14 marzo 2017

Difende un compagno da insulti razzisti, aggredito

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Il capitano del Villaretto, squadra di terza categoria del torinese, è finito in ospedale dopo una rissa scoppiata al termine della partita contro la Mappanese. Il ventottenne ha rischiato di perdere un occhio per essere intervenuto in difesa di un compagno di squadra senegalese

La decisione di difendere il suo compagno dagli insulti ricevuti in campo poteva costargli davvero cara. Gianluca Cigna, capitano di 28 anni del Villaretto (squadra torinese di terza categoria) è stato trasportato in ospedale dopo essere stato picchiato per aver difeso un ragazzo della sua squadra; il giocatore ha rischiato di perdere la vista da un occhio. Cigna era stato coinvolto in un’aggressione per essersi schierato dalla parte di Mbaye Mamadou, ventottenne senegalese vittima di insulti con frasi razziste pronunciate da un avversario in campo.

I fatti -
L’episodio è accaduto durante la partita tra Atletico Villaretto-Mappanese, giocata in periferia di Torino. A fare chiarezza su quanto successo sono gli stessi protagonisti dei fatti: "Quando sono stato espulso per doppia ammonizione - racconta Mamadou - un avversario mi ha insultato gridandomi numerose frasi di stampo razzista. Mi diceva 'vaff... negro di m…'. Così Gianluca è intervenuto per difendermi e poi c'è stata una rissa in campo. Ho raccontato quel che era successo alla polizia che è intervenuta e poi sono tornato a casa pensando che fosse tutto finito. Invece i compagni mi hanno chiamato e mi hanno avvisato che Gianluca era in ospedale".

"Mi hanno atteso dopo la fine della gara"
- Al termine della gara, infatti, gli animi non si sono calmati e le cose sono poi peggiorate al bar dell’impianto, dove Cigna è stato aggredito: "Quando sono uscito dallo spogliatoio c'era un gruppo di ragazzi della Mappanese tra i quali un giocatore con il quale avevo già discusso in campo - aggiunge dall'ospedale San Giovanni Bosco dove è stato operato nelle scorse ore lui stesso - continuava a stuzzicarmi, io gli ho detto di allontanarsi poi non ci ho più visto e gli ho lanciato un bicchiere di plastica. Suo padre mi ha sbattuto contro un'auto, facendomi sfondare lo specchietto”. Il ragazzo è poi stato trasportato in ospedale per la rimozione di una scheggia che rischiava di ledergli l'occhio sinistro. Ha riportato una frattura della parte orbitale superiore e secondo i medici, quando la situazione dei tessuti lo consentirà verrà sottoposto a una seconda operazione per la ricostruzione dell’osso.

La versione della Mappanese -
Ma sulla vicenda è intervenuto anche un dirigente della squadra avversaria che ha spiegato così l’episodio che ha coinvolto la sua squadra: "Sembra che la Mappanese abbia teso un agguato a un giocatore del Villaretto, ma non e' così. Noi siamo stati attaccati da alcuni giocatori della squadra avversaria solo perché - dicono - abbiamo offeso un giocatore di colore, quando questo per tutta la partita ha menato come un fabbro ed è stato espulso per una gomitata in faccia un nostro giocatore". Versioni contrastanti che non fanno completa chiarezza sull’accaduto; di certo c’è che un ventottenne è stato sottoposto a intervento chirurgico e che le conseguenze del suo gesto avrebbero potuto fargli perdere l’occhio a causa di una rissa poi degenerata.

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