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22 novembre 2013

Blatter in Vaticano: "Noi due parliamo la stessa lingua"

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La stretta di mano tra Sepp Blatter e Papa Francesco in Vaticano

Razzismo, stato di salute del calcio italiano, prospettive del pallone a livello mondiale. A 360 gradi l'udienza privata del n° 1 Fifa con Papa Francesco. "Abbiamo parlato la lingua del calcio. Pensiamo che calcio e religione possono andare a braccetto"

Razzismo, stato di salute del calcio italiano, prospettive e obiettivi del pallone a livello mondiale. E' uno Joseph Blatter a 360 gradi quello che esce dal Vaticano dopo l'udienza privata con Papa Francesco. Il numero uno della Fifa non si nasconde, e anzi affronta senza problemi tutti i temi d'attualità che riguardano il mondo da lui presieduto, a cominciare dal virus del razzismo che "non dovrebbe esistere, ma che dalla società entra negli stadi". In Italia, poi, bisogna fare i conti anche con la discriminazione territoriale. "Per i tifosi è solo un sfotto'? Sfortunatamente il razzismo non è un gioco, è realtà" la posizione del dirigente svizzero, favorevole alla possibilità di ospitare i ragazzi delle scuole all'interno dei settori chiusi: "Credo sia un'ottima idea far entrare i bambini allo stadio, specialmente per la Juventus che possiede l'unico stadio moderno in Italia".

Per Blatter, l'arrivo di capitali esteri potrebbe aiutare il pallone tricolore: "Seguo con attenzione cosa accade in Italia, parlate di crisi? Non lo so - spiega il presidente della Fifa nella conferenza tenuta all'Associazione delle stampa estera -. Sono arrivati nuovi investitori per acquistare le direzione operative di alcuni club, come è già successo in altri Paesi. Proprio oggi ho letto che ci sarebbe un cinese interessato alla Roma. Tutto questo può essere positivo oppure no. In Inghilterra ha funzionato, ma non per la Nazionale. Staremo a vedere".

Decisamente meno diplomatica, invece, la posizione espressa per le numerose critiche ricevute in merito alle condizioni di lavoro registrate nei siti che dovranno ospitare la Coppa del Mondo in Qatar nel 2022. "I paesi che comandano in Europa, cioè Francia e Germania, hanno fatto pressioni politiche affinché i Mondiali venissero assegnati al Qatar per i tanti interessi economici. E' troppo facile scaricare tutte le responsabilità sulla Fifa" dichiara Blatter, prima di far notare come "non si deve dimenticate che la maggior parte delle grandi imprese che lavorano in Qatar sono europee, e le aziende sono responsabili per le condizioni dei loro lavoratori".

Nell'udienza con Papa Francesco, poi, Blatter confessa di aver trattato il tema della pace. "E' stato un incontro molto positivo, tra uomini di sport e appassionati di pallone. Col Papa abbiamo parlato la stessa lingua, quella del calcio - racconta - Pensiamo che calcio e religione possono andare a braccetto, correre insieme per un mondo migliore. Il calcio può essere uno strumento di educazione". Ecco perché ai Mondiali in Brasile prima del fischio d'inizio delle partite volerà una "colomba della pace". Colomba che magari volteggerà nello stesso momento sopra le teste di Messi e Ronaldo, campioni che ultimamente hanno causato qualche problema a Blatter. "Ma non rinnego quello che ho detto su Cristiano Ronaldo. E' un giocatore eccezionale e un vero comandate in campo - ribadisce il presidente della Fifa - L'unica cosa di cui mi pento è essermi piegato davanti alle domande di 500 ragazzi (gli studenti della Oxford University, ndr) che volevano sapere chi fosse il preferito nel mio cuore".