23 novembre 2011

Radio España si spacca: "Ibra e Pep si saluteranno. O no?"

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Pep Guardiola e Zlatan Ibrahimovic nella stagione 2009-2010 (Getty)

Le voci più autorevoli delle bollenti emittenti radiofoniche iberiche si dividono sulla querelle tra l'allenatore del Barcellona Guardiola e l'attaccante del Milan. Ma chi ha davvero ragione? SFOGLIA IL FOTOROMANZO

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di Luigi Vaccariello
e Alfredo Corallo

Josep Guardiola ormai lo conosciamo, non è il tipo che cade in facili - meglio, prevedibili - provocazioni. L'attesissima conferenza stampa pre-Milan era solo un pretesto per stuzzicarlo sulle frecciate scoccate da Zlatan Ibrahimovic direttamente dalla sua spudorata autobiografia fresca di stampa. Una trappolona. Non c'è cascato, punto. Testa alla partita, concentrato, ma il cuore a Vall d'Hebron, dove l'amico - e suo secondo in panca - Tito Vilanova si giocava una sfida vitale, in una
clinica, della serie "ci sono cose molto più importanti" e sai chi se ne frega di Ibrahimovic. O, almeno, è quel che ha fatto elegantemente intendere. Resta il fatto che la serata di Coppa del Meazza sarà sopraffatta da quest'attesa, febbrile, di intercettare quel fotogramma in cui il mister di Santpedor e il pennellone svedese verranno a contatto: uno sguardo, un'occhiata o addirittura una stretta di mano?. L'abbiamo chiesto a chi Pep l'osserva vita natural durante, ne scruta ogni
"movimiento", ma che ascolta, soprattutto, gli umori dei veri tifosi blaugrana.      

Eccoci con un veterano, German Garcia, di Radio Nacional, che segue il Barcellona dal 1990, e ha visto tutte "le Champions" dal lontano '92. Un "guru", indiscusso. "Si saluteranno, nessun dubbio - sicuro German - Guardiola non ha nessun rancore, anche se credo che non andrà a cercarlo, lui. Sapevamo già che Ibra fosse un polemico, ma non pensavamo potesse arrivare a questo punto, specialmente quando ha definito i nostri "codardi e bambini". Lì ci ha ferito".

Gli fa eco Carles Esconal, da un lustro a Radio Marca. "Non succederà nulla, sebbene al Barcellona abbiano dato fastidio le frasi di Ibra. Sanno che questa è la sua verità, ma non è quella assoluta. Voleva giocare da 9 (centravanti, ndr) ma il Barça gioca sempre senza una punta centrale, c'è Messi. E ci mancherebbe. La star è Leo. Alla fine però si saluteranno".

Radio Catalunya è la più coinvolta, e non potrebbe essere altrimenti. "E' chiaro che Ibra doveva vendere dei libri - attacca Ricard Torquemada, speaker dal 2000 - se no certe frasi non si spiegherebbero. Ha vissuto in maniera esagerata situazioni che normalmente andavano affrontate con maggiore serenità. Più che una questione personale è stato un problema calcistico. La sua esperienza è finita nel finale di stagione. Immaginavamo che sarebbe andato via, non accettava un ruolo secondario rispetto a Messi. E' arrivato Villa? Guardiola ha pensato che quella di Zlatan fosse una sfida personale e non lo ha assecondato. Non si saluteranno, perché nessuno dei due cercherà l'altro".

La collega dello stesso network, Marta Carreras, più giovane ma non meno piccante, anzi, è il finale ideale. "Ibra è venuto in uno spogliatoio dove il crack era Messi e lui non si è voluto adattare. Credo che Pep non andrà a salutarlo e quell'altro farà altrettanto".

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