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11 aprile 2013

Imperatori e strateghi: ecco i Lords of Football di Vialli

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L'abbraccio tra José Mourinho e Fatih Terim all'Ali Sami Yen

GIANLUCA VIALLI commenta l'operato degli otto allenatori delle protagoniste dei quarti di finale di Champions League: Mourinho e Terim, Klopp e Pellegrini, Ancelotti e Tito Vilanova, per finire con Heynckes e Conte

di GIANLUCA VIALLI

I quarti di finale della Champions League hanno premiato Germania e Spagna. Il sorteggio che deciderà gli accoppiamenti delle semifinali, in programma a Nyon venerdì 12 aprile, potrebbe infatti riservare due derby nazionali: quello tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco e il clasico tra Barcellona e Real Madrid.
Dopo le inglesi, tutte fuori agli ottavi di finale, salutano la Champions anche Francia (Psg), Italia (Juve) e Turchia (Galatasaray).


E' proprio dall'impresa sfiorata da Fatih Terim che iniziamo il nostro viaggio speciale nel mondo degli allenatori protagonisti della Champions League.
L'abbraccio tra Terim e Mourinho in occasione del gol di Cristiano Ronaldo suggella una partita dalle mille emozioni, in cui Terim ha dimostrato di essere un Imperatore. Nel senso che quando è in casa sua impera, diventa un grande condottiero.
Il Galatasaray meritava di fare un gol all'andata e forse allora le cose sarebbero potute andare meglio al ritorno. In alcuni momenti se l'è giocata alla pari col Real, il che dimostra che la squadra cresce e gli inserimenti di Drogba e Sneijder si fanno sentire. Sono usciti a testa alta e a lui e alla sua squadra non si poteva chiedere di più.
L'abbraccio testimonia la stima reciproca tra due grandi Lords of Football. Se Mourinho ti abbraccia è come se ti stesse dicendo "fai parte della mia categoria".

José Mourinho - Prima della partita ho detto che è piu facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago piuttosto che una squadra di Mourinho perda un vantaggio di 3 gol. Ma a un certo punto stavo pensando che i miracoli succedono... Scherzi a parte, credo che il Real abbia gestito la gara abbastanza bene, ma mi aspettavo meglio. Il gol in apertura li ha tranquillizzati, poi Mou credo che abbia apprezzato, da avversario, lo sforzo del Galatasaray: il pubblico, l'atmosfera che si è creata... e credo che non abbia voluto interferire più di tanto. Ma quando il Gala ha cominciato a farsi pericoloso è riuscito ad alzare di nuovo i ritmi ed è arrivato il gol di CR7. Quindi giudico quella di Mourinho una prestazione sufficiente ma non indimenticabile.

Jurgen Klopp - Mi viene da dire che aveva ragione Napoleone quando diceva "Quando scelgo un generale preferisco sceglierne uno fortunato piuttosto che uno bravo". Klopp è bravissimo ma abbiamo capito tutti che senza una bella dose di fortuna e un errore arbitrale al momento giusto passi dalle stelle alle stalle.
Il Borussia offre un calcio spettacolare ed efficace ma stava buttando via una qualificazione che tutti avevamo dato per scontata. Questo mi fa pensare che non sia ancora una squadra matura. Klopp rimane un personaggio apprezzabilissimo, anche un po' pittoresco, ma credo che sotto questa immagine che si è un po' costruito ci sia tantissima sostanza. La sua è la filosofia di uno che crede molto in quello che fa ma senza quel fanatismo che poi è controproducente. Lo vedremo presto sulla panchina di qualche squadrone lontano dalla Germania.

Manuel Pellegrini - Sicuramente un allenatore sottovalutato. Probabilmente è bravissimo a portare squadre che sono considerate outsider se non addirittura meno (come il Malaga oggi e ieri il Villarreal) quasi ai vertici del calcio internazionale. Lo fa tenendo il profilo basso, con una sobrietà che fa di lui anche un uomo elegante. Le sue squadre sono brave anche a far giocare male l'avversario. Stava andando così anche col Borussia senza quei 2-3 minuti pazzi nel finale...

Tito Vilanova - Anzitutto felicissimo di averlo rivisto in panchina e speriamo di vederlo sempre. E' appena rientrato, dopo qualche mese di assenza magari la squadra non sta attraversando un periodo formidabile: hanno già vinto la Liga e sembrano in flessione. Alla fine di questa stagione dovranno pensare a come vorranno impostare la squadra nei prossimi anni. Dal punto di vista tecnico è un allenatore fortunato: quando hai un giocatore come Messi i problemi te li risolve lui. Sta gestendo una squadra che ha una sua fisionomia consolidata ma la difficoltà sarà come impostare il discorso tecnico per i prossimi anni.

Carlo Ancelotti - E' uscito a testa altissima e sono felice che un allenatore italiano abbia fatto bella figura con il Barça, senza perdere né all'andata né al ritorno. Il finale è stato a favore dei catalani, che lui ha provato ad affrontare in modo diverso. Con scelte coraggiose che hanno pagato. Alla fine è passato il Barcellona ma Carlo è stato bravo a scegliere la strategia. Loro stavano "Messi" meglio. Ma il Psg oltre a vincere il campionato sta diventando una squadra, non più solo una selezione. E bruciare le tappe non è mai facile...

Jupp Heynckes - Straordinario. Mi tolgo il cappello, ha dimostrato ancora una volta che l'esperienza e la serenità che ne consegue e l'abitudine a giocare un certo tipo di partite sono fondamentali. Oltre a tutte le conoscenze tecnico tattiche che possiede. Il Bayern ha dominato entrambe le partite e ha creato un collettivo in cui c'è un grandissimo equilibrio tra forza fisica e disciplina tattica: è veramente una gran bella squadra. Credo e spero che possano avere indietro quella sfiga che gli ha impedito lo scorso anno di vincere. E dico ciò senza dimenticare che a fine anno lui verrà lasciato libero. Forse è talmente intelligente che è ancor più sereno sapendo che sono gli ultimi mesi, ma ci vuole fascino e carisma per farsi seguire dai giocatori in questa situazione. Ma non è una coincidenza, il Bayern guidato da ex calciatori fa scelte difficili da discutere.

Antonio Conte - Nello scontro diretto ha vinto Heynckes, però quando hai una squadra più forte è chiaro che hai un grosso vantaggio. Antonio ha fatto benissimo portando la Juve fin qui, facendola giocare come hanno giocato contro i campioni del Chelsea. Nel percorso europeo di quest'anno c'è stata qualche ombra ma soprattutto luci. Allo Juventus Stadium avrei provato a fare qualcosa di diverso. Perché il Bayern all'andata aveva dimostrato di poter controllare quel tipo di Juve che domina in Italia.
Io personalmente avrei provato qualcosa di diverso rispetto a quello che il Bayern si aspettava e che non aveva funzionato all'andata. Avrei anche mescolato le carte.