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03 dicembre 2014

La Roche e il gol dell'anno: "Abituata a battere i maschi"

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Stephanie Roche negli spogliatoi dell'ASPTT Albi, squadra francese di Serie A, dove gioca dalla scorsa estate (Getty Images)

L'INTERVISTA . La ragazza irlandese è finalista del Puskas Award, il premio per il gol più bello dell'anno , con James e Van Persie. "Grazie a quella magia ho riconquistato la nazionale e ho ottenuto un contratto da professionista. Il gol più bello? Il mio"

Se non avete ancora visto il gol di Stephanie Roche, beh non perdete altro tempo e cliccate immediatamente qui sotto. Solo così vi renderete conto della straordinarietà del gesto di questa 25enne ragazza irlandese che il prossimo 12 gennaio, nella giornata dell'assegnazione del Pallone d'Oro, contenderà a Robin Van Persie e a James Rodriguez il premio di gol più bello del 2014, il Puskas Award.



Prima la nomination nei 10 gol più belli, assieme a gente come Ibrahimovic, per dire. Ora, grazie al voto degli utenti del web, scatenatissimi, è nella top 3. Si tratta della prima volta che una donna arriva in finale in questo premio (nato nel 2009), l'unico a mettere in competizione sia uomini che donne. Le abbiamo chiesto come sta vivendo questo sogno: siamo riusciti a contattarla in una giornata folle, in cui la sua addetta stampa non ha avuto un solo minuto di sosta, sommersa dalle richieste di interviste da ogni parte del mondo.

Stephanie, come ci si sente ad essere in finale per il gol più bello dell'anno con Van Persie e James Rodriguez?

«Sono una grandissima ammiratrice di Robin Van Persie e sono stata davvero colpita dalle prestazioni di James al Mondiale, essere nominata con loro è un enorme onore».

Come hai scoperto che il tuo gol era stato inserito prima nella top 10 e poi nella top3? La Fifa ti ha comunicato qualcosa?

«Assolutamente no! Non ne avevo idea, ho scoperto di essere stata nominata nella top 10 su Twitter, e non potevo crederci. Lunedì, poi, il mio cellulare è iniziato a suonare senza sosta: ho ricevuto migliaia di notifiche su Twitter di gente che si congratulava con me per essere finita nella top 3. È stata una sorpresa grandissima ed ero davvero emozionata».

Parlaci di quel gol: ottobre 2013, campionato irlandese, il tuo Peamount United contro il Wexford Youths. Ti arriva la palla, sei spalle alla porta: controlli col destro, sombrero all'indietro di sinistro e botta all'incrocio. Come hai fatto?
«È stato tutto istinto. La palla me l'ha passata Aine O'Gorman, con cui giocavo da quando avevo 13 anni, quindi ci conoscevamo piuttosto bene. Quando la palla è arrivata, ho fatto tutto in maniera istintiva».

E quel gol ti ha cambiato la vita, non solo per il Puskas Award.
«L'allenatore avversario era rimasto impressionato dal gesto e ha cercato qualcuno in tribuna che avesse ripreso il gol. Presto è diventato virale online: l'hanno visualizzato in oltre 3 milioni! Ed è stato fantastico: sono stata richiamata in nazionale e a luglio mi è stato offerto il primo contratto da professionista, nella Serie A francese, dall'ASPTT Albi».

La tv francese è venuta al campo d'allenamento e ti ha messo alla prova, chiedendoti di riprovarci con quel gesto. Al terzo tentativo ce l'hai fatta. Non era solo fortuna, quindi... Hai mai segnato altri gol belli come questo?
«Penso che ovviamente questo sia il gol più bello che abbia mai segnato, ma sono una che ama provare ad inventare delle giocate. Dedico molto tempo all'allenamento della mia tecnica di base ed è qualcosa che mi rende orgogliosa del mio modo di giocare».



Fin da quando eri piccola giocavi a calcio e spesso battevi i tuoi coetanei maschi. Spiegaci che calciatrice sei.
«Sì è vero, giocavo con i maschi ed era bello guadagnarsi il loro rispetto perché giocavo come se non meglio di loro. Sono una giocatrice tecnica, mancina e abile nelle giocate. Amo fare gol». (E alla prima stagione nella Serie A irlandese ha vinto il titolo di capocannoniere con 26 reti, ndr).

La tua nomination pensi possa essere d'aiuto al movimento del calcio femminile?
«Penso che senza dubbio tutto questo sia di grande aiuto per il calcio femminile irlandese, è un'ottima pubblicità. Quando ero piccola c'erano pochissime squadre per ragazze. Ora invece molti club hanno la squadra femminile: lentamente sta diventando popolare anche il nostro calcio. Tanti pensano che il il gioco delle donne non sia al livello di quello degli uomini, principalmente per questioni fisiche e tecniche. Ma vi assicuro che c'è tanta abilità tecnica anche tra noi ragazze».

Hai dovuto lottare per diventare una giocatrice professionista? Quanto è più difficile per una donna?
«Sono sincera: sono stata abbastanza fortunata, perché dopo il mio periodo di prova in Francia mi è stato offerto un contratto. Certo, non guadagno molto, ma ho quello che basta per essere felice e dedicarmi al calcio a tempo pieno».

Torniamo all'attualità. Compresa questa, quante interviste hai rilasciato in questi due giorni?
«Il mio cellulare non smette di suonare. La reazione dei fan è stata incredibile e sono contentissima e grata per l'appoggio e i tanti voti che ho ricevuto. Faccio all'incirca un'intervista ogni 5 minuti: mi chiamano dall'Irlanda, dalla Gran Bretagna, dalla Colombia, dall'India e ovviamente dall'Italia. E sui social network sono diventata famosissima».

Per che squadra fai il tifo? Ed è vero che hai una passione viscerale per Cristiano Ronaldo?
«Sono una grandissima tifosa del Manchester United, spesso vado all'Old Trafford: per questo è un grande onore essere nominata assieme a Van Persie. Penso che Cristiano Ronaldo sia un giocatore fenomenale, come lo sono anche Messi e Neuer. Ma per me Cristiano è il miglior giocatore del mondo. Sono entusiasta del fatto che il 12 gennaio sarò a Zurigo in una sala accanto ai più forti giocatori del mondo».

Adesso ce lo puoi dire: è più bello il tuo gol o quelli di Van Persie e James?
«Penso che il gol di James sia abbastanza simile al mio, mentre quello di RVP è stato un intelligentissimo modo di battere il portiere. Certo, mi piacerebbe segnare gol belli come i loro. Sinceramente... spero di vincere io. Ma per fare questo ho bisogno che la gente continui a votarmi!».