24 marzo 2014

Gridelli e stadio “Italia” da record: il meglio dei Costieri

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Lo stemma del Sorrento Calcio

SCHEDA. Fondato nel dicembre 1945, il Sorrento omaggia il Milan con i suoi colori rossoneri. Dallo stemma con i rombi ai numeri archiviati dal leggendario portiere e dall’impianto di casa: le dieci curiosità da sapere sulla società campana

Il Sorrento Calcio, fondato il 23 dicembre 1945, nella stagione 2013-2014 è iscritto nel girone B della Lega Pro Seconda Divisione dopo la retrocessione nello scorso campionato, maturata nella sconfitta ai playout contro il Prato.

I presidenti – Al timone societario dei Costieri siedono dal 2012 Paolo Durante (tour operator sorrentino) e Franco Ronzi, rappresentante dello sponsor principale Msc dell’armatore Gianluigi Aponte, originario proprio di Sorrento. I due patron erano nell’orbita del club già dal maggio 2009, quando lo storico presidente Antonino Castellano (19 stagioni ai vertici della società) cedette le sue quote a Mario Gambardella, in carica sino a due anni fa.

L’allenatore – Al terzo mandato sulla panchina rossonera, Giovanni Simonelli è soprannominato il “filosofo” per i suoi studi nelle materie umanistiche. Al primo anno da allenatore del Sorrento, nella stagione 2008-2009, vinse la Coppa Italia di Lega Pro. Due annate più tardi, dopo un breve avvicendamento alla guida tecnica con Raffaele Novelli, Simonelli salvò la squadra dalla retrocessione in Seconda Divisione. Ingaggiato dal club per la terza volta lo scorso 25 novembre in luogo di Luca Chiappino, il 61enne di Nola è chiamato ad una nuova impresa.

10 cose da sapere sul Sorrento Calcio


(Si ringrazia Antonino Siniscalchi per la preziosa collaborazione)

Fondato nel 1945 Il Sorrento sorse dalle ceneri del Nazario Sauro 1929 e dagli animatori locali del partito politico “L’Uomo Qualunque”, dove fu inizialmente ubicata la sede sociale. Tra il 1950 ed il 1957 adottò differenti denominazioni: Sant’Agnello, Penisola Sorrentina e Flos Carmeli.
I rombi, il rosso e il nero Lo stemma del club è uno scudo che, oltre alla data di nascita, raffigura cinque rombi che rappresentano Sorrento ed i quattro comuni limitrofi: Sant’Agnello, Piano, Meta e Massa Lubrense. Sebbene i colori cittadini siano il bianco ed il rosso, il motivo rosso-nero è da attribuire ad Ugo De Angelis, dirigente locale grande appassionato del Milan.
Segno “1” a Benevento Il Sorrento entrò a far parte della mappa calcistica italiana nella stagione 1949-50 quando, iscritto al campionato di Serie C, comparve sulla “schedina” del Totocalcio nella partita contro il Benevento, persa 1-0 in trasferta. L’icona della squadra era Carlino “Charly” Petagna, ala destra dai colpi ad effetto.
La scalata in Serie B Promosso in C nel campionato 1968-69 dopo lo spareggio con la Turris al “Flaminio” di Roma, due stagioni più tardi il Sorrento chiuse in testa il torneo e salì nella serie cadetta. L’allenatore era Giancarlo Vitali, in squadra c’erano un giovane Bruscolotti ed il recordman di presenze (434) Fiorile. Da registrare anche il contributo dell’ex Milan Noletti e del portiere Gridelli, imbattuto per 1537 minuti consecutivi pari a 17 incontri.
Napoli, sgarro al San Paolo A causa della mancata idoneità concessa al proprio stadio, il Sorrento disputò le gare interne del campionato di Serie B 1971-72 al San Paolo. La squadra retrocedette al penultimo posto insieme a Modena e Livorno. Proprio l’impianto del Napoli fu teatro della sfida di Coppa Italia contro gli azzurri di Zoff ed Altafini, disputata il 29 agosto 1971: i rossoneri vinsero 1-0 (gol di Paolino Bozza) ma non superarono la fase a gironi.
Stadio Italia Inaugurato nel 1950, è l’impianto sportivo del Sorrento. Situato nelle vicinanze del mare, dispone di 3.600 posti. Proprio l’influenza della salsedine aveva comportato problemi al manto erboso, tale da ricorrere dal 2003 ad un campo in erba sintetica. Insieme agli stadi di Capo d’Orlando e Manfredonia è tra i primi in Italia ad aver optato per un terreno artificiale.
Bunker rossonero Proprio lo Stadio Italia, dal 1 maggio 2004 (Sorrento-Paganese 1-2) al 3 settembre 2007 (Sorrento-Potenza 0-1), confezionò una striscia di 52 risultati interni utili consecutivi in gare ufficiali, pari a 3 anni, 4 mesi ed 1 giorno. Sfumò il record del Milan, che blindò San Siro per 58 gare di fila. Paradossale come, nella stagione attuale, nel proprio girone il Sorrento sia la squadra più sconfitta (9 volte) tra le mura amiche.
Cervia e Giampaolo jr Nel palmarés del Sorrento figurano anche una Coppa Italia di Serie D ed una di Lega Pro. La prima venne conquistata nell’edizione 2005/06 (insieme alla promozione in C2) nella doppia finale a spese del Giarre, mentre in semifinale i campani regolarono il Cervia di “Ciccio” Graziani protagonista del reality “Campioni, il sogno”. Tre stagioni più tardi il Sorrento sollevò la Coppa Italia di Lega Pro: in finale, dopo lo 0-0 di Cremona, allo Stadio Italia fu decisiva la rete di Federico Giampaolo fratello dell’allenatore Marco, ex Ascoli, Cagliari e Siena.
Sorrento, terra di talenti Il settore giovanile rossonero gode di lungimiranza nella produzione di nuovi talenti. Negli ultimi anni, prima di raggiungere il vivaio della Juventus, Antonio Mirante e Ciro Immobile erano cresciuti nel club. Dalla Penisola Sorrentina giunse anche Antonino Elefante, portiere negli anni ’70 e ’80, che prima di giocare in A con il Bologna contese il posto nella Nazionale Juniores a Franco Tancredi, bandiera della Roma. Sorrento fu il trampolino anche per altri giovani affermatisi in Serie A come Roberto Corti, Michele Nappi e Giuseppe Bruscolotti.
Maledizione spareggi Nella storia recente il Sorrento ha pagato dazio nelle gare post-regular season. Nel campionato 2010/11, nonostante i gol di Paulinho (in prestito dal Livorno), i sorrentini persero la semifinale playoff contro il Verona. Analogo destino nella stagione successiva: fatale fu lo spareggio con il Carpi, sconfitto poi in finale dalla Pro Vercelli. Nell’ultimo torneo, invece, il Sorrento inseguì la salvezza nei playout contro il Prato che costò la retrocessione in Seconda Divisione. Una cabala che tormenta anche l’allenatore Simonelli, tradito dai playoff in 5 occasioni: lo smacco con i rossoneri si aggiunge alle delusioni maturate con Nocerina, Taranto, Pisa ed Ascoli.

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