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25 ottobre 2018

Manchester City, Guardiola: "Don't Look Back in Anger, Your song. Le 6 colonne sonore della mia vita"

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L'allenatore catalano racconta il modo in cui la musica ha influito e 'raccontato' la sua vita, dall'adolescenza e i ricordi della festa di Sant Joan alla paura vissuta in occasione dell'attentato terroristico alla Manchester Arena

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Pep Guardiola è una persona fuori dal comune. Cura il suo lavoro, quello di allenatore, in modo maniacale, ma la sua vita non si ferma al calcio. Ha tantissimi altri interessi che lo rendono una persona piacevole da ascoltare su più fronti e, in un'intervista rilasciata alla BBC Radio 5, ha toccato una serie di tematiche, dalla sua educazione al rapporto con la gente di Manchester, per finire alla notte in cui la sua famiglia è rimasta coinvolta nell'attacco terroristico della Manchester Arena. Tutto questo attraverso sei canzoni che segnano la sua vita. Sei splendide colonne sonore, ognuna con un significato profondo per il manager del City.

Don't Look Back in Anger - Oasis

"Amo questa canzone, non puoi immaginare quanto. È incredibile, un capolavoro. Quando l'ascolto tiro fuori il meglio di me stesso. Ogni volta che usciamo cantiamo sempre questo pezzo insieme. Lo adoro. Dopo quello che è successo alla Manchester Arena, è diventata una canzone per la gente. Come nel video: tutti sono in silenzio, una donna inizia a cantare la canzone e tutti la seguono, è un momento così commovente per me stesso e la mia famiglia. Quando l'attacco è avvenuto, io ero a casa con mio figlio, mentre mia moglie e le mie figlie erano lì. Mi ha chiamato, ma la linea si è subito interrotta. Mi ha detto: «È successo qualcosa e stiamo correndo, ma non so cosa sia successo». Abbiamo provato a chiamarla di nuovo e non ha funzionato, così siamo andati allo stadio e dopo cinque-sei minuti il telefono ha squillato di nuovo. «Siamo fuori, stiamo tornando a casa». Alla fine noi siamo stati fortunati perché tante persone hanno sofferto. La vita è così. Eravamo in una posizione migliore rispetto a molti sfortunati".

The Healing Day - Bill Fay

"La musica ti colpisce a volte per le note, altre per i testi. Questa canzone sarà quella che mi ricorderà il periodo della mia vita a Manchester. L'ascolto molto, mi piace e apprezzo molto Bill Fay. È la canzone perfetta per stare a casa quando leggi un libro, stai con i bambini e ascolti buona musica. Ogni uomo ha il suo rifugio e quando sono esausto io sono immediatamente a casa. Solo lì mi sento al sicuro, cioè non mi sento osservato. Conosco il mio lavoro da 18, 19 anni. Faccio questa tipologia di vita da molti anni e non è un problema. Ma la mia fuga è la casa. Casa, moglie e figli: è l'unico posto in cui posso fare tutto ciò che voglio, dove sono libero di fare tutte le sciocchezze e le cose stupide e non essere giudicato. La mia famiglia sa che sono lì, ma che allo stesso tempo non ci sono. Chiamano Pep, Pep! Ma sanno che sono nel mio mondo. Il mio lavoro richiede molto. Cristina è una donna incredibile, non solo un'incredibile madre. Qualunque trasferimento io ho progettato o progetterò in futuro, se lei decide di non seguirmi io non andrò da nessuna parte. Non posso essere solo in questo tipo di lavoro senza la mia famiglia".

Fiesta - Joan Manuel Serrat

"Serrat è uno dei migliori cantanti in Spagna. Questa canzone mi porta sempre felicità. La festa di Sant Joan di cui parla la canzone è una festa tipica in Catalogna, celebrata il 23 giugno con il fuoco sulla spiaggia o per la strada, dove tutti ballano e si divertono. Quando ero ragazzo non ero il tipo che andava a un sacco di feste. A 13 anni andavo alla Masia del Barcellona. Ho sempre cercato di essere concentrato e non sono mai andato a discoteche o pub per bere molto. Ma in estate, quando la scuola era finita, tutti andavano alla festa di Sant Joan ed è una canzone che mi ricorda molto la mia piccola, piccola cittadina di Santpedor quando ero giovane. Penso che sia impossibile vivere un'infanzia migliore di quella che ho vissuto io, essere un bambino più felice di me. Non eravamo una famiglia benestante. Eravamo persone normali, più povere che ricche, in una piccola città, e ogni giorno ero nelle strade senza semafori, senza macchine, sempre a giocare, andare in bicicletta, giocare a calcio, a basket, a tennis, a biliardo. Ricordo bene tutto questo. Mi svegliavo, andavo in strada, poi a scuola, poi tornavo in strada finché mamma non mi diceva: «Ok, è ora di cenare e tornare a casa». I tempi sono cambiati adesso, e non mi lamento, ma penso che ai ragazzi manchi un po' di tutto quello, specialmente se vivi nelle grandi città. Ho vissuto a Barcellona, ​​a New York, a Monaco, ora a Manchester, ma ho dei ricordi incredibili di quel periodo. Sono cambiato nel tempo, non sono lo stesso di allora, ma è normale. Le basi, però, sono sempre le stesse. L'educazione che ricevi dai genitori, dalla scuola, dai tuoi amici, è qualcosa che ti porti dietro per il resto della tua vita, ma poi si cambia. Ero un ragazzo e ora sono un padre. Forse tra qualche anno sarò un nonno".

Amor Particular - Lluis Llach

“È una delle migliori canzoni d'amore che ho ascoltato nella mia vita. A volte quando incontro persone inglesi, mi piacerebbe tradurre loro questo singolo. È una canzone vera. Lluis Llach è una delle mie ispirazioni, un cantante catalano, una leggenda dalle nostre parti. L'ho scoperto da adolescente, il primo amore, il secondo amore, ed è una parte della mia vita. Non sono timido nel dire quanto amo la mia gente. Forse il contrario, forse dico troppe volte quanto li amo. In questo mi sento latino. Il mio viso o il mio linguaggio del corpo esprimono sempre perfettamente ciò che sento in quel momento, non mi nascondo. Con i miei giocatori spesso penso: non farlo. Anche adesso non so se dovrei mostrare troppo amore perché a volte soffri di più se ti avvicini troppo ai tuoi giocatori. Ma nel calcio la passione è sul campo, a volte ho bisogno di abbracciarli, non ho bisogno di parlare con loro. Le persone dimenticano che siamo esseri umani. Le persone credono che siamo come il ghiaccio, il freddo, una macchina. Questo è lontano da ciò che siamo veramente”.

New York, New York - Frank Sinatra

“Cosa posso dire su New York che Frank Sinatra non ha già spiegato meglio di chiunque altro? Tutto ciò di cui hai bisogno, tutto ciò che vuoi, lì ce l'hai. Dovrai pagare - è una service city - ma lo avrai. I miei bambini hanno imparato l'inglese lì. Quando siamo arrivati ​​non conoscevano una sola parola e dopo cinque, sei mesi lo parlavano correntemente, in modo perfetto. Quella città ha un carisma… Tutti quelli che sono stati lì ci vogliono tornare, è un posto molto speciale. Pensavo che sarebbe stato un bel posto per trascorrere un anno lontano dal calcio. Certo, sei sempre connesso, ma vivendo lì e non in Europa, è completamente diverso. È stato un buon momento. Sono arrivato, sono rimasto il primo mese e ho firmato un contratto per andare al Bayern Monaco. Ho iniziato a studiare tedesco. È così complicato da imparare. Tre o quattro ore al giorno al mattino con la grammatica, dopo due mesi ho pensato: ora li chiamo e rompo il contratto. È così complicato anche per i bambini tedeschi da imparare. Potete immaginare per un uomo di 41 anni? Ma io sono testardo. Sinatra era un combattente. Lui aveva un'etica del lavoro, non solo il talento. Tutti conoscono la sua voce, è incredibile il suo carisma. Mi piace molto perché ha preso sempre personalmente tutte le decisioni, ha cantato solo le canzoni che voleva cantare. E per essere un tale combattente per oltre 50 anni sul palco vuol dire che devi essere bravo. Chapeau”.

Your Song - Elton John

“Sono sicuro che tutti abbiamo un dono. Penso di essere bravo nel calcio perché il mio lavoro è la mia passione. Quando dico di amare questo gioco non mento: adoro questo gioco. Quando metti la tua passione di fronte a te funziona sempre. Cerco sempre di dire: cerca il tuo talento. Anche se vuoi lavorare nella cosa più stupida, fallo e basta. Dico le stesse cose ai miei figli: prova a scoprire ciò che ami di più e poi non sentirai lo sforzo, sarà un piacere. La vita a volte è breve, a volte lunga, ma se ti svegli ogni mattina sapendo che stai per fare qualcosa che ti piace allora non ti puoi lamentare. Uno dei miei sogni è andare a un concerto di Elton John, specialmente per questa canzone. L’ho sentito la prima volta quando avevo 18 o 19 anni, avevo iniziato a giocare nel Barcellona, ​​ricordo molte canzoni di quel periodo della mia vita. L'ho incontrato quando abbiamo giocato a Watford alla fine della scorsa stagione ed è stato un grande piacere. Se organizzerà un concerto qui, io ci sarò”.

Bonus track

Pep Guardiola ha poi lasciato un ricordo di uno dei suoi maestri, Cruyff: "Cruyff mi ha aiutato ad amare questo gioco, ad amare il calcio, e per amarlo devi capirlo - ha spiegato il calatano". Ci ha fornito dei segreti, perché erano cose che nessun altro riusciva a vedere. Il modo in cui vedeva il calcio era completamente diverso. Aveva molto potere perché era ossessivo, esigente, stressante. Era come un padre brutale. Era così duro che non puoi immaginare. Niente era facile ed è arrivato il momento in cui non potevo più stare con lui, ma era giusto così. Non sono un ragazzo così religioso - sono cresciuto andando in chiesa ma non credo troppo - quindi non gli parlo, ma lo ricordo sempre. Forse mi piacerebbe avere fede per credere che lui è lì a guardarci". Sul suo futuro ha, infine, aggiunto: "Sarò sempre un tifoso del Manchester City e sarà impossibile allenare un'altra squadra in Inghilterra perché provo affetto dalla gente qui. Quando la gente dice: cosa vuoi? Essere amato. La cosa più bella è quando ti senti bene con le altre persone”.

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