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14 agosto 2019

Ponte Morandi, un anno dopo: il libro e il ricordo di Criscito e Quagliarella

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"Vite spezzate": è il titolo del libro, curato da Benedetta Alciato, che racconta le vite delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi. Il ricavato della vendita sarà devoluto all'associazione ANGSA Liguria Onlus. La prefazione è stata scritta dai capitani di Genoa e Samp, Criscito e Quagliarella: IL TESTO

PONTE MORANDI, UN ANNO DOPO: PORRÀ RACCONTA GENOVA

PONTE MORANDI, UN ANNO DOPO: IL MINUTO DI SILENZIO

Quel 14 agosto non è caduto solo il Ponte Morandi. Quel 14 agosto siamo crollati anche noi, che siamo rimasti vivi morendo dentro. Noi, napoletani con l’accento genovese. Noi, capitani di due squadre diverse ma di una città unica. Noi, che abbiamo una responsabilità: lavorare sulle due sponde opposte, ben sapendo – però – che Genova è un tesoro da preservare tutti insieme. Noi, che ci sfidiamo nei derby, ma che diventiamo compagni quando ci togliamo la maglia da gioco. Noi, con il cuore a cui mancano 43 frammenti.

Ci allena Genova. Ci allenano i genovesi. Ci allena la voglia di lottare della gente. Ci allena la visione di quell’orizzonte violentato, un buco nel cielo dove una volta c’era il Ponte Morandi. Ci allena il bisogno di ricostruire. Ci allena la spinta a non mollare. Ci allena il ricordo di tutte quelle anime innocenti che non ci sono più, ma che non potremo mai dimenticare. Ci allenano le lacrime, di commozione e di rabbia. Ci allena la speranza che prima o poi, qualcuno, inventi la macchina del tempo, perché il nostro calendario perfetto sarebbe di 364 giorni, tutti meno quello. Ci allena il moto perpetuo di un luogo che abbiamo imparato ad amare, a considerare casa, e che non abbandoneremo per nessun motivo al mondo. Ci allena il fatto di sapere che a Genova puoi fare male, tanto male, ma come la Fenice risorgerà sempre, senza però essere mai morta prima, senza bisogno di ceneri prima di ricominciare. Ci allena una lista di 43 nomi che, nostro malgrado, abbiamo imparato a conoscere. Ci allena il bene che vogliamo ai proprietari di quelle 43 identità. Ci allena l’attesa di sapere chi siano stati i colpevoli. Ci allena lo sguardo dei parenti delle vittime, perché noi al funerale c’eravamo, con quel senso di impotenza che ti travolge quando il destino, all’improvviso, decide di fare lo stronzo. Ci allena il mare, immenso ed eterno, con il suo sale che, per sempre, sentiremo sulle ferite del 14 agosto. Ci allena l’essere dei privilegiati, non perché giochiamo a calcio nelle due squadre più belle del mondo, ma perché quel mattino abbiamo preso strade alternative.

Sappiamo che c’erano loro, ma che ci saremmo potuti essere noi.

Noi, capitani di Genoa e Samp. Noi, obbligati a piangere 43 lacrime di troppo.

DOMENICO CRISCITO, capitano Genoa

FABIO QUAGLIARELLA, capitano Sampdoria   

 

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