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05 gennaio 2013

Don Mario al "bad" SuperMario: "Penitenza? 20 giri di campo"

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Mario Balotelli è il fuoriclasse della Nazionale italiana (Foto Getty)

L'INTERVISTA. Il parroco e amico storico di Balotelli ci aiuta a capire come l'attaccante del Manchester City potrà ritrovarsi dopo la lite con Mancini: "Lui sa che è il calciatore più bravo del mondo, ma se venisse alla Juve..."

di Alfredo Corallo

La liturgia contemporanea già affolla gli scaffali della nostra giovanissima memoria sul SuperMario: campione di freccette e bersaglio nazionale, quindi Pinocchio e Mangiafuoco, investito di Mr Bentley e benefattore, cucciolo e playboy, padre e zio... E, volutamente, non ne faremo un santo, ma c'è qualcuno che vuole salvaguardarlo, perché conosce il personaggio, l'ha visto crescere e siamo stati ben curiosi di ascoltarlo: la confessione di un prete - tentato da una nostra telefonata, e amen - che l'ha subito compreso, a Concesio, quando Balo si è trasferito da Brescia per vivere con la famiglia adottiva.

Don Mario Cotelli, via con la SuperPredica: storiaccia con Mancini per un calcione a un suo compagno.
"Mario ha dei modi ruvidi di scherzare, è sempre stato vivace, ma vi posso assicurare che è una persona più sensibile di quella che viene descritta e con una dirittura morale ben precisa".

Quando l'ha conosciuto?
"Frequentava la prima media, veniva a giocare all'oratorio, ma un ragazzino di colore ai primi tempi della Lega aveva i suoi problemi...".

Come se già non ne avesse, di suo.
"Appunto. Già era un dramma accettare l'abbandono dei suoi, e capitava che dagli spalti qualcuno al campetto si lasciasse andare a qualche insulto... Però si è integrato, i suoi compagni gli volevano bene, e Franco e Silvia sono degli angeli".

Quelli che lo hanno allevato, i Daddy and Mommy ufficiali, ora anche per l'anagrafe.
"Persone splendide, e così tutti gli amichetti che nel tempo ha trovato, orgogliosissimi di Mario. Non le dico quando è scappato da qua...".

A Lumezzane, poi. Certo, l'Inter...
"La madre non voleva assolutamente che ci andasse, a due passi da qui! 'Don, non voglio' mi ripeteva Silvia, eppure la gente avrebbe pagato per avere questo campione in casa, ma a loro dei soldi non è mai importato nulla".

Ci convinca.
"Le dico soltanto una cosa, ma non dovrei... La mamma aiuta a pulire la parrocchia, va in giro in bicicletta, è molto vicina a chi non sta proprio bene, il padre è riservatissimo... E Mario è soltanto un ragazzo: lasciatelo crescere."

Cosa lo tormenta?
"Posso solo immaginarlo, ma rimane un'idea mia. E' un mistero, ma chi non ne ha?"

Avrebbe una figlia, dalla showgirl Raffaella Fico (ma sarà il tempo e il Dna a dirlo).
"Se non le dispiace preferirei passare avanti. La prossima?"

Un suo "collega", il reverendo Horlock del Manchester City, sta provando ad aiutarlo in questa crescita.
"E ne sono felice. Mancini è un punto di riferimento, a volte una strigliata è salutare. Ma se c'è un uomo di fede a proteggerlo non posso che esserne felice".

C'è una flotta di benpensanti convinti che, se Balotelli tornasse in Italia, vicino a suoi cari, potrebbe ritrovare la giusta serenità.
"Non sono d'accordo, non è maturo abbastanza per il nostro Paese, sarebbe ancora più bersagliato. Ha visto cos'è successo a Enock? Una ragazzata è diventata una tragedia, solo perché fratello di Mario".

Lo deciderà la Legge. Ma se invece che al Milan andasse alla Juve? Lei non è mica bianconero...
"Sfegatato! Beh, allora potrei cambiare idea...".

Morale: la penitenza per una "balotellata"? Una, media, quante "Ave Maria"?
"Non scherziamo... Okay: premesso che lo considero il calciatore più bravo del mondo e non sono per le punizioni... Ma se proprio devo: 20 giri di campo... Mario mi perdonerà!"