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06 novembre 2013

Begovic, o il calcio alla rovescia: quanti portieri in gol

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Asmir Begovic, dopo soli 14 secondi di gioco, ha festeggiato il gol contro il Southampton (Foto Getty)

IL CASO . Il bosniaco dello Stoke City, a segno nell’ultimo turno di Premier League, appartiene all’esclusiva élite dei marcatori più anomali . Rigori, punizioni o reti beffarde: la follia indossa i guantoni e consacra protagonisti eccezionali. I VIDEO

di Luca Cassia

Singolare il destino dei portieri. Solitari, vigili ma confinati in un’area trascurabile rispetto all’intero campo di gioco. Da lontano osservano, se coinvolti volano a mani protese per impedire un gol avversario. Spesso bizzarri, folli, non convenzionali. Talvolta tutt’altro che solidali con un collega posto a 100 metri di distanza, oppure talmente sfrontati da invaderne il terreno e violarne la porta. Asmir Begovic, guardiano dello Stoke City, è solo l’ultimo dei portieri ad aver provato l’ebbrezza della rete, un privilegio che appartiene in ultimo luogo a questa categoria votata alla tutela del punteggio.

La scuola sudamericana scrive i record
– In gioventù Rogerio Ceni era diviso tra pallavolo e lavoro in banca. Mai avrebbe pensato, a 40 anni, di ritagliarsi un posto nella storia del San Paolo e del calcio mondiale: varcate le 1000 presenze nel club, il brasiliano è il portiere più prolifico nel professionismo internazionale con 112 reti. Punizioni o calci di rigore, poco importa. Un feeling in precedenza ostentato dal paraguayano José Luis Chilavert, 62 gol in carriera, senza dimenticare gli istrionici René Higuita (sì, quello della “Mossa dello scorpione”) e Jorge Campos, estremi difensori spesso più inclini ad eccessi e stravaganze. El Brody messicano, addirittura, rigettò i guantoni terminando la carriera come attaccante. L’ex capitano del Flamengo, Bruno Souza, la chiuse a soli 28 anni per l’omicidio dell’amante.

Begovic, il rinvio sorprende Boruc

Schmeichel rapace in area di rigore

Siviglia, Palop beffa Lucescu

Robinson in gol da oltre 90 metri

Ahamada, una rete da centravanti

Deportivo, Aranzubia firma il pari

Subasic, punizione da numero uno

Friedel, il pareggio dura poco


Europa, tra specialisti e imprevisti gloriosi - Tradizionalmente nel Vecchio Continente il ruolo del portiere è più disciplinato, pragmatico e meno avvezzo ad azzardi vari. Solo il cronometro, il risultato avverso e la disperazione possono allontanare i “numeri uno” dalla propria porta. Hans-Jorg Butt, quasi 30 centri all’attivo, acquisiva consensi dagli 11 metri in quanto infallibile. Il danese Schmeichel fu il primo a scuotere la Premier League, ma aveva già lasciato il segno in patria e nel Manchester United in Coppa Uefa. Jens Lehmann, meteora del Milan, può fregiarsi di un pareggio da lui siglato nel 1997 nel derby della Ruhr, tra i confronti più accesi del calcio europeo. Un colpo di testa, ad una manciata di secondi dal fischio finale, ha consegnato alla storia anche Andrés Palop e Sinan Bolat. Il primo, trascinando all’extra-time la sfida con lo Shakhtar di Lucescu, spalancò le porte del Siviglia al secondo trionfo in Coppa Uefa. Il 25enne turco fu invece pioniere nei gol della casta in Champions League, prolungando l’avventura europea dello Standard Liegi.

Gollonzi e sventure, anche in Italia
- Non sempre i portieri goleador entrano nell’Olimpo del calcio. Il rinvio velenoso del bosniaco Begovic, dopo 14 secondi di gioco, ha generato un pareggio contro il Southampton. Peggio era andata agli statunitensi Friedel ed Howard, rispettivamente a segno con Blackburn ed Everton, usciti sconfitti al 90’. L’inglese Robinson, che registra due reti in carriera, è relegato in Championship. L’incursione di Aranzubia, fautore di un punto sul campo dell’Almeria, non aveva risparmiato il Deportivo La Coruña dalla retrocessione. Identica sorte riservata ai primi due portieri nostrani in gol su azione: Michelangelo Rampulla (Cremonese in B) e Massimo Taibi, tradito dalla Reggina. Dribblò invece la cabala il Livorno di Marco Amelia, a segno in Coppa Uefa contro il Partizan, ultimo portiere azzurro in gol. Berisha e Munua, riserve di Lazio e Fiorentina, hanno passaporto straniero ma il gol nel sangue. La ribalta dei portieri potrebbe proseguire da loro.