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16 febbraio 2018

Cristiano Ronaldo, il rigore "al volo" e altre prodezze dal dischetto

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Il tiro di CR7 scatena il dibattito: c'è chi pensa che il suo "volley penalty" contro il Psg fosse voluto, provato addirittura in allenamento. Prima di lui, però, tanti altri hanno trasformato il semplice calcio di rigore in una giocata fantasiosa

E se l’avesse fatto apposta? Se Cristiano Ronaldo avesse volutamente calciato quel rigore “al volo”, alzandosi la palla prima di colpirla? In queste ultime ore c’è chi – soprattutto cultori del mito di CR7, che lo credono capace di qualsiasi cosa – sostiene che questa sia la versione reale dei fatti.

Un passo indietro, ricostruiamo la scena in modo che ognuno possa farsi la propria idea: ottavo di Champions tra Real Madrid e Psg, sull’1-0 per i parigini la squadra di Zidane beneficia di un calcio di rigore, di cui si incarica come al solito il marziano portoghese. Battuta a incrociare, fortissima, sulla quale Areola si allunga ma, pur intuendo, nulla può. In apparenza niente di strano, un rigore come tanti altri. Ma il “trucco” c’è e si vede solo al replay, con la lente d’ingrandimento: al momento dell’impatto piede-pallone, la sfera è sollevata di qualche centimetro da terra. Come se levitasse. Di fatto, una specie di rigore calciato al volo. A provocare il “saltino” della palla, il piede sinistro, quello d’appoggio, che nel momento in cui viene appoggiato da Cristiano Ronaldo smuove il terreno, provocando una sorta di micro-movimento tellurico. Ed ecco che qualcuno inizia a pensare alla volontarietà della giocata.

In prima fila Rio Ferdinand, che commentando le immagini per la tv inglese ha assicurato: “Ho giocato insieme a Cristiano Ronaldo: questo genere di rigore lo provava in allenamento”. E dietro di lui tantissimi “opinionisti social”, scatenati sul web e pronti a riconoscere a CR il copyright del “volley penalty”. Che fosse capace di giocate strabilianti lo sapevamo già, ma il Ronaldo fisico o geologo ancora non lo conoscevamo. Di sicuro, se avesse ragione il saggio Rio, andrebbe inserito nella galleria dei rigori più geniali di sempre. Quelli per i quali il rischio figuraccia è sempre dietro l’angolo.

IL RIGORE A DUE TOCCHI

Lo rese celebre il genio di Cruijff, l’hanno poi riproposto in tanti con alterne fortune. Il 5 dicembre 1982, durante un Ajax-Helmond Sport, il Profeta olandese si presenta sul dischetto per calciare un rigore. Si china per aggiustare la palla e poi, con un tocco corto (e naturalmente in avanti), appoggia verso l’accorrente Jesper Olsen, compagno con cui si era messo d’accordo prima della battuta. Olsen attende la reazione del portiere, che dopo un attimo di smarrimento gli piomba addosso, e poi chiude il triangolo, con Cruijff che insacca a porta vuota. Rigore a due tocchi, regolamento “aggirato” ma non calpestato. Certo, un po’ umiliante per l’avversario, ma tutto legale. L’avversario si può sempre prendersi la sua rivincita quando l’intesa tra i due rigoristi non funziona, e ne viene fuori una scenetta comica in stile Henry-Pires ai tempi dell’Arsenal…

Ecco come si fa...

E come non si fa...

IL RIGORE DI TACCO

Quando si dice “segnare anche a occhi chiusi”. Awana Diab ne dà una dimostrazione nel corso dell’amichevole tra Emirati Arabi Uniti e Libano (finita 6-2), irridendo il portiere con una conclusione scalciata, dando le spalle alla porta. Gli avversari non sono certo contenti, quello che la prende meno bene di tutti è però il suo Ct, l’ex sampdoriano Katanec, che non accetta quel genere di comportamento e sostituisce immediatamente il giocatore irrispettoso. Certe cose si provano solo in allenamento, come insegna Francesco Totti.

IL RIGORE CADENDO

Evoluzione della paradinha, la famosa rincorsa con stop, frenatina o finte varie. La leggenda ci riporta al rigore di Meazza calciato ai Mondiali contro il Brasile reggendosi i pantaloncini con una mano perché l’elastico aveva ceduto proprio durante la rincorsa; ma siamo, appunto, nel campo delle “leggende mondiali”, più che metropolitane. Verificate e viste con i nostri occhi, invece, le declinazioni moderne di quella sorta di finta. Fino a giungere alla finta più clamorosa di tutte: quella di cadere mentre si prende la rincorsa. Nel caso di Adubarey Ashad Ali, il portiere resta impassibile, per nulla turbato dall’improvviso svenimento del rigorista, che poi si rialza con estrema calma e la piazza come se nulla fosse successo.

IL RIGORE COL PIEDE SBAGLIATO

Rincorsa che lascia pensare a una conclusione di destro, poi però il piede che colpisce la palla, “a tradimento”, è il sinistro. Un gioco di prestigio che richiede una coordinazione superiore e tanto sangue freddo. Il rischio di trovarsi con le gambe intrecciate e di cascare sul dischetto è altissimo. Specialista di questo genere è lo spagnolo Ezequiel Calvente, che nel 2010, all’Europeo under-19, si esibì proprio davanti ai nostri azzurri.

IL RIGORE CON EFFETTO “HOLLY E BENJI”

Tiro, parata. Ma la palla, come quando a calciarla era il mitico Mark Lenders o uno dei suoi soci, è talmente carica di effetto dopo la respinta del portiere da rimanere “in vita”. Nel frattempo il portiere sta già esultando, saltando, baciando la maglia rivolto verso i tifosi, ignaro del fatto che quel rigore non sia ancora finito e che si stia praticamente segnando… da solo. Esiste in due versioni differenti, premio speciale a chi riesce a riprodurlo volontariamente.

IL RIGORE TAP-IN

Decidete voi quanta volontarietà ci vedete in questa giocata di Ian Henderson: magari troviamo qualcuno disposto a credere che si tratti di uno schema provato in allenamento. Si tratta “semplicemente” di calciare un rigore centrando la traversa, in modo che il compagno che sopraggiunge alle spalle possa sparare in porta al volo con tutta la forza che ha in corpo. Fondamentale che il rigorista si chini al momento giusto, se ci tiene alla testa.

IL RIGORE CON CAPRIOLA

Quando la battuta è talmente potente da generare un effetto “rinculo” che sfocia in una capriola all’indietro del rigorista. Prodezza per pochi: lasciamolo a Joonas Jokinen e agli acrobati come lui.

QUANDO IL VERO GENIO STA TRA I PALI

Ma ci sono anche i casi in cui a cercare di distrarre l’avversario è il portiere, come ben sappiamo. Spaghetti legs e simili, però, non potranno mai competere con la ruota fatta sulla linea di porta prima della battuta. Funziona? Giudicate voi…

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