07 marzo 2010

Verso Manchester. Leo ci crede, ma il problema sono i gol

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Evra e Pato nel match d'andata di Champions tra Milan e Manchester

L'allenatore del Milan non cambia idea ("Non credo sia finita") ma il match contro la Roma ha mostrato falle in attacco. Riproporre il doppio centravanti o puntare su Beckham? GIOCA A FANTACAMPIONI, I GOL DELLA CHAMPIONS DA SKY SPORT, LE FOTO

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di Luca Tommasini

Roma-Milan (GUARDA GLI HIGHLIGHTS)
è finita tra applausi, rammarichi e certezze. La convinzione di chi ci ha raccontato la partita è la stessa di chi l'ha guardata e di chi l'ha vissuta. "Ci crediamo davvero. Non è una cosa che uno deve dire per convincere la squadra a provarci. Ma ci crediamo davvero": Leonardo non ha cambiato idea. Pensava esattamente la stessa cosa anche al fischio finale della gara di andata ("Io credo che non sia finita, no. Io credo che andare a Manchester e vincere 2-0 è un risultato che può essere considerato normale").

Normale, tra virgolette, non subire gol, ora che c'è un portiere che dà sicurezza a tutta la difesa. Ora che insieme a Nesta c'è un Thiago Silva così, senza una sbavatura, affidabile, puntuale ed elegante. Elemento essenziale, una difesa così, contro un Manchester che in questa stagione in casa non è andata in gol soltanto in un'occasione: nello 0-1 contro il Besiktas. Un risultato che al Milan comunque non basterebbe. Il problema è farli i gol. La missione fallita all'Olimpico da Huntelaar e Borriello (il grande assente della gara di andata, GUARDA GLI HIGHLIGHTS.

Primo dubbio: riproporre il doppio centravanti o affidarsi a Beckham sul palcoscenico che lo ha reso grande? L'inglese è favorito su Huntelaar e Inzaghi, ma la soddisfazione di Leonardo per i movimenti dell'olandese non è da sottovalutare. Soprattutto se la scelta fosse quella di non giocare per il 2-0, ma di metterla sul chi segna di più, per puntare al 3-2, al 4-3, alla partita pazza più che alla gara perfetta.

Soluzioni che partono tutte dallo stesso presupposto: che il Milan ce la può fare, e che questo Manchester non è imbattibile. Lo ha dimostrato la gara di andata e l'ultima di Premier League: basta non fare come Vokes, l'attaccante del Wolverhampton ipnotizzato da Van der Sar e da se stesso.

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