Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
31 dicembre 2016

Valencia, Prandelli: "Vado via a testa alta"

print-icon
prandelli_getty

Cesare Prandelli, ex allenatore del Valencia (Getty)

Secondo i dirigenti del club spagnolo l'italiano "prima di presentare le dimissioni aveva parlato di mercato e futuro, poi invece si e' arreso cercando scuse per andarsene". E l'allenatore ha risposto così in una conferenza stampa

E’ durata poco la storia di Cesare Prandelli alla guida del Valencia. L’allenatore italiano ieri ha rassegnato le sue dimissioni dal club spagnolo. Dissidi sul mercato, poca chiarezza e risultati diversi da quelli sperati hanno portato le parti a rompere l’intesa firmata appena tre mesi fa. E dopo le parole della società, che hanno accusato lo stesso Prandelli di essersi arreso e di aver cercato una scusa per lasciare la squadra ("ha fatto sei punti in tre mesi", ha dichiarato il consigliere Anil Murthy), è arrivata anche la conferenza stampa dell’italiano, che ha spiegato le sue motivazioni ed ha inquadrato così la situazione.

"Ho fatto il possibile" - "Sono triste ed emozionato perché finisce un sogno - ha iniziato dicendo - sapevo che qui sarebbe stata una sfida difficile, abbiamo provato di tutto. Voglio sottolineare il grande rispetto che ho per questa città, per i tifosi e per gli organi di informazione ed è per questo che sto parlando qui adesso. Quando sono tornato da Singapore ero molto felice, mi avevano promesso di rinforzare la squadra a gennaio; Zaza era il primo rinforzo e lo stesso giocatore - con cui ho parlato - mi aveva detto che sarebbe stato felice di venire a Valencia. Poi ho avvisato Lay Hoon e Suso di questo e volevo che Simone arrivasse qui il giorno 27 per dare un'immagine nuova alla mia rosa che con un giocatore come lui poteva acquistare anche maggiore carattere e cattiveria. In seguito ho parlato con Suso perché volevo che si riunissero immediatamente. E quando ci siamo incontrati il presidente del club mi ha detto che il progetto iniziale di acquistare quattro nuovi giocatori era cambiato e ne sarebbe arrivato uno soltanto".

"Vado via a testa alta" - "La città di Valencia ha sempre avuto un buon rapporto con me e per rispetto di tutti ho preso la decisione che ho considerato più giusta. Avrei potuto continuare ad allenare questa squadra per guadagnare altro denaro però ho preferito andarmene con la testa alta. Inoltre avevo anche chiesto di fare allenamenti a porte aperte però non mi è mai stato concesso perché mi hanno detto che avevano paura dei tifosi. Ho veramente provato a cambiare le cose, il calcio è una questione di sentimenti, non di numeri. Ora la mia storia qui è finita ma voglio dire alla tifoseria che per aiutare il Valencia la squadra ha bisogno che la sua gente gli rimanga vicino e appoggi i giocatori già a partire da martedì. Non voglio polemiche, solo ci tengo a ringraziare tutti e a dire Amunt Valencia", ha concluso Prandelli.