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14 luglio 2012

Scozia, i Rangers ripartono dalla quarta serie

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La lega calcio scozzese ha punito il club più titolato del calcio nazionale (54 titoli nazionali vinti) dopo l'esclusione dal massimo campionato a causa di un dissesto finanziario che ha costretto a porre in liquidazione la società

Nessuna pietà per i Rangers di Glasgow. La lega calcio scozzese ha deciso che il club più titolato del calcio nazionale, 54 titoli nazionali vinti, sia relegato in quarta serie (l'equivalente della Lega Pro 2.a divisione) dopo l'esclusione dal massimo campionato a causa di un dissesto finanziario che ha costretto a porre in liquidazione la società.

Il nuovo club aveva chiesto ugualmente l'iscrizione al campionato sotto l'egida di una nuova proprietà, ma gli altri club che compongono la Lega avevano votato contro (25-5 il risultato del 'ballottaggio') e ieri la Scottish football League (Sfl) ha deciso di non ammettere i Rangers nemmeno alla First Division (la serie B), obbligandoli a ripartire di fatto da zero. Il fisco britannico aveva aperto mesi fa un contenzioso con il club protestante per una somma superiore ai 20 milioni di euro, e di recente ha respinto un piano di risanamento avviato dall'uomo d'affari ed ex amministratore delegato dello Sheffield United, Charles Green. Poi si è andati avanti a colpi di ricorsi, contro-ricorsi e ricerca di soci, fino al crollo definitivo.

La decisione della Sfl rischia di avere un impatto pesante non solo per i Rangers, che impiegheranno tre anni, almeno, per tornare in Scottish Premier League (Spl), ma anche per l'intero movimento, dato che l'accordo quinquennale per i diritti televisivi tra la Spl e le emittenti BSkyB e ESPN, che vale un centinaio di milioni di euro, prevede almeno quattro derby a stagione tra Rangers e i cugini-rivali del Celtic.