23 febbraio 2010

Mou: "L'Italia con Ancelotti? Magari lui fa parte del clan"

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José Mourinho bacia il simbolo dell'Inter nella conferenza stampa di vigilia di Inter-Chelsea

Il portoghese dopo le dichiarazioni del tecnico del Chelsea sul supporto del pubblico italiano ai blues: se lui dice così, lo sa. O qualcuno gliel'ha detto. Il New York Times sullo Special One: uomo rancoroso e contorto. I GOL DELLA CHAMPIONS DA SKY SPORT

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La replica a Carletto - "Ancelotti dice che tutta Italia tifa per il Chelsea? Se lui dice così, lo sa. O qualcuno glielo ha detto. Magari fa parte del clan". José Mourinho, allenatore dell'Inter, risponde così alla vigilia della sfida di Champions League con il Chelsea di Carlo Ancelotti. Lo Special One  dribbla le domande relative alla squalifica di 3 giornate rimediata in campionato per il comportamento tenuto durante il match Inter-Sampdoria. "Hai sbagliato conferenza stampa -dice rivolgendosi ad un giornalista in conferenza stampa-. Sei arrivato troppo presto. Questa e' la conferenza stampa per la Champions League, per la partita Inter-Chelsea. Sono qui per questo motivo, non sono squalificato. Devo rappresentare il mio club con un giocatore (Lucio, ndr) e sono disponibile per parlare della partita di domani. Ti faccio una sfida: trova un arbitro italiano che ho insultato. Voglio trovare un arbitro italiano che ha il coraggio di dire che Mourinho lo ha insultato", ha proseguito Mourinho.

"Sono qui per giocare una partita di calcio, una delle cose che amo di più sin da quando ero bambino. Niente di più. Sono felice di giocare domani", aggiunge il portoghese prima di presentare il duello con i blues. "La prima partita è importante, ma la seconda lo è ancora di più. Dopo la gara d'andata, in genere, non si sa chi va ai quarti di finale. Dopo il ritorno c'è la certezza", dice Mourinho. "Conosco il Chelsea molto bene, ho molte informazioni ma devo saperle selezionare, altrimenti tutto questo bagaglio non è un vantaggio. Anche Ancelotti, d'altra parte, conosce molto bene l'Inter", dice.

Aspetti tecnici - "Non sono sicuro", prosegue rispondendo alle domande sulla disponibilità di Julio Cesar. Il portiere brasiliano è reduce da un incidente d'auto: "Non so come si sveglia domani, non si può sapere come reagisce il corpo umano". I blues, afferma il portoghese, non si presenteranno con un assetto rivoluzionario. "Non penso che in una gara così importante il Chelsea verrà qui con grandi sorprese: in genere usa due moduli di gioco e mi aspetto che domani usi questi sistemi consolidati. Il Chelsea adotta il 4-4-2 a rombo o il 4-3-3, non credo che avrà un approccio differente. Noi giocheremo per vincere", dice Mourinho, che a Londra ha visto crescere giocatori come John Terry o Frank Lampard. "Se chiedete a loro se ho contribuito alla loro crescita, diranno di sì. Ma il merito è soprattutto loro: sono come il vino di Oporto, con il tempo la qualità migliora", dice chiedendo all'interprete una traduzione accuratissima. "Ho detto vino di Oporto, perché qualche altro vino peggiore".

Su Terry e Drogba - Terry, in particolare, ha perso la fascia di capitano dell'Inghilterra per uno scandalo legato ad una relazione extraconiugale. Alcune vicende 'extrasportive' dei giocatori del Chelsea hanno provocato la reazione del patron Roman Abramovich. "Per me Terry è stato un fantastico capitano. Non sono il proprietario del Chelsea e non potrò mai esserlo. Non sono il ct dell'Inghilterra: avrei potuto esserlo, ma all'ultimo momento ho rifiutato. Quando me lo hanno chiesto, ero molto orgoglioso. Ho riflettuto molto, ma ho pensato che non sarebbe stato il lavoro giusto per me perché io amo allenare ogni giorno. L'Inghilterra poi ha scelto un grandissimo manager (Fabio Capello, ndr)". Durante gli anni trascorsi allo Stamford Bridge, Mourinho ha  potuto apprezzare il talento e la dedizione di Didier Drogba. "Il modo in cui lui parla di me mi rende orgoglioso -dice-. So che domani, però, darà tutto per la squadra e sarà disposto a rompersi una gamba. Sono orgoglioso di aver dato a lui questo tipo di mentalità".

Solo Champions - Inutili i nuovi tentativi di stuzzicare lo Special One sulle polemiche italiane e sull'atmosfera che circonda l'Inter dopo la rovente gara con la Sampdoria, condita da espulsioni e squalifiche. Quando si parla di "clima", Mourinho parla di condizioni meteorologiche: "Abbiamo giocato con la neve, il vento, la pioggia. Adesso ci sono 10-15 gradi, non è male. Se piove, piove pochino. Siamo abituati a tutto, il campo sarà in ottime condizioni e lo stadio sarà pieno".E' la prima volta che lo faccio, non l'ho mai fatto". José Mourinho bacia lo stemma dell'Inter nella conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League in programma domani contro il Chelsea. "Per me questo è il più importante", dice rispondendo ad una domanda sull’assenzà dello scudetto dal suo giubbotto.

L'attacco del New York Times -
Anche il New York Times boccia lo show di José Mourinho contro l'arbitro durante Inter-Sampdoria. In un articolo dal titolo: "Conquista un record ma non la nostra pazienza", l'autorevole quotidiano americano che raramente si occupa di calcio europeo, lo bolla come "un uomo di successo rancoroso e contorto". In particolare, al Nyt non va giù quella dote tipica di Mou di attrarre su di sé tutta l'attenzione dei media: "In futuro potremmo non vedere mai un allenatore come lui, capace di affidare alle sue squadre il ruolo di spalla rispetto alle sue performance. Ma non e' un bel vedere, a differenza di come lui pensa". Secondo il giornale, non è "una coincidenza" che 'Special One' abbia deciso di montare questo caso, a pochi giorni dalla partita di Champions tra Inter e il Chelsea, "la squadra che lui ha costruito e il club che lo ha licenziato", conclude acido il Nyt.

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