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12 febbraio 2013

Libertadores, tutti vogliono il trono del Corinthians

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Il titolo di campione sudamericano per club è stato assegnato per la prima volta nel 1960 (Foto Getty)

Parte la fase a gironi della 54a edizione del massimo torneo sudamericano. Brasiliane e argentine favorite, ma occhio alle outsider. Ecco numeri, storie e curiosità dalla Copa

Tutti all'inseguimento del Corinthians di Tite, campione del Sudamerica e del mondo nel 2012. Cifre, stranezze e curiosità dalla Copa

Dalla California ai limiti della Patagonia – Trentadue squadre da 11 paesi. Dal Messico fino al Cile. Dalla quasi statunitense Tijuana a Talcahuano, 36° latitudine sud, casa del Huachipato, campione del torneo di Clausura cileno, tornato in Copa 39 anni dopo l'ultima partecipazione

Vecchie volpi e giovani talenti – La Libertadores 2013 offre giovani da scoprire, come il gioiello del Boca Leandro Paredes o l'ecuatoriano del Barcellona di Guayaquil Pedro Velasco, ma anche tante vecchie conoscenze del calcio europeo e italiano. Recoba e Zalayeta stelle di Nacional e Penarol, Pato neoacquisto del Corinthians, Heinze perno del Newell's Old Boys, Fred e Luis Fabiano cannonieri di Fluminense e San Paolo.

Lebbrosi, birraioli e bolsos –
Una squadra, un soprannome. E nella Copa ce ne sono per tutti i gusti. Da Lepra (lebbra) il soprannome che i tifosi avversari danno al Newell's Old Boys di Rosario per aver partecipato nei primi anni Venti a una partita di beneficenza in favore di un lebbrosario a cerveceros, il soprannome dei peruviani dello Sporting Cristal dovuto al nome del distillato prodotto dalla società che fondò il club per finire ai bolsilludos o bolsos (“con una tasca") nome dato dagli avversari agli uruguaiani del Nacional, perchè all'inizio della loro storia avevano una maglietta con una tasca.

Carri armati, cavalli e turchi - Squadre, ma anche giocatori e allenatori. Rigorosamente soprannominati. Come Santiago Silva, el Tanque, ex Fiorentina attaccante del Boca Juniors, Pato, il Papero, stella del Corinthians ma anche Carlos Saucedo, centrocampista e capitano dei boliviani del San Josè, chiamato Cavallo dal preside della sua scuola perché non stava mai fermo o come Antonio Mohamed, allenatore del Toluca e soprannominato "El Turco" per la sua origine mediorientale (siriana ma non turca..)

Tra le nuvole – Il San Josè, club boliviano giocherà i suoi match casalinghi allo stadio Jesus Bermudez di Oruro, situato a 3731 metri di altitudine, il più alto della competizione e tra i più "in quota" del mondo.

Veterane e debuttanti – Tra le partecipanti all'edizioni 2013 ci sono le due squadre più presenti della storia (Penarol e Nacional rispettivamente 41 e 40 apparizioni ciascuna) ma anche 4 matricole, tra cui i peruviani del Real Garcilaso, squadra di Cuzco nata solo 4 anni fa dagli ex studenti di un liceo intitolato a uno dei più grandi poeti spagnoli.

Il Viceré e il "bambino" – In panchina la nuova Copa vedrà il ritorno del Virrey Carlos Bianchi, l'allenatore più titolato della competizione (4 volte campione) ma anche il debutto di Lenin Bastidas direttore tecnico dei venezuali del Deportivo Lara, 33 anni da compiere, poco più della metà di quelli che ha Enrique Meza, allenatore dei messicani del Toluca e decano della categoria.

Coppa Rio de la Plata – Due città e sei squadre. Buenos Aires e Montevideo insieme forniscono alla Libertadores quasi un quarto delle partecipanti. Quattro stanno sul lato argentino del fiume (Boca, Velez, Tigre, Arsenal), due su quello uruguaiano (Penarol e Nacional). In totale 15 Coppe Libertadores in bacheca.

Giocare in casa -Gerardo Martino e Julio Humberto Grondona, rispettivamente allenatore del Newell's Old Boys e fondatore dell'Arsenal de Sarandì, avranno un singolare "privilegio". Quello di allenare e vedere la partita in un posto che porta il loro nome. A Grondona hanno intitolato l'impianto El Viaducto, a Martino la tribuna dove siedono i tifosi della Lepra.

Che vetrina la Libertadores, ma..
- Per tanti giocatori il torneo è stata l'anticamera per l'Europa. Ma non per tutti. Esempi? Un certo Diego Armando Maradona non ha mai collezionato neanche un minuto nella Copa. Così come Leo Messi e l'ex difensore dell'Inter Ivan Ramiro Cordoba.