23 novembre 2011

Milan, Ibra e Boa non bastano. A San Siro vince il Barça

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Il Barcellona esulta dopo il gol del vantaggio (Getty)

Gol e spettacolo tra rossoneri e blaugrana nella quinta gara di Champions del gruppo H. La spuntano gli uomini di Guardiola 3-2. Catalani sempre avanti con un autogol di Van Bommel, Messi e Xavi. Il Milan esce dal campo a testa alta. GUARDA LA FOTOGALLERY

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MILAN-BARCELLONA 2-3

14' aut. Van Bommel (B), 19' Ibrahimovic (M), 30' rig. Messi (B), 55' Boateng (M), 63' Xavi (B)

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di AUGUSTO DE BARTOLO

Non era una gara da dentro o fuori, certo, ci si giocava il primo posto nel girone, di più il prestigio. La squadra campione di tutto contro un Milan che per oltre un'ora ha giocato alla pari del Barcellona in una partita che ha soddisfatto i palati fini degli ottantaduemila osservatori di San Siro, compreso il presidente Silvio Berlusconi sceso negli spogliatoi per augurare alla squadra buona fortuna. Gol, belle giocate e tanto sano agonismo hanno fatto da sfondo a un match che ha visto il Barcellona espugnare, per la terza volta nella sua storia, il Meazza. Tuttavia la squadra di Allegri (che ha preferito Robinho a Pato nell'undici titolare) esce a testa alta da un confronto che, più di quello dell'andata (finito in parità sul 2-2), ha dimostrato la crescita di una formazione che differentemente dal match del Camp Nou ha giocato, attaccato e non solo difeso attuando un pressing costante per non concedere profonduità agli imprevedibili Villa e Messi. Eppure la manovra perimetrale del Barcellona, condita dal cosiddetto "tiqui-taca", ha inchiodato la difesa del Milan in occasione del primo gol (autorete di Van Bommel).

I rossoneri hanno saputo rispondere mettendo qualità nelle giocate di un ispirato Seedorf per il solito, cinico, Ibrahimovic che se da una parte non ha ottenuto il risultato di squadra, ha avuto la soddisfazione di segnare al nemico giurato Pep Guardiola. Una magra consolazione con il senno di poi, ma il Milan non ha affatto demeritato neanche quando l'incerto Stark ha assegnato al Barcellona un calcio di rigore (molto dubbio) per fallo di Aquilani su Villa. Messi (sulla ripetizione del penalty) ha potuto, dunque, sfatare il tabù che non lo aveva visto mai a segno contro squadre italiane.

Nonostante tutto, all'inizo della ripresa, la formazione di Allegri, con Pato in campo, è stata capace di raggiungere il pari con una prodezza da funambolo messa in scena da Boateng che si è liberato con un colpo di tacco di Abidal e ha fulminato Valdes. Tuttavia il Barcellona si è mostrato letale con palla a terra e in verticale e proprio da una palla filtrante di Messi è scaturito il 3-2 finale segnato da Xavi. Una sconfitta che, come detto, non cambia nulla rispetto alle posizioni della vigilia. Il Milan passa agli ottavi di finale da seconda in classifica dopo aver tenuto testa, nelle due gare del girone, alla squadra consderata da tutti la più forte del momento che non perde da 27 gare ed ha segnato almeno un gol nelle ultime 26 partite in Europa. E se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, per i rossoneri è un buon viatico per un futuro da protagonisti anche in Champions.

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