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10 settembre 2013

Prandelli non vuole distrazioni: "Chiudiamo la pratica"

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Il ct cerca la qualificazione ai Mondiali 2014 con due gare d'anticipo, un record per l'Italia: "Non voglio sciupare questa occasione, se non saremo aggressivi andremo in difficoltà. Le squadre dell'Est sono in netta ripresa rispetto a qualche anno fa"

"Abbiamo un'occasione irripetibile, dobbiamo chiudere la pratica". Cesare Prandelli vuole sfruttare il match point mondiale nella gara che la Nazionale giocherà a Torino contro la Repubblica Ceca. Allo Juventus Stadium un successo garantirebbe agli Azzurri la qualificazione ai Mondiali 2014 con 2 gare di anticipo, un risultato mai ottenuto così presto dall'Italia.

"Non ho mai pensato al record. Mi interessa solo la qualificazione in un girone particolarmente difficile. Le squadre dell'Est sono in netta ripresa rispetto a qualche anno fa, c'è molto equilibrio. Noi ci siamo costruiti una grande opportunità con le prestazioni, ora abbiamo un'occasione irripetibile. In alcune partite siamo riusciti a portare a casa il risultato grazie alle grandi parate di Buffon. Ma la squadra ha sempre cercato di essere propositivi, su ogni campo. Nessuno ci ha regalato nulla", dice Prandelli alla vigilia della gara nella quale, con ogni probabilità, proporrà la difesa a 3. "Abbiamo provato anche qualcosa di diverso. Non voglio dare nessun tipo di vantaggio, non possiamo permettercelo", afferma il ct. "Abbiamo provato De Rossi" in posizione più arretrata "ma non dobbiamo soffermarci solo su questa situazione: dobbiamo pensare a giocare con la giusta intensità, se non saremo aggressivi andremo in difficoltà", chiarisce.

"Dopo aver ascoltato i giocatori, c'è molta più serenità. Anche se soffrendo, con la Bulgaria siamo stati in gara fino all'ultimo. E saper soffrire è una qualità. Il commissario tecnico conta anche sul calore dello stadio bianconero. "Bisogna mettere pressione agli avversari, se 40.000 persone sugli spalti ci metteranno entusiasmo sarà uno spettacolo per tutti. Noi dovremo giocare con lucidità e ordine".

Negli ultimi anni, dopo Calciopoli, i rapporti tra la Juventus e la Figc sono stati a dir poco tesi. La gara di domani rappresenta un segnale di 'distensione'? "Giochiamo nello stadio più bello d'Italia e forse d'Europa. E' un impianto sempre pieno, molti vengono per vedere la Nazionale che da tempo non viene a Torino", dice il ct evidenziando che "negli ultimi mesi c'è stata grande collaborazione con la dirigenza juventina, abbiamo trovato un entusiasmo straordinario finora".