“Rivoluzione” in Iran: sì alle donne negli stadi di calcio

Calcio

"Tutte le preparazioni necessarie sono state fatte in modo che le donne, inizialmente solo per le partite internazionali, possano entrare negli stadi di calcio in Iran". E' la "conquista" annunciata dal ministro dello Sport della Repubblica islamica, dopo le polemiche per la morte della tifosa Sahar Khodayari

FACCIAMO DEL BLU IL COLORE DEL CALCIO

IRAN, DONNE ALLO STADIO DOPO 40 ANNI

Anche in Iran le donne potranno entrare negli stadi per seguire le partite di calcio. La "rivoluzione" l'ha annunciata il ministro dello Sport, Masoud Soltanifar. "Sono stati fatti tutti i preparativi necessari in modo che le donne, nel primo periodo solo per partite internazionali, possano entrare negli stadi di calcio", ha spiegato. "Allo stadio Azadi di Teheran, dove l'Iran gioca la maggior parte delle partite e ospiterà le qualificazioni ai Mondiali dal prossimo mese, sono stati preparati ingressi, stand e servizi igienici separati", ha aggiunto. E' stata rafforzata anche la sicurezza "per permettere alle donne di entrare e uscire in modo sicuro".

L'eliminazione del divieto, in passato rimosso solo occasionalmente, è attesa a partire dalla partita che il 10 ottobre la nazionale maschile di calcio giocherà allo stadio Azadi di Teheran contro la Cambogia per le qualificazioni al Mondiale del 2022 in Qatar. 

Il bando delle iraniane dagli stadi del Paese è entrato in vigore dopo la rivoluzione islamica del 1979 ed è tornato al centro di dure polemiche nei giorni scorsi a seguito della morte di Khodayari, ribattezzata "la ragazza in blu" dai colori della sua squadra del cuore, l'Esteghlal di Teheran, allenata ora dal tecnico italiano Andrea Stramaccioni. La donna era morta in ospedale per le ustioni riportate dopo essersi data fuoco davanti a un tribunale della capitale iraniana quando ha appreso che rischiava una condanna a sei mesi per oltraggio al pudore per essere entrata allo stadio nel marzo scorso. La magistratura della Repubblica islamica aveva poi precisato che non era stata ancora emessa nei suoi confronti alcuna sentenza.

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