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25 aprile 2013

Heynckes e Klopp, Lords of Football delle semifinali

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Jurgen Klopp esulta con la squadra dopo la batosta rifilata al Real di Mourinho (getty)

GIANLUCA VIALLI commenta le semifinali di Champions League: il dominio dei tedeschi che hanno schiacciato Real e Barcellona apre una nuova era: "Un calcio spettacolare ma efficace allo stesso tempo, dove convivono ordine e fantasia"

di GIANLUCA VIALLI

Le semifinali di andata di Champions League hanno evidenziato lo strapotere del calcio tedesco, capace di annientare le due regine di Spagna. Abbiamo assistito ad un inizio di una nuova era, un nuovo tipo di calcio: siamo passati da un calcio tecnico fatto di possesso palla, di rapidità, di fantasia - caratteristiche di cui il Barcellona e la nazionale spagnola sono stati interpreti spettacolari - al calcio mostrato dal Bayern e dal Borussia. Diverso, molto più potente, disciplinato; spettacolare ma efficace allo stesso tempo, dove convivono qualità e quantità e in un certo senso anche ordine e fantasia.
Benvenuti nella nuova era del calcio tedesco, credo che per qualche anno li vedremo protagonisti ai massimi livelli.


I miei giudizi sui Lords of Football delle semifinali di andata:

Jupp Heynckes - Prestazione straordinaria. Complimenti perché è riuscito ad assemblare una squadra che in questo momento sembra inarrestabile. E' una squadra completa sotto tutti i punti di vista: tecnico, tattico, motivazionale e soprattutto dal punto di vista fisico. In questo momento sembra non abbiano rivali, nessuno sembra stare al passo del Bayern Monaco.
E' come un carrarmato coi cingoli di seta. Il fatto che giocatori come Robben e Ribery si siano sacrificati cosi tanto è merito di chi riesce a convincerli di fare questo tipo di gioco. Evidentemente Heynckes riesce a toccare le corde giuste: ci vuole carisma, personalità e fascino a gestire una situazione in cui tutti (giocatori soprattutto) sanno che il prossimo anno non sarai l'allenatore. C'è il rischio di cali di concentrazione, invece sono tutti sul pezzo e il merito è di Heynckes.

Tito Vilanova - Giudico per quello che ho visto e naturalmente è un giudizio basato su indizi parziali, però secondo me far giocare Messi è stato un errore. Personalmente avrei preferito tenerlo fresco e riposato per la partita di ritorno. E avrei cercato di puntare sull'orgoglio di chi per anni si è sentito dire che senza Messi la squadra non sarebbe stata la stessa.
Messi correva poco ed è sembrato che tutti gli altri corressero poco. Tenuto conto che lui vuol giocare sempre è chiaro che ci vuole personalità per tenerlo fuori: sarebbe stata una decisione forte, che però secondo me andava fatta. Seconda cosa: il Barcellona oggi gioca sotto ritmo e il possesso palla è diventato troppo sterile e prevedibile. In più, senza le accelerazioni di Messi risulta una squadra abbordabile.
Diciamo che fino ad oggi il Barça è stato un gradino sopra tutte le altre e adesso è un gradino sotto le 2-3 più forti d'Europa, ma aspetterei a parlare della "fine di un ciclo" perché ci sono fondamenta molto solide.

Jurgen Klopp - Quello di Klopp è sicuramente un mezzo capolavoro perché io non ho mai visto una squadra di Mourinho così in difficoltà dal punto di vista tattico, psicologico e fisico. Quindi vuol dire che Klopp se l'è studiata e preparata bene, ed ha capito perfettamente quelli che sono i limiti attuali del Real. Subìto il gol dell'1-1 si vede lo spessore di una squadra che di fronte ad un errore non si scompone e continua a giocare con serenità, portando avanti la propria strategia e il disegno tattico. I gialloneri giocano bene, non c'è dubbio che interpretino benissimo questa filosofia di calcio fisico, potente e veloce, ordinato e allo stesso tempo creativo e spontaneo.

José Mourinho -
Io sono un grande ammiratore di Mou, detesto quelli che dicono che è soltanto un grande comunicatore e che vince solo perché ha la possibilita di assemblare squadre di giocatori molto costosi. Anzi, spesso questo complica le cose perché giocatori meno famosi sono più disposti a mettersi al servizio della squadra. Detto ciò, questo Real non mi è sembrato una squadra di Mourinho: non ha i tratti delle sue squadre, mi sembra un gruppo abbastanza disunito, fisicamente non sono stati all'altezza dei tedeschi.
Ho visto una squadra contratta, macchinosa, che ha fatto fatica a costruire gioco. E anche quando sono andati sull'1-1, ci si aspettava che cambiasse la partita e invece c'è stato un Real in grande difficoltà. La difesa soffre, al di là degli evidenti errori mi sembra che 7 gol in due partite fuori casa di Champions non sia mai successo a Mourinho. Non è detto che siano fuori, al Bernabeu il Real ha la possibilità di segnare 3 gol al Dortmund, ma questo Real non ha la testa giusta. Anche perché mancano pochi giorni.