09 febbraio 2010

Ancelotti: "A noi e all'Inter non poteva capitare di peggio"

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L'allenatore del Chelsea, Carlo Ancelotti (foto ap)

A due settimane dalla sfida di Champions tra il Chelsea e i nerazzurri, il tecnico dei Blues torna a parlare di Mourinho: "Qui ha lasciato un segno. Sarà un match duro e equilibrato, per batterli dovremo essere al 100%". I GOL DELLA CHAMPIONS DA SKY SPORT

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Ancora due settimane e sarà Champions League. Chelsea e Inter guidano i rispettivi campionati e intanto scaldano i muscoli in vista degli ottavi di finale della massima competizione europoea. Martedì 24 Carlo Ancelotti tornerà a San Siro per il suo personalissimo derby contro l'Inter e la sfida nella sfida contro Josè Mourinho. Inter-Chelsea sarà "Special One" contro "Normal One". "La definizione non mi piace, io la metto su un altro piano - spiega il tecnico ex Milan in un'intervista rilasciata al quotidiano "La Repubblica" -. Mourinho qui ha lasciato un segno, soprattutto nell'organizzazione della società. Non sarà Mourinho-Ancelotti, ma una sfida durissima. A noi non poteva capitare di peggio, a loro nemmeno". Provocatore per qualcuno, manipolatore dei media per altri, secondo Ancelotti, invece, il modo di fare di Mourinho serve "per distogliere l'attenzione dalla squadra e finora ha funzionato. L'Inter ha ribaltato partite completamente perse, nessun'altra squadra c'è riuscita".

Secondo Ancelotti l'Inter si può battere "giocando al 100%. Loro alla grande solidità hanno aggiunto qualità, con Milito e Sneijder. Però noi abbiamo tutto, fisico e qualità: possiamo vincere in tanti modi diversi. La  Premier è un campionato difficile. Rispetto all'Italia, qui le piccole sono meno tattiche ma più fisiche. In casa dell'Hull City, 1-1, non c'era un avversario sotto l'1,85". Ancelotti non ha rimpianti: "qui il calcio si vive meglio, l'atmosfera non è avvelenata come in Italia". Eppure basta pensare al caso Terry per capire che anche in Inghilterra la stampa non dà tregua. "Per Terry l'altro giorno hanno scomodato pure un elicottero. E' un limite il volere cercare lo scoop ad ogni costo".

Ancelotti non ha degradato il suo capitano, Fabio Capello sì. "Io non mi occupo della vita privata dei giocatori, a meno che non incida sul loro rendimento. Per me e per il club lui è un grande capitano, un serio professionista, un leader e un calciatore con grande senso di appartenenza, visto che è cresciuto nella Chelsea Academy". Ancelotti garantisce che la vicenda "non ha toccato minimamente la squadra, prepareremo bene la Champions League". Ancelotti parla anche di Milan, del 4-2-1-3 disegnato da Leonardo: "Leo ha cercato di mettere più qualità, facendo convivere Pato, Seedorf, Borriello e Ronaldinho. Se ci fosse stato ancora Kakà, sarebbe stato un po' complicato. Con Leo spesso ci confidiamo. Il ruolo di allenatore gli piace, ci ha preso gusto. Sicuramente può aprire un ciclo al Milan".

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