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25 settembre 2018

Decreto Salvini, diritti tv solo alle società di Serie A e di B con bilanci certificati

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Nel decreto Salvini su sicurezza e immigrazione è inserita anche una norma in cui si chiede di certificare i bilanci delle squadre di calcio di Serie A e B. Dalla prossima stagione, per accedere alla spartizione dei diritti tv, servirà dunque avere i conti in ordine. E' una proposta "seria e moralizzatrice", fanno sapere fonti governative

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C’è anche una norma sulla certificazione dei bilanci delle squadre dei campionati di calcio di A e B nel decreto Salvini su sicurezza ed immigrazione. Il testo uscito dal Cdm contiene infatti un articolo - che non è stato indicato dal Viminale - in base al quale, a partire dalla prossima stagione, potranno accedere "alla ripartizione della quota dei diritti audiovisivi" solo le società di A e B che avranno sottoposto i propri bilanci ad una società di revisione soggetta alla vigilanza della Consob.

L'articolo in cui è contenuta la norma è il 41, l'ultimo prima del 'Capo IV' in cui sono indicate le coperture finanziarie e l'entrata in vigore del provvedimento: del testo non c'era traccia nelle bozze circolate nei giorni scorsi. "A partire dalla stagione sportiva 2019-2020 - si legge nel testo - possono accedere alla ripartizione della quota dei diritti audiovisivi da assegnare ai partecipanti ai campionati di calcio di serie A e B solo le società, quotate e non quotate, che abbiano sottoposto i propri bilanci alla revisione legale svolta da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili, la quale, limitatamente a tali incarichi, è soggetta alla vigilanza della Commissione nazionale per le società e la borsa", vale a dire la Consob. Incarichi che, si legge ancora nel testo "hanno la durata di tre esercizi e non possono essere rinnovati o nuovamente conferiti se non siano decorsi almeno tre anni dalla data di cessazione dei precedenti".

L'articolo 41 contiene altri due commi: il 2 stabilisce che dall'attuazione delle disposizioni previste "non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica" mentre il terzo comma introduce una serie di "disposizioni urgenti" in materia di giustizia amministrativa in ambito sportivo.

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