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20 giugno 2013

Italia pazza e fortunata. Va sotto, soffre: poi vince 4-3

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A Recife gli azzurri giocano forse una delle peggiori partite della gestione Prandelli. Il Giappone avanti 2-0, si fa rimontare, pareggia ma alla fine cede: decisivo Giovinco all'86'. Italia in semifinale di Conf Cup

ITALIA-GIAPPONE 4-3
21' rig. Honda (G), 33' Kagawa (G), 41' De Rossi (I), 50' aut. Uchida (G), 52' rig. Balotelli (I), 68' Okazaki (G), 86' Giovinco (I).

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“Nel calcio, a volte, è meglio essere fortunati che bravi”. Le parole di Beppe Bergomi poco dopo la rete del 4-3 finale di Giovinco rappresentano appieno quest’Italia-Giappone. Quaranta minuti di nulla, poi la riscossa. A Recife, nella sua seconda partita di questa Confederations Cup, per quasi un tempo gli azzurri sono stati in completa balia dei Blue Samurai di Zaccheroni. Non che Pirlo e compagni poi abbiano giocato molto meglio. A tratti sembrava di assistere alla riscossa di Holly e Benji. Con Kagawa, Honda e Okazaki a far impazzire Chiellini e Barzagli e Pirlo completamente spaesato. Il 4-3 finale manda l’Italia in semifinale, ma non cancella forse il peggior primo tempo della gestione Prandelli. Il calcio di rigore, alquanto dubbio, concesso dall’argentino Abal con cui Honda ha portato in vantaggio il Giappone non può di certo valere da attenuante. A tratti quello del Giappone è stato un vero e proprio assedio.

L’Italia non ha giocato, probabilmente non aiutata dalle scelte iniziali dal ct che si sono concretizzate poi nel cambio Giovinco-Pirlo della mezzora. Di fronte gli azzurri non avevano il Brasile, nostro prossimo avversario sabato, ma il Giappone, che per quanto sia infarcito di calciatori che giocano in Europa non può essere di certo considerato una potenza del calcio mondiale. L’Italia ha messo in mostra tutte le difficoltà e i dubbi evidenziati contro Repubblica Ceca ed Haiti: scarso scorrimento della palla, amnesie difensive e assenza di concentrazione.

L’1-2 firmato Honda-Kagawa è stato solo la giusta conseguenza di un dominio a tratti imbarazzante nei primi 33’. Il gol del 2-1 di De Rossi, che salterà per squalifica il Brasile, è arrivato nel momento forse peggiore. Ma è servito a dare quella spinta e quel mordente che fino a quel momento erano mancati agli azzurri. Da lì in avanti è stata un’Italia migliore, capace con la qualità dei singoli, e un rigore fin troppo generoso dell’arbitro argentino, di pareggiare prima e portarsi avanti poi con Balotelli. Ma il Giappone non ha di certo mollato trovando un meritatissimo gol del 3-3 con Okazaki al 68’. E nel finale solo un palo e poi una clamorosa traversa, a Buffon battuto, hanno negato alla nazionale di Zaccheroni di conquistare la vittoria, prima del 4-3 finale di Giovinco. Prandelli puoi gioire per la qualificazione, ma non di certo per la prova degli azzurri. Contro il Brasile ci vorrà tutt’altra Italia.