Pallone d'Oro, van Dijk ci spera: "Forse è arrivato il tempo di cambiare"

Calcio

Il difensore del Liverpool, vincitore dell'ultima Champions e miglior giocatore della Premier, è tra i più seri candidati al premio. Tredici anni dopo Cannavaro, sarebbe il trionfo di un altro difensore. Ma in lizza ci sono anche il compagno di squadra Alisson e il solito Ronaldo

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Tredici anni dopo il Pallone d'Oro a Fabio Cannavaro, forse è arrivato "il momento di cambiare". E' ciò che dice e si augura Virgil van Dijk, professione difensore proprio come il capitano dell'Italia campione del Mondo nel 2006, e reduce da una stagione che gli permette di autocandidarsi per il riconoscimento individuale più ambito.

Forte di una Champions vinta da "insuperabile" (ormai celebre la statistica che l'ha visto subire 0 dribbling nelle ultime 64 gare) e del titolo di miglior giocatore in assoluto dell'ultima stagione di Premier League, il difensore olandese del Liverpool sa che difficilmente ricapiterà un'occasione del genere. "Capisco che per un attaccante o un numero dieci è più facile vincere questi titoli, è più bello da vedere in azione", le sue parole a Liverpool Tv. "Ma forse è arrivato il tempo di cambiare. Intanto è un onore che le persone ne parlino, ma che posso fare? Non ho nessuna influenza a proposito. Non posso negare che l'ultima stagione sia stata molto buona quindi l'unica cosa che posso fare è concentrarmi sulla prossima stagione con la speranza di fare ancora meglio".

Non gli basta, insomma, la bella svolta che è stata data già nell'ultima edizione, con il premio al centrocampista Modric che ha stoppato l'era di Messi&Ronaldo, vincitori dei precedenti 10 Palloni d'Oro in sequenza: un riconoscimento a un giocatore che aveva costruito con sapienza trame per il Real e per la Croazia, una scelta che era andata oltre i semplici gol fatti. E allora van Dijk spera che, come nel 2006, si possa tornare a premiare chi le trame le distrugge, senza rinunciare all'eleganza, risultando ugualmente decisivo.

Gli altri candidati

Una speranza non del tutto infondata, visti i flop di Messi in Copa America e del compagno di club Salah in Coppa d'Africa (con l'Egitto padrone di casa fuori agli ottavi); meglio Mané, arrivato con il Senegal in finale di Coppa d'Africa dopo aver alzato la Champions (trofeo che, a sua detta, avrebbe barattato con una vittoria con la sua nazionale), da tenere d'occhio Alisson, che al successo con il Liverpool ha aggiunto la vittoria della Copa America con il Brasile, sempre da protagonista, ma con il ruolo del portiere che in questi casi non aiuta (Yashin l'unico in grado di vincere il Pallone d'Oro, addirittura nel 1963). E poi c'è il solito intramontabile Ronaldo, secondo alcune fonti addirittura favorito (così scriveva Marca nei giorni scorsi), anche se i bookmakers inglesi, al momento, tendono a premiare proprio van Dijk. Che sia giunto davvero il momento di cambiare?

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