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28 novembre 2013

Legia-Lazio, 180 tifosi italiani fermati a Varsavia

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Giornata di tensione nella capitale polacca. I tifosi sarebbero stati fermati per presunti scontri con le forze dell'ordine: 60 rilasciati subito, 120 saranno processati per direttissima. "Fermi a scopo preventivo"

Giornata di tensione in una Varsavia invasa da circa 750 tifosi biancocelesti che hanno raggiunto la Polonia per assistere alla partita di Europa League con il Legia. Non si è trattato però di un'invasione del tutto pacifica: nel pomeriggio, circa 150 tifosi biancocelesti sono stati fermati infatti dalla polizia locale per dei presunti scontri con le forze dell'ordine per le vie del centro storico della capitale polacca. In serata, però, la stessa Lazio ha ridimensionato l'accaduto parlando di fermi "a scopo preventivo".

Primi scontri -
All'alba, infatti, sono stati registrati i primi incidenti, quando un gruppetto di supporter romani, rientrando in albergo, è stato aggredito da alcuni tifosi del Legia, che già all'andata avevano creato numerosi disordini a Roma. I sostenitori locali sono entrati nell'hotel che ospitava gli italiani e soltanto l'intervento delle forze dell'ordine ha limitato i danni. Forze dell'ordine che hanno perquisito poi le stanze dei laziali rinvenendo un borsone con alcuni oggetti contendenti. La polizia ha deciso quindi di fermare 17 tifosi italiani, poi processati per direttissima e liberati (tranne uno), ma obbligati a lasciare il paese con il divieto di assistere al match.

180 persone fermate -
Ma nel pomeriggio la situazione non è migliorata: è rimbalzata infatti la notizia che in Ulica Marszalkowska, scelta come punto di raduno dai supporter capitolini per dirigersi insieme alla Pepsi Arena, alcuni supporter si sarebbero scontrati con le forze dell'ordine prima a parole e poi con il lancio di alcune bottiglie e sassi. Con la polizia che ha quindi deciso di fermare 180 persone per essere identificate; 60 di queste sono state subito rilasciate, anche per intercessione dell'ambasciata italiana, mentre le altre 120 saranno processate per direttissima.

Le parole di Tare e Petkovic - Prima della partita, è stato però il ds biancoceleste, Igli Tare, a provare a spiegare l'accaduto. "Sappiamo che una settantina di nostri tifosi hanno chiesto di essere scortati dalla polizia polacca da un caffè sino allo stadio e la polizia li ha fermati senza nessun motivo. Ora stanno verificando i loro documenti - ha detto ai microfoni di Sky -. Avevano chiesto tramite la società di essere scortati allo stadio, speriamo che la cosa si chiarisca e vengano rilasciati". In conferenza stampa il tecnico Vladimir Petkovic ha commentato: "Mi spiace perchè questo non fa parte del calcio e dello sport. Non si può arrivare con le famiglie e da soli in totale sicurezza ed è un peccato. Si deve essere severi con chi sbaglia. Non so cosa è successo e cosa potrà succedere, sono gli organi ufficiali che devono decidere".

La precisazione della Lazio
- Dopo il match vinto per 2-0, è stata ancora la Lazio, informata dalla Uefa, a precisare che il fermo è stato optato dalla polizia polacca "a scopo preventivo". Al momento, un centinaio di supporter è stato già rilasciato, gli altri lo saranno in nottata. La situazione è monitorata dall'ambasciatore italiano a Varsavia che, come riferisce il club biancoceleste, si è "speso per tranquillizzare e spiegare la situazione ai tifosi fermati".