Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
29 ottobre 2013

"La pugna e la pipa", le emozioni del Mundial '82 a teatro

print-icon
[an error occurred while processing this directive]

I "calciattori" Pilloni e Santonastaso inscenano il glorioso Mondiale di Spagna in uno spettacolo dedicato ad Enzo Bearzot. Una via artistica per tramandare le gesta degli Azzurri alle nuove generazioni

di Valerio Spinella

Ho trascorso l'estate del 1982 nel grembo materno, situazione che fa di me una di quelle persone abituate a sentirsi dire "non puoi nemmeno immaginare, non puoi capire, non osare paragonarlo al 2006" ogni volta che si affronta l'argomento Mundial. Sì, la coppa del Mondo sollevata dagli azzurri 31 anni fa sotto il cielo di Spagna. Inutile ribattere, provare a difendersi o cercare di spiegare che a livello di vibrazioni qualcosa lo si è percepito: a quanto pare, non esserci stati nel 1982 è proprio una colpa.
Detto ciò, chi invece quel Mondiale l'ha vissuto, non sempre si fa beffe dei più giovani con antipatica superiorità. Ci sono anche dei pastori del sapere, vogliosi di condivisione, che come vecchi cantastorie tramandano le gesta di Zoff e compagni alle nuove generazioni.

Alessandro Pilloni e Andrea Santonastaso appartengono a questa categoria di uomini. Attori teatrali malati di calcio, non si fermano alla didattica, per quanto siano dei veri e propri professori in materia. Nello spettacolo La pugna e la pipa, in cui si rivive Spagna '82 con occhio esclusivamente italico, "Pillo" e Santonastaso vanno oltre: la loro performance è una vera e propria flebo di emozioni. Soltanto così mi posso spiegare la pelle d'oca che mi solletica il braccio destro e quell'umidità salata nel contorno occhi, in più passaggi della rappresentazione, alternate a risate o senso di imbarazzo (per chi soffre di empatia non c'è scampo, specie dopo le prime prestazioni di Paolo Rossi).

La pugna e la pipa ripercorre i giorni in cui la stampa italiana ha fatto letteralmente a pezzi il gruppo di Bearzot in gita per la penisola iberica (all'inizio sembrava una gita, visto il risultato dei primi allenamenti in Galizia) e arriva alla svolta di cui tutti abbiamo il copione stampato in testa. Ma quello che rende speciale questo spettacolo è l'equilibrio tra la fedeltà alla storia e l'emozione che soltanto alcuni miracoli sportivi riescono a comunicare. Pilloni e Santonastaso sudano, bevono, cantano, ma soprattutto raccontano ed emozionano: tra un Ciccio Graziani sempre generoso e una formazione della Polonia scandita come nemmeno il miglior Bruno Pizzul di Cracovia saprebbe fare, il protagonista assoluto è Paolo Rossi, eroe tra gli eroi "figli di Bearzot".

"La pugna e la pipa. Anzi, la pippa: Paolo Rossi", esclama a un certo punto Santonastaso, portavoce del pensiero nazionale del tempo, mentre Pilloni sbertuccia il ct per un'insistenza col suo pupillo che va oltre l'umana comprensione. Poi la metamorfosi nel raggruppamento con Brasile e Argentina, metamorfosi di una squadra e di un Paese che si lascia cullare dalla magia.

Terminata la tournée milanese, a cui hanno partecipato, come pubblico, anche gli allievi nazionali dell'Inter (è giusto indottrinare anche i ragazzi di quindici anni), La pugna e la pipa si sposta in Liguria: il 29 e 30 ottobre al Teatro Sandro Palmieri di Diano Marina, l'8 e il 9 novembre al Teatro "Il Sipario Strappato" di Arenzano.

Della rappresentazione svolta a Bologna, piazza molto cara ai due attori, restano invece le lacrime di Paolo Rossi, quello vero. Pablito si è commosso, salendo sul palco per complimentarsi.
E così Pilloni e Santonastaso, due che calcisticamente si rispecchiano in Ibarbo e Zamorano, nel teatro possono dire di aver vinto anche loro la Coppa del mondo: hanno fatto piangere colui che ha fatto piangere il Brasile.