03 novembre 2011

Più che l'Italia si desta un italiano: SuperMario è tornato

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SuperMario col suo City ha affondato il "Sottomarino Giallo" spagnolo

Balotelli si esalta col suo City e affonda il Villarreal. Il nostro Massimo Tecca parte da qui, analizzando al microscopio la due giorni di Champions. Napoli, che prova d'orgoglio. Milanesi bene così. I GOL DA SKY SPORT E LE FOTO

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FOTO: i napoletani "invadono" la Baviera - Il City a valanga col Villareal - Milan, Ganz junior entra nella storia - E Balotelli si invaghisce di una pornostar

LE PAGELLE DI BAYERN-NAPOLI
LE PAGELLE DI INTER-LILLE

di Massimo Tecca

Vi dispiace se stavolta, anziché cominciare parlando delle italiane, raccontiamo il ritorno di un italiano? Abbiamo rivisto SuperMario. Ci mancava, ma soprattutto mancava a Mancini. Uno così non può star fuori in Europa. Eppure era tutta colpa sua quell’espulsione con squalifica nel ritorno degli Ottavi con la Dinamo Kiev, la scorsa edizione. Le 3 giornate di sospensione sono finite e Mario ha festeggiato  il suo esordio stagionale in Champions con un’azione che vale da sola il prezzo del biglietto.

Allo stadio del “Madrigal”, alla fine del primo tempo, si è inventato un tunnel a José Català, lo hanno inseguito altri due per fargliela pagare e ne è venuto fuori il rigore del 2-0 che in pratica ha chiuso la partita. Lo ha trasformato proprio lui, Mario. E' stato il suo terzo gol di sempre in Champions e il settimo nelle ultime sette apparizioni a conferma di un gran momento personale, fatto sempre di sfide contro il mondo. I tifosi lo fischiano, gli avversari lo riempiono di calci? Non fa niente, lui è sempre lì col suo sguardo di sfida, come se avesse bisogno di sentire intorno a sé ostilità e rabbia per dare il massimo.

La sfida-chiave del San Paolo
- E pensare che adesso – dopo aver scavalcato il Napoli nella classifica del gruppo A - il City andrà a giocarsi il secondo posto proprio al San Paolo il prossimo 22 novembre. Sfida-chiave per la qualificazione, Manchester avanti di due punti e Napoli obbligato a vincere per il controsorpasso. Balotelli tornerà nella città italiana che lo ama di più, quella Napoli che lo ha accolto e coccolato nei momenti di relax e dove lui torna appena può. A parte il solito repertorio di smorfie, boccacce e pose da istrione che accompagnano le sue esibizioni, SuperMario è tornato ad essere il valore aggiunto. Perfino i compagni sembrano aver accettato le sue follie se poi si rivela decisivo per vincere le partite. Roberto Mancini sembra aver vinto la sua battaglia ma non deve abbassare la guardia, anzi: continuare a lavorare suill’orgoglio di Mario. Questa può essere davvero la sua grande stagione: fra Premier League (ampiamente alla portata del City), Champions ed Europeo con l’Italia, Balotelli può finalmente diventare un grande.

Napoli, che personalità - Abbiamo ancora negli occhi l’esibizione del Napoli nell’arena del Bayern. Non è il caso di parlare di sfortuna. E’ stata una prova di grande personalità accompagnata da errori difensivi che in campo internazionale spesso si pagano a caro prezzo. Il Napoli ha un attacco stellare e il suo centrocampo ha guadagnato qualità con gli innesti di Inler e Dzemaili. Probabilmente deve ancora crescere in difesa, e in questo senso sembrano orientati gli sforzi di De Laurentiis. L’appuntamento col City diventa quasi una finale, e viverla nella bolgia del San Paolo sarà un‘esperienza unica.

Qui Milano, difficoltà differenti - Le milanesi vivono momenti di stanchezza abbastanza diversi. Per Ranieri è fondamentale recuperare ad un livello accettabile i reduci del triplete 2010. Può e deve partire da loro la spinta per il rilancio, e in questo senso il gol di Milito contro il Lille – dopo i tanti falliti in precedenza – può rappresentare il momento della svolta. L’Inter ha ancora tempo e stimoli per salvare la stagione. Il Milan ha deluso nel pareggio contro il Bate Borisov, ma le attenuanti non mancano, soprattutto  la vicenda umana di Antonio Cassano che almeno è servita a capire di quanto affetto sia circondato il fenomeno di Bari Vecchia. Guardiamo al lato positivo: è arrivata la qualificazione, e ora il Milan potrà scegliere se dare l’assalto al primo posto – servono una grande partita e una vittoria contro il Barcellona il 23 novembre a San Siro - oppure restituire priorità al campionato.

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