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06 novembre 2012

Tornaghi, portiere dei Chicago Fire: "Obama vincerà"

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VITA DA EMIGRANTE. Cresciuto nelle giovanili dell'Inter l'estremo difensore classe '88 ha deciso di proseguire la sua carriera in Mls, nella città roccaforte di Obama che nelle prossime ore sfiderà Romney per la presidenza degli Usa

di Augusto De Bartolo

E' stato il primo italliano a firmare un contratto nella Major League Soccer eppure è quello meno conosciuto. Dopo di lui Alessandro Nesta, Matteo Ferrari, Marco Di Vaio e Bernardo Corradi hanno intrapreso la stessa strada svoltando, però, verso il Canada con destinazione Montreal Impact. A differenza di questi quattro senatori del calcio italiano che hanno deciso di chiudere la carriera oltreoceano, Paolo Tornaghi ha pensato di utilizzare il soccer come rampa di lancio per un ritorno in Europa, magari in Italia. Classe 1988, cresciuto nelle giovanili dell'Inter, veste la maglia dei Chicago Fire, squadra della città di Barack Obama. Un onore specie in queste ore di vigilia per la sfida elettorale con Willard Mitt Romney. La tensione è alta più che per una partita di calcio.

Paolo, allora, giorni di grande attesa per Chicago e per gli Usa che eleggeranno il nuovo presidente. Che clima si respira in città?
"Questa è la roccaforte di Obama, qui tutti o quasi tifano per lui anche se da ciò che ho potuto capire qualcuno si aspettava di più in questi quattro anni. Vuoi per la crisi economica e per mille altre problematiche quel cambiamento che era stato promesso non è stato così evidente e alcuni ci sono rimasti male".

I tuoi Fire hanno raggiunto l'obiettivo dei playoff ma sono stati eliminati dalla Dynamo Houston, che risultato otterrà Obama?
"Obama vincerà, così Chicago festeggerà anche perché in questo modo avremo altri quattro anni per cercare di vincere la Mls ed essere invitati alla Casa Bianca per conoscerlo di persona".

E' vero che lui ama altri sport come basket e baseball, ma non vi ha mai fatto sentire il suo appoggio?
"Se resterà presidente proveremo ad appassionarlo con risultati positivi".

Torniamo a te, come mai la decisione di andare a giocare negli States?
"Ho fatto due anni in Lega Pro con Rimini e Como e non sono andati granché bene e allora anziché insistere in categorie in cui potresti perderti è nata l'idea di andare all'estero e si è concretizzata con l'offerta della Mls".

E tra l'altro in Mls se non sei un giocatore famoso non è semplice ottenere un contratto vero?
"Infatti perché è la lega che ti tessera e poi le società acquisiscono i diritti su di te. sono arrivato come 'rookie' a Chicago, ho fatto bene e adesso sono qua".

Come vive un calciatore a Chicago?
"In maniera assolutamente tranquilla. Poche pressioni, voglia di divertirsi in campo. Qui il calcio ha uno stile molto anglosassone. Poi nel tempo libero vado al cinema e guardo qualche partita di basket".

A proposito nei Chicago Bulls gioca marco Belinelli, altro emigrante vip, hai avuto modo di conoscerlo?
"No non mi è capitato anche perché l'Nba è appena cominciata, ma ho un'altra amicizia importante nel basket".

Quale?
"Quella con Danilo Gallinari, è stato mio compagno al liceo. E infatti quando è venuto a giocare qui con i Denver Nuggets sono andato a vederlo. Lui è un vero fenomeno"
Sei cresciuto nell'Inter, ti aspettavi una vittoria così netta nel derby d'Italia?
"Così netta no ma ci credevo, l'Inter era in un ottimo momento di forma, la Juve un po' meno, hanno gestito la gara alla perfezione"

Per un periodo sei stato anche alle "dipendenze" di Stramaccioni. Qual'è il suo più grande pregio?
"E' un grande comunicatore. Sa convincere la squadra della bontà delle sue idee e i giocatori così lo seguono ed eseguono le sue indicazioni al meglio. E' uno che tira fuori il massimo da ogni singolo giocatore".

L'Inter può realmente vincere il campionato?
"Credo di sì anche se mi aspetto e spero che ci sia un duello fino alla fine, sarebbe più divertente".

Hai 3 anni di contratto con i Fire, pensi di restare ancora a lungo in America o l'obiettivo è un altro?
"Premesso che qui sto benissimo, l'intento è quello di fare un paio di buone stagioni e poi rientrare in Europa in un campionato importante".

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