Chapecoense, a tre anni dall'incidente arriva la retrocessione in Serie B

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Dopo la sconfitta per 1-0 contro il Botafogo, la Chapecoense è retrocessa in Serie B. Il 28 novembre 2016 l'incidente aereo in cui morirono 71 dei 77 passeggeri. L'ex portiere Jackson Follman, sopravvissuto: "Penso a quello che è successo tutto il tempo. Essere in grado di rappresentare il club, oggi, mi rende felice"

Sono passati tra anni esatti dal 28 novembre 2016, quando la squadra della Chapecoense fu vittima di un terribile incidente aereo. Un disastro nel quale morirono 71 passeggeri dei 77 presenti a causa della mancanza di carburante, come risultato dall'inchiesta. Soltanto in 6 riuscirono a sopravvivere, tra cui 3 giocatori e un giornalista, Rafael Henzel, poi morto nel marzo scorso per un infarto. Un viaggio fatale che avrebbe portato la formazione brasiliana a Medellin per giocare la finale della Copa Sudamericana. In questi tre anni sono arrivate due vittorie del campionato dello Stato di Santa Catarina, dove si trova la cittadina di circa 180 mila abitanti di Chapecó. Ora però per la Chapecoense arriva la retrocessione nella Serie B brasiliana, successiva alla sconfitta in casa per 1 a 0 contro il Botafogo. Dopo la tragedia del 2016 i club brasiliani proposero al club una “clausola” anti-retrocessione per evitare la disfatta alla società. Il presidente Ivan Tozzo rifiutò, ma da tutto il Brasile arrivarono aiuti economici e giocatori. Un gesto che aveva permesso nel 2017 di conquistare l'ottavo posto alla squadra brasiliana, lo scorso anno invece erano iniziati i problemi con una salvezza raggiunta proprio in extremis. Ora è arrivata la retrocessione, tre anni dopo quel terribile 28 novembre. Una disgrazia che ha cambiato le sorti della storia della Chapecoense e che ora, secondo fonti brasiliane, a causa di questa retrocessione potrebbe vedere messa a rischio la stessa esistenza del club per motivi finanziari.

Follmann: "Penso sempre a quello che mi è successo"

Tra i sopravvissuti c’è il portiere Jackson Follmann che è tornato a parlare, ricordando il terribile incidente: "Penso a quello che è successo tutto il tempo, non posso negarlo. Era una situazione troppo difficile, qualcosa di impossibile da capire e da spiegare. Ma cerco di essere forte per continuare, per poter continuare con la mia vita", dice Follmann. Oggi, ha 27 anni e a causa dell’amputazione della gamba ha dovuto terminare la carriera da calciatore, iniziando quella da cantante nel reality show PopStar e di ambasciatore nel mondo della Chapecoense: "Quello che faccio è promuovere il nome del club in tutto il mondo e partecipare anche ad alcuni premi. Questo è il mio lavoro: essere in grado di rappresentare il club mi rende felice. Ricevo molti messaggi al giorno sui social network, mi ringraziano per il messaggio che do e quello che trasmetto. Penso di essere rimasto in questo mondo per poter aiutare gli altri in qualche modo. È il modo in cui devo affrontare la mia vita". Sulla carriera da cantante invece: "Direi che sicuramente ero meglio da portiere" ha concluso scherzando l’ex giocatore brasiliano.

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