16 settembre 2010

Cori, che guerra: per Ibra il motivetto intonato per Ronnie

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Ibra fa a sportellate in campo contro l'Auxerre: San Siro, ieri, ai suoi piedi

San Siro ha cominciato a cantare “Ooohh Ibrahimovic” dopo il primo gol dello svedese all'Auxerre. Quel coro, in quello stadio, si era già sentito in passato, ma proveniente dall’altra Curva. Gli interisti l’hanno riconosciuto... GUARDA I VIDEO E LE FOTO

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Quell'inutile battibecco Ibrahimovic-Sacchi

di Vanni Spinella

San Siro ha cominciato a cantare “Ooohh Ibrahimovic” dopo il primo gol in rossonero dello svedese. Niente di particolare, se non fosse che le note di quel coro, in quello stadio, si erano già sentite in passato, ma provenienti dall’altra Curva. Gli interisti l’hanno riconosciuto subito: era il “loro” coro, quello con cui avevano accompagnato le magie del Ronaldo “bandiera” nerazzurra tra il 1997 e il 2002. “Ooohh il Fenomeno… il Fenomeno ce l’abbiamo noi”, cantavano i tifosi dell’Inter, quando il brasiliano era davvero il numero uno del mondo.

Adesso i milanisti se ne sono appropriati. Del coro, di Ibra e in passato di Ronaldo. Parole diverse, ma stessa musica. Campioni diversi, ma stesso sgarbo. Sembra quasi che tutti i grandi centravanti che hanno segnato la storia recente dell’Inter provino gusto a tentare l’avventura anche in rossonero.

L’ha fatto Ronaldo, tornando al Milan con i riccioli imposti da Berlusconi e la pancetta imposta dalla dieta madrilena. L’ha rifatto Ibra, sempre con una parentesi spagnola in mezzo, come se bastasse a cancellare ogni ricordo. Lo fece anche Vieri, che però al Milan appariva così goffo e inerme da fare quasi tenerezza.

I rossoneri ebbero ben poche occasioni di cantare “Bobo-gol Bobo-gol Bobo-gooool”. Ieri, invece, il nuovo Ibra ha incantato e, dopo una stagione passata ad ascoltare il tormentone “Non si vende Kakà”, proposto dai tifosi interisti per mettere il dito nella piaga, i milanisti hanno replicato con la stessa moneta: cori e sentimenti. E se ieri Ibra è stato soltanto “usato” per rievocare Ronaldo, in passato i due avevano già giocato a fare l’eroe e l’anti-eroe.

San Siro, 11 marzo 2007, derby di ritorno. Ronaldo si ripresenta davanti ai suoi ex-tifosi con la maglia del Milan. Gli interisti rispondono con il loro nuovo fenomeno: Ibra. E lo svedese, che di fronte a queste sfide non si tira mai indietro, si cala subito nel personaggio: palla al centro, la partita sta per iniziare, Ronaldo e Ibra sono uno di fronte all’altro.



Come nel più classico dei western, Ibra fissa Ronaldo: cerca il suo sguardo, sfodera il suo sorrisetto da presa in giro. Ronaldo replica guardandosi attorno spaesato, e pare dire “Ma ce l’hai con me?”. Ronaldo segnerà il gol dell’ex, portandosi le mani alle orecchie ed esibendo il sorrisone col foro tra i denti. Ibra risponderà mandando in rete Cruz e realizzando il 2-1 finale. L’eroe sconfigge l’anti-eroe.
Se è vero che la storia si ripete, quest’anno toccherà a Milito o Eto’o sfidare Ibra “il cattivo” e vestire i panni dell’eroe interista. Per poi, in futuro, passare al Milan, naturalmente.




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