Nuova regola sul rigore, dalla Grecia una tecnica per rispettarla. VIDEO

Calcio

Lorenzo Fontani

Nel derby di Atene, il Var dà torto all’arbitro: ordinata la ripetizione del penalty, ma nonostante il gran balzo un piede del portiere dell'Olympiacos era sulla linea. Qui la ricostruzione dell'episodio

VIDEO. EGITTO, PARATA AL LIMITE DELLA REALTA'

SERIE A, DI CONSIGLI LA PRIMA PARATA CON LA NUOVA REGOLA

Lui si chiama José Sa, è il portiere portoghese dell’Olympiacos ed è sicuramente meno famoso, almeno da noi, di Federico Macheda, attaccante oggi al Panathinaikos. I due sono stati protagonisti nel derby di Atene di una curiosa prima volta: la prima volta di un rigore parato con l’arbitro che ordina la ripetizione salvo poi, dopo il controllo Var, dover dare ragione al portiere stesso.

La ricostruzione

I fatti: al 60' della partita il direttore di gara, il tedesco Stegemann, concede un rigore al Pana. Sul dischetto si presenta Macheda, ma José Sà respinge con un balzo sorprendente per lo stesso arbitro, o più probabilmente per il suo assistente, che vede i piedi del portiere oltre la linea: rigore da ripetere e portiere da ammonire: ma in cabina Var controllano e arriva il dietrofront. José infatti aveva rispettato la nuova regola che prevede di dover tenere, al momento del tiro, almeno un piede – anche solo parzialmente – sulla linea di porta (a terra o in aria, cioè sulla perpendicolare). Parata valida, niente cartellino e una notizia: i rigori si possono ancora parare.

La nuova regola 

Eh sì, perché la nuova regola introdotta dall’Ifab da questa stagione, o meglio la sua applicazione… rigorosa, sembrava per molti dover decretare la drastica riduzione della possibilità di opporsi a un tiro dal dischetto. Nata per favorire i portieri, che prima di piedi avanti non ne potevano spostare nemmeno uno, la novità è stata infatti compensata da una maggiore attenzione di arbitri e Var, e l’indicazione è stata chiara: in caso di parata irregolare anche per un solo centimetro, il rigore va fatto ripetere. Anche perché si tratta di un dato oggettivo, come un pallone di qua o di là da una riga o una posizione di fuorigioco.

In Italia

E la conferma è arrivata anche dall’Italia: curiosamente, nello stesso giorno del derby di Atene, da noi c’è stato il primo rigore stagionale fatto ripetere dopo una parata: qui non è servito nemmeno il Var, perché a Lecce l’infrazione di Gabriel è stata rilevata sul campo: piedi entrambi avanti in occasione del rigore parato a Insigne e penalty da ripetere, più ammonizione (soltanto nei rigori finali di una gara a eliminazione diretta è stata per ora sospesa la sanzione disciplinare).

Nelle Coppe invece...

Tutto chiaro? Ni. Perché invece nelle coppe europee già per due volte gli arbitri e soprattutto i Var hanno lasciato correre sulla medesima fattispecie: è successo col rigore decisivo della finale di Supercoppa parato da Adrian ad Abraham e di nuovo nel primo turno di Champions in Borussia-Barcellona: rigore di Reus e parata di Ter Stegen, ma con entrambi i piedi già oltre la linea al momento del calcio. Si sa che la Uefa storicamente non ama l’eccessiva "invadenza" del Var, ma in questo caso, di fronte a un dato di fatto oggettivo, diventa complicato sostenere la legittimità di un invito alla tolleranza anche quando l’infrazione è minima. Anche perché se José… Sà come si fa, tutti possono imparare. A parare.

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