26 febbraio 2009

Juve, Chelsea fatale a Camoranesi: costola fratturata

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Un duello tra campioni: Camoranesi e Ballack in Chelsea-Juventus

Nuovo infortunio per l'italo-argentino, costretto ad uscire anzitempo dal campo nella sfida di Champions contro i Blues. Il club bianconero parla di alcune settimane di riposo assoluto, dovrà dunque saltare la sfida di ritorno contro i londinesi

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Tre perdite e una speranza. La foto ricordo della serata londinese, per la Juventus, e' tutta  sintetizzata in questi scatti. In passivo il risultato, ma teoricamente rimediabile. A due  condizioni: che a Torino sia un'altra Juve e che il Chelsea non  salga di livello, visto che i suoi uomini migliori (su tutti  Lampard) non hanno incantato. Una sconfitta, quindi, che gia'  oggi si trasforma in speranza, perche' Ranieri e squadra ci  credono, anche se il tecnico non ha nascosto la propria  delusione per essere uscito da Stamford Bridge senza gol.

Ranieri è alle prese con un'altra perdita, l'ennesima, quella di Camoranesi. Settimo infortunio nella stessa stagione  per l'italo-argentino, un record difficilmente battibile. Naturalmente non ci sarà, al ritorno, nella partita decisiva. Si tratta di un nuovo guaio muscolare (flessore della coscia),  che fa ritornare d'attualita' due considerazioni: dubbi sulla  integrita' fisica di Camoranesi, ma anche sulla preparazione atletica. Non solo, l'azzurro si è anche fratturato una costola, dopo la clavicola di due mesi fa: un autentico calvario insomma.

Ma c'e' stata una terza perdita, ieri sera (in prospettiva):  l'addio di Nedved, annunciato come inderogabile dallo stesso  giocatore. Un atto apprezzabile di serieta' professionale, che  ripropone con cruda evidenza come la Juventus debba ricostruirsi  sulle fasce, con due acquisti di peso.

Adesso incombono Napoli, Lazio in Coppa Italia, derby,  Chelsea di nuovo: non c'e' tempo per soffermarsi troppo sui  limiti della squadra nell'attuale stagione: Ranieri punta sulle  forti motivazioni e sul carattere di un gruppo che spesso ne ha  fatto un'arma decisiva. E piu' che mai oggi, ha ragione il  tecnico quando dice che occorre pensare una partita alla volta.  Perche' mai come ora la squadra e' incerta su dove puntare: uno  scudetto ormai improbabile, una Champions ancora possibile, un  piu' realistico e tranquillo consolidamento del secondo posto,  che significa soldi e prospettive europee adeguate.

La Juventus del primo quarto d'ora ha visto i fantasmi e  compiuto un passo indietro nella strada verso la maturita'  internazionale, che sembrava aver rimesso nel proprio Dna con la  serata di Madrid. Ma quella del secondo tempo ha fatto capire di  poter mettere in difficolta' chiunque, quando decide di vendere  cara la pelle. In vista della decade terribile, preoccupano  l'Amauri in calo (il tormentone-Nazionale non gli fa certo  bene), il Tiago di nuovo impalpabile, la difesa ancora preda di  blackout (a Londra ha subito lo stesso gol di Torino con la  Samp) e una condizione fisica ancora altalenante.

Di certo, si e' capito che la Juventus, pur essendo una  squadra fisica, contro lo strapotere dei centrocampisti inglesi  (non solo quelli del Chelsea) ben poco puo' fare. Forse, contro  quelli del Napoli, sara' meno proibitivo. Una vittoria contro  gli azzurri servirebbe come il pane anche per il morale: dietro  i sorrisi del ritorno da Londra, infatti, erano nascoste non  poche preoccupazioni per questa Juve in chiaroscuro. 

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