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31 agosto 2012

Chelsea poco Atletico, Falcao porta la Supercoppa a Madrid

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L'Atletico Madrid ha battuto 4-1 il Chelsea e vinto la Supercoppa europea 2012 (Foto Getty)

Gli spagnoli strapazzano 4-1 i Blues di Roberto Di Matte o e conquistano il trofeo per la seconda volta. L'attaccante colombiano incanta con una tripletta in 45'. Nella ripresa poker di Miranda, mentre il gol di Cahill non salva l'orgoglio degli inglesi

CHELSEA-ATLETICO MADRID 1-4
6', 19', 45' Falcao (A), 15' st Miranda (A), 29' st Cahill (C)

Quarantacinque minuti, non uno di più, e la Supercoppa europea 2012 va già in archivio. L'Atletico Madrid batte il Chelsea detentore della Champions e riapre la propria bacheca dopo il successo in Europa League ottenuto lo scorso 9 maggio. I Colchoneros conquistano il trofeo per la seconda volta nella loro storia in una partita secca che sembra essere anche una partita aperta con il calcio italiano: se nell'agosto del 2010 a farne le spese fu l'Inter, stavolta è toccato a Roberto Di Matteo, tecnico alla guida dei Blues.

Una partita da tutta dimenticare per il Chelsea, con una difesa subito in tilt e sempre troppo alta (preoccupante David Luiz). A mettere gli inglesi in ginocchio è il gioco tutto grinta e verticalizzazioni scelto da Diego Simeone (che la Supercoppa la vinse anche da giocatore, con la Lazio nel 1999), ma soprattutto l'impeto di Falcao, detto il Tigre, il cui nome è stato definitivamente registrato nell'elenco speciale dei top player. E' l'attaccante colombiano di Santa Marta l'assoluto protagonista della serata di Montecarlo, grazie alla tripetta che ha chiuso la contesa nel primo tempo: due gol tra il 6' e il 19', il sigillo poco prima del break. In totale fanno 165 reti in carriera. Niente male per un classe '86.

Se da un lato si conferma la tradizione che nega il trionfo in Supercoppa a chi vince la Champions, dall'altro viene meno l'idea diffusa di una partita che tende a premiare la formazione più debole. Ruolo che sulla carta avrebbe dovuto interpretare l'Atletico, uscito invece dal campo con la coppa e la consapevolezza di aver dominato. E chi domina è più forte.