09 dicembre 2013

Quando il Frosinone fece piangere Max Allegri e volò in B

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Era l'11 giugno del 2006. I ciociari sconfissero nei play off il Grosseto dell'attuale allenatore del Milan e conquistarono l'accesso alla serie cadetta. Era la prima volta che accadeva in oltre 80 anni di storia

di Gianluca Maggiacomo

Una giornata particolare. Anzi, di più. Storica. In città la data la ricordano tutti, anche adesso che sono passati sette anni. 11 giugno del 2006. Giorno, mese ed anno ben impressi nella memoria collettiva. Frosinone in quel pomeriggio assolato di inizio estate conquistò la Serie B per la prima volta nella sua storia. A regalare quell’emozione furono i play off contro il Grosseto, allora allenati da un certo Massimiliano Allegri. “Con la B si chiuse un ciclo che si era aperto tre anni prima con la promozione in C1”, ricorda Maurizio Stirpe, presidente dei canarini.

Il cammino verso la B - Doveva essere la stagione del salto di qualità (e di categoria) e così è stato. Tutto andò come nei piani. Ogni tassello al suo posto. In panchina un esperto in fatto di promozioni come Ivo Iaconi, che la serie B l’aveva già conquistata con Fermana e Pescara. La squadra era stata rinforzata. In estate erano arrivati, tra gli altri, Ciro Ginestra, Giuseppe Anaclerio e Marco Martini: i classici giocatori di categoria, come si dice in gergo. I risultati non tardarono ad arrivare. Il Frosinone era imbattibile in casa ma lasciava qualcosa per strada quando giocava in trasferta. Poco male. A fine campionato si piazzò comunque secondo. In quella stagione era difficile fare di meglio, soprattutto perché in serie C1 c’era il Napoli di Edy Reja e del Pampa Sosa.

I play off - La B per il Frosinone passa per gli spareggi. Il primo, contro la Sangiovannese, quinta in campionato, è ok: 0-0 all’andata, stesso risultato al ritorno. Giallo-azzurri avanti. La finale è contro il Grosseto. In Toscana la partita finisce in parità. Ancora uno 0-0. Un risultato che stava bene al Frosinone, in virtù del miglior piazzamento in campionato. Morale: nel match di ritorno, in Ciociaria, sarebbe bastato un altro 0-0 per staccare il biglietto per la serie cadetta.

Serie B. Ultimo atto – Frosinone-Grosseto è la partita per eccellenza per i tifosi canarini. La formazione che scese in campo quel giorno sono in tanti a ricordarla a memoria. E allora: Zappino, Pagani, Antonioli, Ischia, Maggiolini, D’Antoni, Perra, Cialdini, Morfù, Ginestra e Mastronunzio. È l’undici della Serie B.  L’11 giugno del 2006 è una tipica giornata estiva. Sole a picco. Cado. L’ombra che sembra una chimera. In città c’è tensione. Sin dalla mattina i balconi del centro sono addobbati di giallo-azzurro. Bandiere ovunque. La partita è in programma alle 16. Le tribune dello stadio sono piene già due ore prima del fischio d’inizio. Al “Matusa” ci sono oltre 6 mila persone. C’è attesa. Trepidazione. La curva è addobbata a festa, con uno striscione che recita: “90 minuti di gloria per entrare nella storia”. La partita comincia puntuale e al 21’ avviene la svolta. Il bomber di casa, Ginestra, si fa male. Viene sostituito da Martini. Che giusto sette minuti dopo segna il gol del definitivo 1-0. La partita, non senza trepidazione , finisce con questo risultato. L’arbitro fischia tre volte alle 17:51. Invasione di campo. È il delirio. In città la festa durerà fino al mattino. Il Frosinone è in B. Per la prima volta. Quella che non si scorda mai.

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