14 settembre 2011

Napoli da Champions, 24 anni dopo la notte del Bernabeu

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Il 16 settembre 1987 il Real Madrid battezzava la prima degli azzurri in Coppa di Campioni. Da Maradona a Lavezzi, passando per Ferlaino e De Laurentiis. Stasera contro la squadra di Mancini gli uomini di Mazzarri tornano nell'Europa che conta. IL VIDEO

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di LUIGI VACCARIELLO

Dal 16 settembre 1987 al 14 settembre 2011. Sono passati 24 anni da quella sera. Era il giorno dall’esordio in Coppa dei Campioni del Napoli. Era la squadra di Maradona, con Ottavio Bianchi in panchina, e Corrado Ferlaino alla presidenza. L’urna, anche in quella circostanza, fu poco benevola con gli azzurri. A battezzare la prima del Napoli nell’Europa che conta fu il Real Madrid. Erano i sedicesimi di finale. All’epoca, in quella che poi sarebbe diventata l’attuale Champions League, giocavano solo le squadre vincitrici dei rispettivi campionati nazionali. I gironi preliminari non esistevano, la formula era quella della eliminazione diretta. Si giocò in un Santiago Bernabeu insolitamente a porte chiuse. Finì 2-0 per i blancos della Quinta del Buitre (Pardeza, Michel, Butragueno, Sanchis e Martin Vasquez, ndr). Troppo forte quel Real Madrid, anche per il Napoli di Maradona. Al ritorno, in un San Paolo mai così pieno (si andò ben al di sopra degli 85.000 spettatori), San Gennaro non fece il miracolo: gli azzurri non riuscirono ad andare oltre l’1-1 salutando così la Coppa dalle grandi orecchie.

24 anni dopo, il Napoli ritorna per la terza volta nell’Europa che conta. Nella Coppa Campioni 1990-91 gli azzurri si fermarono a Mosca negli ottavi. Dopo aver battuto facilmente i campioni d’Ungheria dell’allora Ujpest di Dózsa, l’avventura degli uomini di Albertino Bigon, con Maradona giunto nella Capitale russa solo poche ore prima del match risultando poi decisivo in senso negativo dagli 11 metri, si concluse ai calci di rigori. Questa volta ad accogliere Lavezzi e compagni nell’esordio in Champions ci sarà uno stadio gremito, il “City of Manchester”, e un’avversaria che nelle prime quattro giornate di Premier non ha fatto sconti. 12 punti in quattro partite, 15 reti fatte e solo 3 subite. Numeri che, al di là degli Aguero, Tevez, Silva e Balotelli, dicono molto sul valore del giocattolino dello sceicco Mansour. Mancini ha parlato di “match speciale”, Mazzarri chiede ai suoi di lasciare da parte la paura. Sta di fatto che oggi comincia ufficialmente un cammino lungo “sei finali” che testerà, passando per Villarreal e Bayern Monaco, le ambizioni europee della squadra di De Laurentiis nel Gruppo A.

Sono passati 24 anni. Il posto che fu di Maradona nel cuore dei tifosi azzurri l’ha preso Lavezzi. Mazzarri ha sostituito Bianchi in panchina e De Laurentiis siede maestoso su quello che fu il trono dell’ingegner Ferlaino. Quella che non è cambiata è la passione dei tifosi e di una città intera, che ha contagiato anche il sindaco De Magistris (anche lui con altri 2200 napoletani in Inghilterra, ndr), per questa squadra che anche nella fredda e piovosa Manchester non vedono l’ora di ascoltare dal vivo la musichetta della Champions e magari di far sentire quanto è bello cantare “o' surdato nnammurato” anche in Europa, con la speranza magari, che questa volta San Gennaro aiuti Lavezzi, Hamsik e Cavani a fare un altro miracolo.

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