15 settembre 2014

Tre gol che fanno una prova: ma Icardi è il nuovo Vieri?

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Maurito e Bobo a confronto: simili anche nelle esultanze...

La tripletta al Sassuolo ha dato un'idea ancora più precisa delle potenzialità dell'argentino dell'Inter, capace di segnare in tanti modi diversi: difendendo il pallone, calciando dalla distanza, tagliando in profondità. Come "Bobo-gol"

di Vanni Spinella

Una tripletta alla prima in casa, giusto per conquistare fin da subito il pubblico nerazzurro, era stata il biglietto da visita di Christian Vieri, nella stagione 1999/2000. Aveva ancora attaccato il cartellino con il prezzo (90 miliardi pagati alla Lazio) quando stese da solo il Verona di Prandelli (3-0) deliziando l’esigente platea di San Siro che attendeva al varco la nuova Inter di Marcello Lippi.

Quindici anni dopo, nella prima a San Siro, si materializza un ragazzone che i tifosi nerazzurri conoscono già da un anno ma che ancora non erano riusciti a inquadrare bene. La tripletta di Icardi al Sassuolo fornisce qualche indizio in più. Innanzitutto sì, Maurito può essere il bomber da doppia cifra al quale affidare l’eredità di Milito. L’altro elemento riguarda la “tipologia” delle reti che segna: simili, similissime a quelle del primo Bobo interista, che comunque aveva già 26 anni (contro i 21 dell’argentino).
Certo, Vieri aveva nel colpo di testa un’arma che non fa parte del repertorio di Icardi, ma per il resto l’accostamento ci sta eccome: caparbietà (primo gol al Sassuolo), tiro secco e preciso (secondo gol), ricerca della profondità e conclusione a incrociare (il terzo).

GOL DI CLASSE
Già nel playoff di Europa League contro lo Stjarnan, Maurito aveva fatto vedere qualcosa che assomigliava al più bel gol di Vieri, in “miniatura”. Bobo zittì chi non lo riteneva capace di gol di classe contro il Parma, quando spalle alla porta e in corrispondenza del vertice dell’area di rigore si aggiustò il pallone di tacco disorientando un certo Thuram, prima di girarsi e metterla nel sette della porta difesa da un certo Buffon. Icardi fa qualcosa di simile (non la piazza all’incrocio ma all’angolino) e speculare (calcia con il destro anziché sinistro) contro gli anonimi islandesi. E qualcuno inizia ad azzardare il paragone.





IN PORTA CON IL PALLONE

Il Vieri caparbio, che quasi entra in porta con il pallone, è un classico: spesso brutto a vedersi ma efficace, come in un derby in cui segnò di coscia o nel 3-0 all’Atalanta del 2001, quando infilò la porta dopo due tentativi. “Rugbista”, se necessario: come Icardi in occasione della prima rete al Sassuolo, voluta a tutti i costi.





CONCLUSIONE DALLA DISTANZA
C’è qualcosa che accomuna Maurito e Bobo anche nel tiro dalla distanza, potente e preciso. Entrambi ricevono, stoppano aggiustandosi la palla e calciano sentendo la porta. Un esempio è questo gol di Vieri in Parma-Inter 3-1 del 17 maggio 2001.





MOVIMENTO E TAGLIO IN PROFONDITA'
Il piatto forte del repertorio di Icardi sembra essere il taglio in area dettando il passaggio. Trovò il gol in questo modo già nella scorsa stagione contro la Juventus, si è ripetuto con il Sassuolo con una conclusione a incrociare che ricorda il gol di Vieri, su suggerimento di Baggio, in Inter-Roma 2-1 del 30 gennaio 2000.



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