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10 dicembre 2014

Colombia, Asprilla e la sua famiglia minacciati di morte

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Faustino Asprilla quando ha dato l'addio al calcio

E' stato lo stesso ex giocatore del Parma, ora 45enne, a denunciare l'episodio in un comunicato nel quale annuncia anche la sua volontà di lasciare Tuluà, il paese in cui è nato. Un gruppo di otto malviventi ha fatto irruzione nella sua tenuta

Faustino Asprilla e i suoi familiari sono stati minacciati di morte nella loro abitazione in Colombia. E' stato lo stesso ex giocatore del Parma a denunciare l'episodio in un comunicato nel quale annuncia anche la sua volontà di lasciare Tuluà, il paese in cui è nato e dove è tornato a vivere alla fine della sua carriera. "Oggi è uno dei giorni più tristi della mia vita. Devo lasciare la mia terra, Tuluà, perché sono vittima di un'estorsione", si legge nel comunicato diramato.


"La mia famiglia è stata minacciata di fronte a me, mio padre e le mie sorelle. Con tutta l'impotenza e il dolore prendo questa decisione di lasciare Tuluà per la sicurezza dei miei cari. Ho dedicato la mia vita a rappresentare il mio paese all'estero, a dare gioia al mio popolo colombiano e quando finalmente posso recuperare il tempo perso con i miei cari sono costretto a scappare dal mio popolo da una porta sul  retro. Ma non sono il tipo di persona che resta in silenzio di fronte all'ingiustizia. Voglio denunciare davanti ai media e al paese ciò che è successo".

L'episodio è avvenuto nella fattoria nel dipartimento di Valle del Cauca di proprietà del 45enne Asprilla e dove l'ex calciatore si dedica ormai da diversi anni all'allevamento di cavalli. Un gruppo di otto malviventi ha fatto irruzione nella tenuta, minacciando i dipendenti di Asprilla e intimando al giocatore di mettersi in contatto con un individuo chiamato Porron, presunto ex membro della banda narco-paramilitare Los Rastrojos, per evitare la morte dei suoi familiari.

Asprilla ha deciso di denunciare pubblicamente l'accaduto e di rivolgersi al comandante della polizia nazionale, il generale Rodolfo Palomino. Quest'ultimo ha reso noto di avere allertato il gruppo antisequestri e antiestorsioni della polizia e di avere aperto subito un'indagine per individuare i responsabili.


La polizia colombiana ha offerto una ricompensa di 115 milioni di pesos (circa 39mila euro) in cambio di informazioni che consentano di catturare Oscar Restrepo, il capo della banda di narcotrafficanti 'Los Rastrojos' che sarebbe dietro le minacce di morte ricevute da Asprilla. Restrepo, alias Porron, è considerato dal 2012 uno dei ricercati più pericolosi dell'intera Colombia. E' accusato di narcotraffico, estorsione e omicidio. Il generale Rodolfo Palomino, direttore della polizia colombiana, ha detto che un reparto specializzato in casi di sequestro ed estorsione sta svolgendo indagini e che il giocatore e la sua famiglia potranno usufruire di speciali misure di sicurezza.