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23 maggio 2018

"Falcone e lo sport", ritratto sportivo del magistrato ucciso dalla mafia 26 anni fa. Accardi: "Il mio eroe"

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Il 23 maggio 1992 la mafia uccide il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della scorta. L’anniversario di quella strage è l'occasione per scoprire il giudice sportivo, campione di canottaggio, abile nuotatore e appassionato di calcio. “Non perdeva una partita”, ricorda la sorella. "Per noi palermitani è un eroe", spiega il difensore rosanero Andrea Accardi 

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Un ritratto inedito del giudice ucciso dalla mafia nella strage di Capaci, vicino a Palermo, il 23 maggio 1992. Grazie al racconto della sorella di Falcone e dei colleghi emerge un uomo di sport, che nella sua passione sportiva trovava ispirazione nel metodo di lavoro e il relax per affrontare una vita blindata.

“La punizione peggiore nei limiti alla sua libertà che gli venivano dalla scorta era quella di non poter fare più sport”, ha ammesso la sorella Maria che, sfogliando il libro dei ricordi, ricorda delle partite di calcetto tra Giovanni e Paolo Borsellino e spiega cosa fosse davvero lo sport per Falcone. “Lo sport era sfida, che doveva essere raggiunta sempre al massimo. Perdere non era una delle componenti del suo carattere”. Il campetto da calcio sterrato in cui i due magistrati giovano da piccoli “con quelli che poi avrebbero arrestato da grandi”, ha spiegato il giudice Mario Conte, oggi è diventato un luogo-simbolo di Palermo.

Poi il ricordo di Gaetano Vasari, Totò Schillaci, Eleonora Abbagnato e Gianni Di Marzio, allenatore del Palermo nel 1992. "Una tragedia che ci ha sfiorato, vissuta quasi in pirma persona- spiega l'ex rosanero- perchè noi eravamo in pullman con la squadra quasi nell'ora della tragedia. Stavamo andando all'aeroporto per andare a Napoli a giocare l'utlima partita con l'Avellino. Una volta atterrati ci diedero la tragica notizia: un colpo durissimo per tutti. Fu impossibile parlare di calcio dopo quella tragedia". Il calcio a Palermo andò avanti "per lanciare un messaggio: noi non abbiamo paura", ha spiegato Antonio Matarrese, Presidente FIGC dal 1987 al 1996.

"Per noi palermitani, Falcone è un eroe", dice il difensore del Palermo Andrea Accardi che nel 1992 doveva ancora nascere. Ma che ha fatto sua una frase del magistrato. "La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un inizio, una sua evoluzione ed avrà quindi anche una fine. Questo è il sogno che abbiamo tutti noi palermitani".

Lo Speciale "Falcone e lo sport": in onda mercoledì 23 maggio su SKy Sport 2 alle 22.10 e su Sky Sport 1 alle 23.10.

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