23 giugno 2017

Brescia femminile, Elisa Mele lascia il calcio per fare la missionaria

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Elisa Mele lascia il calcio a 21 anni (Foto Getty)

La centrocampista bresciana, a soli 21 anni e con un palmares già impreziosito da trofei, abbandona l'attività agonistica per dedicarsi alla solidarietà: "Ad agosto partirò per l'Africa per aiutare gli altri ed essere aiutata"

"Ho sempre sognato di arrivare dove sono arrivata ora e probabilmente anche più in alto. Poi, però, capita che i tanti progetti che avevi in testa iniziano ad essere sormontati da qualcosa di diverso. Si potrebbe dire 'la vita prende il sopravvento' ma preferisco utilizzare altri termini. Più che questo preferisco dire che ad un tratto si prende in mano la vita, ci si guarda allo specchio e ci si dice: «Che cosa voglio fare, o meglio, chi voglio essere?» e la mia sempre sicura risposta «voglio fare ed essere una calciatrice» ha iniziato a lasciare il posto a «voglio essere voce di chi non ha voce, aiuto per gli altri…voglio essere chi mi dice il cuore». È un estratto della lettera con la quale la calciatrice del Brescia Femminile Elisa Mele, a soli 21 anni e già nel giro della Nazionale di Antonio Cabrini, ha comunicato la decisione di abbandonare il calcio per fare solidarietà.

"Si sa, al cuor non si comanda e quando un cuore inizia a suggerirti ed invitarti a qualcosa di bello allora si è pronti anche a fare "pazzie" - continua Mele -. Sono consapevole di avere lasciato tanto, ma allo stesso tempo sono convinta che tanto troverò. Fare delle scelte comporta sempre dire no a qualcosa e sì ad altro… e io sono felice di aver fatto questa scelta nonostante tutte le paure e i mille dubbi che la accompagnano". La 21enne spiega infine i motivi del suo ritiro: "Mi è costato tanto dire no al calcio, ci ho pensato e ripensato, ma sento che quello che intraprenderò è quello che voglio davvero fare. Ad agosto partirò un mese per il Mozambico, in Africa, e andrò in missione con altri ragazzi miei coetanei. Sarei egoista e poco credibile anche con me stessa a dire che partirò solo per aiutare e per fare del bene perché, sono convinta, che prima di tutto andrò per essere aiutata e per ricevere tanto bene. Donando si riceve e sono sicura che riceverò tantissimo. Da settembre invece intraprenderò un percorso di studi e le tempistiche non saranno più compatibili con partite ed allenamenti. Lascio il calcio perché mi sono resa conto di voler mettere la mia vita e, quindi, anche questo talento a disposizione degli altri. Il calcio sarà sicuramente uno strumento che utilizzerò in tante occasioni come aggregazione, educazione, gioco. Lascio il calcio giocato, non il calcio in tutto e per tutto".

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