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22 novembre 2017

I migliori calciatori siciliani della Serie A

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Abbiamo stilato la lista dei 20 migliori siciliani dagli anni '80: dalle giovani promesse attuali fino all’eroe delle "Notti magiche", Totò Schillaci. Tanti ottimi calciatori, forse nessun vero fuoriclasse, in pochi però hanno trionfato con le maglie storiche dell’isola

Anche se nella Serie A 2017-18 non c’è nessuna squadra siciliana, Palermo, Catania e Messina sono state protagoniste importanti nel nostro campionato dal 2003 in poi. Eppure, nelle rose delle tre big sicule raramente ha trionfato un “figlio” dell’isola che ha comunque prodotto calciatori di indubbia qualità. A parte l’eccezionale “Palermo dei picciotti” negli anni ’90, il talento di Mascara a Catania e qualche altro esempio come Alessandro Parisi o Christian Riganò, sono pochi i siciliani che sono riusciti a distinguersi con una maglia della propria regione. Abbiamo classificato i 20 migliori calciatori isolani negli ultimi trent’anni, escludendo uno come Mario Balotelli, non perché non sia meritevole di entrare nella top 20 ma perché al di là della carta d’identità che recita “Palermo” alla voce “luogo di nascita”, il numero 9 del Nizza di siciliano ha ben poco essendo un bresciano doc.

Calciatori siciliani della Serie A

20) Simone Lo Faso

Talento palermitano classe 1998, Simone Lo Faso è stato ceduto dai rosanero, con cui ha esordito in Serie A nella stagione 2016-2017, alla Fiorentina proprio durante l’ultima sessione di calciomercato. In viola non sta trovando tanto spazio ma chi lo conosce fin dalle nazionali giovanili, dove ha giocato dall’under 17 fino all’under 20, non ha dubbi sulle potenzialità dell’attaccante siciliano. Dribbling e tecnica in velocità sono le sue armi migliori e chissà che Pioli non si accorga presto di lui.

19) Marco Tumminello

Coetaneo e compagno in nazionale under 20 di Simone Lo Faso, il trapanese Marco Tumminello è stato per anni uno dei calciatori più promettenti dell’intero vivaio della Roma. Il classe 1998, infatti, si trasferisce a Trigoria nel 2012 a 14 anni. In giallorosso segna caterve di gol fino all’esordio in prima squadra nella stagione 2016-2017 e la testata rifilata all’arbitro durante la semifinale scudetto in Primavera. Partita nella quale aveva segnato una doppietta. In questo campionato, l’attaccante è passato al Crotone con cui ha segnato una rete alla prima da titolare poco prima di rompersi il crociato del ginocchio. Un infortunio che non pregiudicherà una carriera di sicuro avvenire.

18) Mario Sampirisi

Nato a Caltagirone in provincia di Catania, l’attuale difensore del Crotone si è trasferito in Lombardia da bambino. Infatti è proprio nel Milan che inizia la sua carriera da professionista nella squadra Primavera. Dal Milan passa poi al Genoa con cui esordisce in Serie A nel 2011. Rimane al Grifone fino al 2014 con una breve e sfortunata parentesi al Chievo Verona, poi un’esperienza in Portogallo con l’Olhanense e una a Vicenza dove ritrova continuità. Dal 2016 torna in Serie A con i calabresi, qui ha raggiunto una salvezza storica nel 2016-2017.

17) Emanuele Terranova

Nato a Mazara del Vallo e cresciuto nelle giovanili del Palermo, Emanuele Terranova gioca attualmente nel Frosinone ma è con il Sassuolo che è diventato grande. Difensore goleador, ha segnato 11 reti nella stagione che ha portato gli emiliani in Serie A per la prima volta nella storia nel 2013. Il 2014 doveva essere l’anno della consacrazione, per lui si parlava di big e di nazionale ma in allenamento subisce un grave infortunio al ginocchio che lo tiene fermo per otto mesi. Rimane al Sassuolo per altre tre stagioni senza mai ritrovare quella continuità e quelle prestazioni che l’avevano reso uno dei migliori difensori in Italia. Dal 2017 riparte con la maglia del Frosinone.

16) Antonino Ragusa

Nato a Messina nel 1990, Antonino Ragusa non ha mai militato in una squadra professionistica siciliana. Nel 2006 inizia a giocare nelle giovanili del Treviso prima di passare al Genoa nel 2009. Tuttavia, è con la Salernitana che trova regolarità nel campionato di Lega Pro del 2010-2011. Le sette reti in 32 incontri valgono all’esterno offensivo un contratto con la Reggina. In Calabria si conferma come uno dei migliori interpreti del ruolo e viene così riscattato dal Genoa. Ragusa però non farà parte della squadra ligure che lo manda a giocare a Terni prima di cederlo in comproprietà al Pescara. In Abruzzo gioca una delle sue migliori stagioni con 9 gol. Oggi è al Sassuolo in Serie A dove contende un posto da titolare a calciatori come Politano e Berardi. 

15) Fabrizio Cammarata

Nella stagione 199394, Fabrizio Cammarata, nato a Caltanissetta, formava con Alessandro Del Piero la coppia d’oro della Primavera juventina campione d’Italia e vincitrice al torneo di Viareggio. Il centravanti, classe 1975, non riuscì però ad esordire con i bianconeri in Serie A. Debutta tra i professionisti nel campionato di Serie B del 1994-1995 con il Verona. Gioca con i gialloblù per cinque stagioni, intervallate da due esperienze con Pescara e Torino. In veneto debutta in Serie A il 15 settembre 1996 e colleziona 126 presenze con 42 gol. Nel 2000 è il colpo di mercato di Cellino che lo porta al Cagliari a suon di miliardi strappandolo alla concorrenza del Torino. In Sardegna, però, il suo rendimento non sarà all’altezza di quello mostrato a Verona. Segna 27 gol in quattro stagioni prima di passare al Parma prima e al Catanzaro poi. Chiuderà la carriera nelle serie minori a Sulmona. Oggi è l’allenatore dell’under 17 del Terek Groznyj in Russia. 

14) Pietro Accardi

È stato (insieme a Tanino Vasari) il rappresentate palermitano del ritorno rosanero in Serie A dopo 31 anni. Era la squadra di Francesco Guidolin che con Luca Toni in attacco, Eugenio Corini a centrocampo e Fabio Grosso in difesa vinse il campionato di Serie B davanti al Cagliari di Gianfranco Zola. Proprio accanto al terzino sinistro che regalerà all’Italia il Mondiale del 2006, il centrale mancino di quella difesa era Pietro Accardi. A partire dalla stagione successiva, però, l’arrivo di Andrea Barzagli e Christian Zaccardo limitano il minutaggio del siciliano nella squadra della sua città dove rimane comunque fino al 2006 prima di trasferirsi a Genova sponda Samp. In blucerchiato colleziona oltre 100 presenze tra il 2006 e il 2012. Conclude la sua carriera ad Empoli dove arriva dopo una brevissima esperienza al Brescia. Dal 2014 intraprende proprio in Toscana la carriera di dirigente sportivo. 

13) Giovanni e Giacomo Tedesco

I due fratelli palermitani ma legati alle due squadre siciliane rivali per eccellenza: Giovanni, classe ’72, cresciuto nella Reggina con cui esordisce in B nel 1991, poi un breve passaggio (sempre in B) alla Fiorentina prima di andare Foggia. Nel 1998 arriva la chiamata dal Perugia di Gaucci e Serse Cosmi con cui gioca 154 partite in quattro anni, quindi firma con il Genoa diventandone capitano (cosa avvenuta anche in Umbria). Nel 2006 torna a casa per vestire la maglia del Palermo con cui chiuderà la carriera. Giacomo, fratello minore classe ’76 non chiude in rosanero ma vi esordisce: era il Palermo di Arcoleo ricco di ragazzi nati nel capoluogo siciliano. Nel 1997 passa alla Salernitana dove gioca per tre anni prima di firmare per il Napoli. Poi ancora Salerno e Cosenza finché non approda a Reggio Calabria restandoci diverse stagioni. Nel 2007 il “tradimento”: il palermitano doc passa al Catania proprio mentre il fratello veste la maglia rosanero. In rossoblù gioca due stagioni. Concluderà la carriera da professionista con una terza maglia siciliana: quella del Trapani.

11) Massimo Taibi

Per descrivere la carriera del palermitano Massimo Taibi non basterebbe un articolo intero. Ci limitiamo a ricordare come nel 1990 fu acquistato per sei miliardi dal Milan, erano i rossoneri campioni d’Europa in carica con Arrigo Sacchi in panchina e una squadra stellare. Tuttavia, il portiere non scende mai in campo chiuso da Rossi e Pazzagli. Passa dunque al Como prima e al Piacenza poi. Con gli emiliani gioca cinque stagioni prima di tornare al Milan dove nel 1997 fa finalmente il suo esordio in maglia rossonera. Dura poco, nel 1998 va al Venezia e dopo una stagione splendida firma per il Manchester United di Sir Alex Ferguson. Quattro presenze, un errore clamoroso e il ritorno in Italia alla Reggina. In Calabria nell’aprile del 2001 eguaglia il record di Michelangelo Rampulla, diventando il secondo portiere della Serie A a segnare su azione in una partita contro l’Udinese. Dopo Reggio arrivano le stagioni a Bergamo con l’Atalanta e a Torino in maglia granata. Chiude la carriera all’Ascoli nel 2009. Taibi ha fondato una scuola calcio nel suo paese d’origine a Cinisi ma rimane un siciliano che non ha mai giocato nella sua regione. 

10) Michelangelo Rampulla

Se Massimo Taibi è stato il secondo portiere nella storia della Serie A a segnare un gol su azione, il primo è stato un altro siciliano doc come Michelangelo Rampulla. Nativo di Patti, nel Messinese, segnò il 23 febbraio 1992 a Bergamo contro l'Atalanta sugli sviluppi di una punizione defilata con un preciso colpo di testa. Una rete storica che valse il 2-2. Al di là del gol, Rampulla è ricordato per essere stato il secondo portiere della Juventus dal 1992 al 2002. In bianconero ha vinto quattro scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa Uefa, una Intercontinentale, una Supercoppa Uefa, una Coppa Italia e un Supercoppa Italiana.

9) Alessandro Parisi

Nasce a Palermo ma diventa il “Roberto Carlos dello Stretto” con la maglia del Messina. Alessandro Parisi, classe 1977, esordisce tra i professionisti nella sua città natale nel 1995 prima di passare al Trapani e tornare ancora in rosanero nel 1997. Arriva a Messina dopo tre ottime stagioni a Trieste e con i giallorossi conquista una storica Serie A grazie anche ai suoi 14 gol in campionato. Saranno 25 le reti del terzino sinistro nelle sue 142 presenze sullo Stretto. Le punizioni di Parisi sono diventate famose in tutta Italia e nel 2004 arriva anche l’esordio in nazionale. Presenza che rimarrà anche l’unica per il mancino siciliano. Dopo Messina passa al Bari e poi al Torino. Vicende extracalcistiche rovinano la sua carriera finita nel 2016 ancora con la maglia che l’ha reso famoso.

8) Giorgio Corona

Altro palermitano che però ha trovato gloria lontano dal capoluogo: Giorgio Corona, per tutti “Re Giorgio”. Classe 1974, ha girato mezza Italia ma dovunque sia andato, in campionati professionistici o meno, ha sempre fatto gol. Dai dilettanti alla Serie A, Corona è diventato l’idolo di tutte le tifoserie per le quali ha giocato. Il suo pantaloncino alzato per metà è tutt’ora ricordato dagli appassionati. Tra le diverse tappe della sua carriera vanno sottolineate quella a Catanzaro (46 gol in 109 presenze dal 2003 al 2006), quella al Catania in Serie A dove segna sette gol, uno dei quali nel derby contro il Palermo (con tanto di esultanza al Barbera), e quella al Messina dove anche da quarantenne ha continuato a segnare nei campionati di Serie D e Lega Pro fino al 2015.

7) Antonino Asta

Nato ad Alcamo, in provincia di Trapani, nel 1970, Antonino Asta (per tutti Tonino) è stato un giocatore simbolo del Torino tra gli anni ’90 e i primi del 2000. Fin da bambino si trasferisce in Lombardia e per questo motivo è con il Saronno che esordisce tra i professionisti prima di passare al Monza con cui vince il campionato di C1 e viene promosso in B. Esterno di quantità e qualità, trova la sua consacrazione al Toro dove gioca dal 1997 al 2000 debuttando in A il 28 agosto 1999 contro il Bologna. A gennaio viene ceduto in comproprietà al Napoli con cui gioca 15 partite segnando due reti e contribuisce alla promozione in Serie A degli azzurri. Torna così a Torino dove diventa capitano e raggiunge la Nazionale: l’esordio arriva nel 2002 con un’amichevole a Catania. Nello stesso anno firma con il Palermo un triennale che però non porterà a termine per via di un infortunio che lo costringerà a lasciare il calcio nel 2004. Oggi è l’allenatore del Teramo.

6) Emanuele Calaiò

Al di là di tutti i gol segnati in carriera, Emanuele Calaiò s’è contraddistinto (e continua a farlo) per aver cambiato diverse maglie da professionista senza mai indossare quella della sua città: Palermo. Eppure in diverse occasioni i rosanero hanno provato a riportarlo a casa. Calaiò, invece, in Sicilia ha giocato prima con il Messina e poi proprio con la maglia del Catania, diventandone un idolo. L’esordio tra i professionisti arriva nel 1999 con la maglia del Torino in Serie A. L’esplosione del suo talento avviene a Pescara, nel 2004 in B, quando segna 21 gol in campionato. Arriva così la chiamata del Napoli che decide di puntare su di lui per ripartire dalla C1 e lui non tradisce riportando gli azzurri in A a suon di gol (18 in C, 14 in B). Lasciata la Campania, riparte da Siena per poi raggiungere il Genoa, il Catania (18 gol nel campionato di B del 2014-15), lo Spezia e il Parma dove gioca (e segna) ancora oggi. 

5) Gaetano Vasari

Gaetano Vasari, per tutti Tanino, è uno di quelli che è riuscito a coronare il sogno di essere osannato dalla sua gente, dai suoi concittadini nello stadio a lui più caro. Palermitano doc, l’esterno destro inizia la sua carriera in squadre minori della provincia prima di far parte del “Palermo dei picciotti” con Ignazio Arcoleo in panchina e tanti altri ragazzi nati nel capoluogo che arrivarono settimi nel campionato di B del 1994-95. Il suo talento non passa inosservato e così si trasferisce al Cagliari dove ottiene la promozione in Serie A. Debutta nel massimo campionato al suo secondo anno in Sardegna, il 1998-99. Nel 1999 viene ingaggiato dalla Sampdoria dove rimarrà fino al 2002. Nel frattempo, però, diventa un idolo anche a Lecce: è il gennaio del 2001, viene prestato dai blucerchiati ai giallorossi, qui realizza una doppietta in Lecce-Lazio (2-1) all’ ultima giornata del campionato di Serie A 2000-2001: proprio questi due gol permettono ai salentini di ottenere la salvezza. Nella stagione 2003-2004 arriva la gioia più grande della sua carriera: partecipa alla storica promozione del Palermo in Serie A, segnando la sua unica rete stagionale nell'ultima partita del campionato contro il Bari. I rosanero mancavano in A da più di 30 anni e Vasari confesserà poi di aver promesso al padre che sarebbe riuscito nell’impresa. 

4) Christian Riganò 

Il bomber di Lipari, Christian Riganò, ha giocato dalla seconda categoria alla Serie A con un comune denominatore: il gol. Inizia a giocare proprio a Lipari dove fino a 25 anni coniugava il calcio al lavoro (faceva il muratore). Nel 1998 arriva la chiamata del Messina e poi quella dell’Igea Virtus con cui segna 28 gol in 50 partite fra il 1998 e il 2000. Nella stagione successiva arriva l’esordio in C con il Taranto: in rossoblù 74 presenze con 48 reti che gli valgono l’ingaggio con la Fiorentina, in C2 dopo il fallimento. A Firenze Riganò ottiene due promozioni e segna 53 reti fra C e B diventando il capitano e garantendosi un posto in rosa anche in Serie A dove esordisce nel settembre del 2004. La sua stagione migliore però la gioca proprio a casa sua, a Messina, quando nel 2006-2007 segna 19 gol nel massimo campionato. L’anno successivo passa al Levante, in Spagna, siglando quattro reti in 13 partite. Tornerà in Italia, a Siena, dopo una sola stagione. Riganò ha continuato a giocare fino a 40 anni con la Settignanese in prima categoria. Ovviamente segnando 16 gol in 16 partite. Perché come dicevano i suoi tifosi: Dio perdona, Riga-nò.

3) Gaetano D’Agostino

Un altro palermitano che non ha trionfato con i colori della sua città è Gaetano D’Agostino. Cresciuto proprio nelle giovanili rosanero, va alla Roma all’età di 16 anni. Fa parte della rosa campione d’Italia del 2000-2001, anno in cui esordisce in Serie A. Trasformato da trequartista a centrocampista, rientra nell’affare Cassano che porta il barese a Roma e il siciliano in Puglia dove gioca per due anni prima di tornare in giallorosso. Chiuso da De Rossi, D’Agostino lascia definitivamente la capitale per il Messina prima e l’Udinese poi. In Friuli diventa uno dei centrocampisti più apprezzati in Italia e in Europa tanto che il Real Madrid s’interessa all’acquisto del suo cartellino. Non se ne fece nulla, così come del suo passaggio a Napoli che sembrava ormai certo. Nel frattempo esordisce in nazionale con cui gioca sei partite. Andrà a Firenze ma non saprà più riproporsi ad altissimi livelli. Il suo resta uno dei mancini più educati degli ultimi 25 anni in Serie A.

2) Giuseppe Mascara

Nato a Caltagirone, Beppe Mascara è e sarà per sempre ricordato per il gol che ammutolì il Barbera durante un Palermo-Catania dell’1 marzo 2009. Un derby vinto dagli ospiti per 4-0 grazie anche al pallonetto da 50 metri dell’attaccante siciliano (che aveva anche vestito la maglia rosanero dal 2001 al 2003). Al di là della perla contro il Palermo, Mascara è diventato un simbolo della città etnea grazie al suo talento e alle sue sei stagioni dal 2005 al 2011 (quasi tutte in Serie A) impreziosite da 185 presenze e 45 gol. Nel 2009 arriva anche convocazione e l’esordio in nazionale nella partita amichevole tra Italia e Irlanda del Nord: si trattava del primo giocatore del Catania a vestire l’azzurro. Passa al Napoli nel 2011-12, giocherà 21 partite segnando quattro gol. Chiude la carriera nel 2016 allo Scordia in Serie D. 

 

1) Salvatore Schillaci

Simbolo di tutti i calciatori siciliani dagli anni ’80 in poi, Salvatore Schillaci, più comunemente conosciuto come Totò, ha rappresentato l’orgoglio di una regione intera oltre un decennio. Nasce a Palermo nel 1964 ma diventa un bomber di razza a Messina, specialmente nella stagione 1988-89 quando le sue 23 reti in B gli aprono le porte della Juventus. In bianconero esordisce in Serie A nella stagione 1989-90 e segna 15 reti: per lui arriva la chiamata al Mondiale italiano e qui diventa leggenda. Totò e i suoi occhi “spiritati” diventano l’emblema di Italia ’90, ogni pallone che tocca si trasforma in gol, l’unico rimpianto sarà quello di non aver portato gli azzurri fino in finale ma le sue sei reti rimarranno il ricordo più bello delle “Notti magiche”. Passerà all’Inter nel 1992 prima di provare l’avventura in Giappone allo Jubilo Iwata dal 1994 al 1997. Per tutti però il palermitano Totò sarà sempre l’eroe e il capocannoniere di quel Mondiale. 

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