzurro. Declinante.

Schweini
Stagione maledetta, per gli infortuni e per i risultati. Triplete al contrario col Bayern, fuori dalla finale all'Europeo. Il tutto con il peggior Schweini in carriera. In ritardo di condizione, non incide mai nelle due fasi. Aggrappato al suo talento, si trascina in cerca di un colpo di classe. Che non arriva.

Khedira
Uno dei pochi tedeschi a salvarsi. Parte forte, corre e tampona, cerca e trova il tiro da fuori. Poi, come tutta la Germania, scompare. In mediana uno Schweinsteiger mai così giù non lo aiuta. Il suo Europeo finisce qui, ma è stato un grande Europeo. È nata una stella, ma Mou lo sapeva già.

Hummels
Uno degli ultimi ad arrendersi. Il Bayern lo rimpiange e piace a tanti, anche a Conte. Quando si sgancia è sempre pericoloso, e non solo di testa. Sul primo gol azzurro scala su Cassano, sul secondo c'è solo Lahm. Attacca meglio di come difende, per un centrale non un complimento.

Mueller
Capocannoniere al Mondiale 2006, vive un'involuzione incomprensibile. Loew lo manda in campo a partita compromessa, ma l'esterno imprendibile e infallibile col Bayern non si vede mai. Il turnover con la Grecia non gli ha fatto bene. Un caso Torres in salsa di crauti. Tesoro nascosto.

Neuer
Come per l'inglese Hart il confronto con Buffon è impietoso. L'azzurro è ancora il numero uno al mondo. Il tedesco ha personalità da vendere, nel finale gioca portiere volante come si fa da ragazzini. Poco reattivo sul primo gol, incolpevole e indifeso sul secondo. Si rifarà.

Ozil
Faro del Real Madrid di Mourinho, per lui doveva essere l'Europeo della consacrazione. Loew gli gioca contro nella partita più difficile mettendogli accanto Kroos. Freddo sul rigore che quasi riapriva una partita già chiusa dopo un tempo. Sprecato.

Gomez
Centravantone legnoso ma anche macchina da gol. Contro l'Italia del vero "Super Mario", dà ragione ai detrattori. Löw lo cambia dopo un tempo, ma gli ha costruito attorno l'attacco sbagliato. Con Klose il gioco scorre più fluido, ma contro "questa" Italia non c'era niente da fare. Inceppato.

Loew
Prandelli lo porta a scuola: lezione di calcio. Mai vista questa Germania subire tanto. Lui ci mette del suo con Kroos titolare al posto di Müller o Reus. Mossa che decentra Ozil ai confini del campo e della partita. Rimedia nella ripresa. Troppo tardi. Approccio e gara toppati di brutto. Snob.