Non basta un tempo all'Inter: termina 0-0 contro l'Udinese

Calcio
Termina senza reti nel posticipo della 30.esima giornata tra Inter e Udinese (Foto Getty)
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Nel posticipo della 30.a giornata, sotto gli occhi di Thohir, la squadra di un furente Mazzarri convince solo nella ripresa ma non sfonda contro i friulani. Rallenta la corsa al quarto posto: la Fiorentina conserva 3 punti di vantaggio

INTER-UDINESE 0-0

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Nemmeno la presenza di Erick Thohir, accorso in tribuna per giovare alla squadra, accelera la corsa dell’Inter al quarto posto in classifica. Nel posticipo della 30.a giornata l’Inter racimola uno 0-0 contro l’Udinese che, viceversa, strappa un punto esterno che delinea ulteriormente una salvezza praticamente acquisita. Reduce dal ko interno contro l'Atalanta, che aveva spezzato un trend di 6 gare utili, la squadra di Mazzarri delude senza appello nei primi 45 minuti sbattendo contro un’avversaria impermeabile, mentre nella ripresa non trova il guizzo risolutivo. Un pareggio che accende la bagarre europea mantenendo vive le velleità del Parma e soprattutto della Fiorentina, avanti di 3 lunghezze sui nerazzurri.

Squadre a specchio
- L’assalto di Mazzarri al quarto posto si materializza con l’undici più idoneo: nel 3-5-2 trovano spazio Ranocchia in difesa, Hernanes in mediana ed il duo Icardi-Palacio sul fronte offensivo, interpreti ideali per alimentare una sterilità realizzativa che guasta le gare a San Siro. Solo 21 reti, infatti, il bilancio nelle prime 15 gare casalinghe: un record negativo da 10 anni a questa parte. Guidolin perde Basta per squalifica ma schiera Silvan Widmer, 21enne svizzero tra le conferme più liete dell’annata bianconera. Il modulo speculare trova nel solo Muriel, sorretto da Bruno Fernandes, il terminale preferito inizialmente a Totò Di Natale, miglior marcatore friulano con 10 reti.

Inter troppo sbiadita
- Da una bestia nera all’altra: dopo il tonfo interno contro l’Atalanta, l’Inter ospita l’Udinese che ha trionfato in 5 degli ultimi 8 confronti tra campionato e Coppa. In palio punti per consolidare il piazzamento europeo, ma il sostanziale equilibrio dei primi 45 punti non certifica le velleità della squadra di Mazzarri. Il possesso palla, arma più efficace contro l’ordinato assetto di Guidolin, resta prerogativa interista ma senza sbocchi significativi. La gara non decolla complice l’approccio ermetico dei friulani, in particolare nella figura dell’ottimo Heurtaux, mentre tra i nerazzurri non giova la spinta degli esterni. Nel finale l’occasione più ghiotta è colta dal destro di Fernandes, sventato da Handanovic non senza patemi. I fischi di San Siro prima dell’intervallo suonano come un’impietosa condanna.

Non basta il forcing - Dopo la sosta il pressing friulano convince ulteriormente: eccezion fatta per il cross velenoso di Ranocchia, l’Udinese continua a pungere con le incursioni di Pereyra (che chiama all’intervento Handanovic) e del frizzante Widmer. Hernanes prima scalda il destro da calcio piazzato, poi costringe Scuffet a rifugiarsi in corner. L’approccio dell’Inter sembra giovare alla partita: in particolare gli affondi dalle corsie schiacciano l’Udinese, che traballa sul tap-in impreciso di Icardi. Mazzarri s'infuria per le occasioni sprecate addentando una bottiglia di plastica. L’Inter preme e sfiora il gol a ridosso del 90’, ma Scuffet e Domizzi sulla linea puntellano il fortino friulano inviolato a San Siro.

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