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03 agosto 2013

Mou, che frecciata a CR7: "Il vero Ronaldo non è lui"

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I due portoghesi hanno intrapreso strade differenti. La prima stilettata è di Mourinho (Foto Getty)

Il tecnico portoghese, alla guida del Chelsea, è tornato sui trascorsi al Real Madrid: "Club speciale, ma lì è politica. Non sport". Dopo essersi soffermato sull'ambiente dei blancos , Mourinho ha punzecchiato il suo connazionale preferendogli il Fenomeno

Da allenatore del Chelsea, i primi siluri di José Mourinho hanno nel mirino Madrid, sponda blanca. Sul suo ex club, il tecnico portoghese ha infatti dichiarato: “Il Real Madrid è un club speciale. Ma lì è politica, non sport. Volevo Bale lo scorso anno, forse il Real lo prenderà ora”. Questo l’esordio di Mou in un’intervista al network Espn.

Sui blancos - Il matrimonio con il Real è durato tre anni non senza polemiche. Tornato alla guida dei Blues, il lusitano non si è risparmiato non appena interpellato sui galacticos: “Il Madrid non è qualcosa che riguardi lo sport, è tante altre cose: nel mio secondo anno (2011-2012, ndr) abbiamo vinto il campionato, siamo stati la miglior squadra della storia, abbiamo fatto 100 punti. Poi è arrivata la terza stagione e c’erano le elezioni, che in quel club significano molto. Ci siamo ritrovati in mezzo a situazioni che non erano normali. Solo chi è all’interno può capire”.

Tra Bale e Ancelotti – Il gallese, in procinto di trasferirsi al Real, era già un obiettivo dell’allenatore portoghese: “Avevo chiesto al club di acquistarlo lo scorso anno ma non è stato possibile. Sembra che quest’anno possa succedere, sono felice per loro. Bale è un giocatore fantastico ma, ovviamente, le cifre sono impressionanti. Il ragazzo dovrà sopportare la pressione e dimostrare che vale quei soldi”, ha spiegato Mourinho, che su Ancelotti ha detto: “Non so cosa pensi Carlo -, ma lui è un allenatore esperto e saprà ottenere il massimo da Bale”.

Attacco a CR7 - Le fortune del Real Madrid saranno legate ancora al talento di Cristiano Ronaldo. Il feeling tra Mourinho e il suo connazionale, a quanto pare, non è più quello dei tempi migliori. “Sono diventato allenatore nel 2000 ma prima ero stato un assistente in grandi club e con grandi tecnici. Avevo 30 anni – ha ricordato pensando al Barcellona negli anni '90 - e allenavo Ronaldo: non questo, ma quello vero. Il Ronaldo brasiliano”.