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14 novembre 2012

Vannucci, perla di Fiume: "Al Rijeka per giocare in serie A"

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VITA DA EMIGRANTE. E' un centrocampista esterno, classe 1988, ha vinto tre campionati consecutivi con le maglie di Lucchese e Carrarese. Ha avuto Buffon come patron ed ora ha la grande chance all'HNK Rijeka. Ammira Francesco Totti, per questo tifa Roma

di Augusto De Bartolo

Se fosse stato uno dei pionieri del calcio in Italia e se avesse deciso di andare a giocare a Fiume tra il 1924 e il 1947, Diego Vannucci non sarebbe un emigrante. Oggi, invece, il centrocampista esterno ex Lucchese e Carrarese rientra nel folto gruppo di calciatori italiani che militano in campionati stranieri, nello specifico, in quello croato. La squadra è l’HNK Rijeka, l’evoluzione della Società Sportiva Fumana che negli anni ’30 e ’40 militò per due stagioni in serie B. Tre campionati vinti (due con i rossoneri toscani in D e in C2) uno con la squadra del patron Gigi Buffon. Poi l’occasione della vita, in un campionato tecnico e difficile come quello croato dove una squadra, la Dinamo Zagabria, la fa da padrone e le altre, con l’Hajduk Spalato in testa, si giocano un posto per l’Europa League.

Diego, per 70 Km (quelli dal confine triestino), sei un emigrante. Come ti trovi a Fiume, anzi, a Rijeka?
“Sono in una città bellissima, non pensavo fosse così, io sono di Massa-Carrara, ho ritrovato un po’ l’ambiente che vivo quando sono a casa, un clima mite, il mare, brava gente”.

Tre campionati vinti consecutivamente tra serie D e Lega Pro, poi la grande chance di giocare nella serie A croata. Com’è nata questa possibilità?
“Devo tutto al mio ex diesse Nelso Ricci (ora allo Spezia), è stato lui a segnalarmi al Rijeka e io ho accettato di sottopormi a 10 giorni di prova dopo i quali hanno deciso di farmi firmare un biennale”.

Tra l’altro il 70% delle quote della società sono detenute proprio dal presidente dello Spezia Gabriele Volpi. Questo forse ti ha spinto ad accettare con più serenità l’offerta?
“Beh certamente, la società è solida economicamente, non come molte in Lega Pro. Non abbiamo ingaggi faraonici, ma lo stipendio arriva tutti i mesi puntualmente, non ci si può lamentare”.

Uno stadio incastonato nella roccia, una squadra competitiva in una città molto bella cosa chiedi di più al Rijeka?

“Di giocare con maggiore continuità, finora ho avuto poco spazio perché qui ci sono giocatori di un certo livello. Ma lotterò per conquistare un posto”.

Ma è vero che i tifosi del Rijeka hanno un coro in cui il ritornello è in italiano?
“Sì è vero, sono tifosi molto appassionati e spesso accade che si rivogano alla squadra urlando ‘Forza Fiume’, d’altronde il passato da italiani non è tutto completamente perduto”.

Facendo un passo indietro, tornando alla Carrarese. Com’è Buffon come patron?
“Uno appassionato, un tifoso prima di tutto. Quando poteva seguiva la squadra allo stadio, non ci ha mai fatto mancare nulla. Spesso è nell’occhio della critica per certe sue affermazioni, ma lui non è un ipocrita dice le cose così come stanno”.

Restando al calcio italiano, tu se di Massa-Carrara, ma perché tifi Roma?
“Una passione che è maturata nel corso degli anni, quando ho visto giocare Francesco Totti”.

Però il derby non è andato bene, che ne pensi di Zeman, sei pro o contro il suo modo di intendere il calcio?

“Io credo che la Roma paghi la giovane età della squadra e il fatto che non abbia ancora assimilato i metodi di Zeman. D’altronde lo ha detto anche Totti. Per me bisogna avere un po’ di pazienza e andare avanti con lui, non si può sempre cambiare allenatore”.

Ci hai parlato di calciatori d un certo livello nella tua squadra, ci fai un nome su cui focalizzare l’attenzione per il prossimo calciomercato?

“Ivan Mocinic, è un classe ’93, un centrocampista centrale fortissimo per corsa e qualità, è già nel giro della nazionale croata, farà sicuramente strada”.

E Diego Vannucci cosa farà da grande?
“Ho due anni di contratto qui, poi si vedrà, ma non chiudo nessuna porta, faccio questo mestiere e cerco sempre la migliore soluzione per poter dimostrare il mio valore”.

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