Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
23 maggio 2013

Klopp contro Heynckes, allenatori e generazioni a confronto

print-icon
[an error occurred while processing this directive]

La finale di Champions League è anche una sfida tra "Kloppo" e "Osram", due tecnici agli opposti per età, personalità e modo di essere. Ecco il faccia a faccia tra chi dalla panchina cercherà di conquistare la Coppa

di Roberto Brambilla

Quando il 16 giugno 1967 all'ospedale di Stoccarda la signora Elisabeth partoriva il piccolo Jurgen Norbert Klopp, a qualche centinaio di chilometri di distanza un 22enne di Moenchenglabach, Joseph “Jupp” Heynckes, aveva appena concluso la sua quarta stagione della neonata Bundesliga con la maglia del Borussia Moenchengladbach e aveva già segnato 50 gol nella prima divisione tedesca. Basterebbe questo piccolo dato anagrafico per segnare la differenza tra Heynckes e Klopp. Ma i due tecnici che si contenderanno la “Coppa dalle grandi Orecchie” non hanno di diverso solo la carta d'identità.

Il grande bomber e il discreto difensore – Sul campo, tra Jupp e Jurgen non ci sarebbe partita. L'allenatore del Bayern Monaco è stato un attaccante di razza con la maglia di Hannover e Borussia Moenchengladbach. Più di 300 presenze e 218 gol, 4 Bundesliga, una finale di Coppa dei Campioni persa, il primato di essere stato l'unico giocatore a essere stato capocannoniere di tutte le tre competizioni UEFA oltre a un titolo europeo ('72) e Mondiale ('74) da riserva con la Nazionale tedesca.
Il tecnico del Borussia invece è stato un onesto “operaio” del pallone:un po' difensore, un po' attaccante Klopp ha collezionato 325 presenze e 52 reti con il Mainz ma non ha mai giocato né in Bundesliga, né in Europa.

Un capitano di lungo corso contro il pirata –
Tanta esperienza in campo. E tanta in panchina. Dal 1979 al 2013 Jupp Heynckes ha messo insieme quasi 650 partite come allenatore in Bundesliga, oltre a otto stagioni in Spagna (tra Real Madrid, Athletic Bilbao e Tenerife) oltre a un anno in Portogallo con il Benfica. Stagioni coronate da 3 titoli tedeschi, 2 Supercoppe di Germania e una Champions League nel 1998 da tecnico del Real Madrid. Klopp, invece, per ovvie ragioni anagrafiche, di panchine ne ha collezionate di meno, quasi 500, con il Mainz e con il Borussia Dortmund. Portando la prima squadra dalla C alla Bundesliga e i gialloneri a vincere due campionati di fila e una Coppa di Germania, nel 2011-2012.

Il (finto) calmo Jupp e il vulcanico Jurgen – Sarà l'età o il carattere, ma l'allenatore del Bayern e quello del Borussia hanno due modi diversi, quasi opposti di vivere la partita. Se non fosse per il colorito rosso che prende la sua faccia quando segue la partita (lo chiamano Osram come la ditta di lampadine con sede a Monaco) Heynckes sembrerebbe calmo, pacato, mai sopra le righe né nella vittoria né nella sconfitta. Un uomo misurato ma non freddo e lo dimostrano il suo passato in panchina (fino al 2009 e al Bayern Leverkusen era considerato uno “caldo”) e le lacrime della conferenze stampa dopo l'ultimo match di Bundesliga con il Bayern. Opposto invece è il modo di seguire i match di Klopp. Urla, pugni in aria che roteano, abbracci, cinque dati a tutti e sorriso. Una trasfigurazione, tanto che l'allenatore del Borussia ha dichiarato. “Quando mi vedo in Tv non mi riconosco”.

Il timido e il chiacchierone –
Così in campo come davanti alle telecamere. L'ex attaccante del Borussia Moenchengladbach non ama parlare. E non perché non se sia capace o ne abbia voglia, ma perché si trova a disagio. Alle domande, anche quelle scomode, risponde in maniera educata, ma è raro che faccia battute, scateni polemiche. Al contrario, Jurgen Klopp di parlare non vorrebbe mai smettere. Non è solo questione di carattere. Per cinque anni, tra il 2005 e il 2010, il tecnico del Borussia Dortmund è stato dall'altra parte della barricata (sportiva). Per la seconda rete pubblica la ZDF e l'emittente privata RTL Klopp ha svolto infatti il ruolo di analista tattico durante le partite della Nazionale tedesca. Con la sua lavagna tattica è diventato per i telespettatori “Il Professore” e ha imparato a stare davanti alle telecamere.

Punti d'incontro: il calcio – Tanto diversi come persone, nonostante si stimino parecchio, Klopp e Heynckes hanno una cosa in comune: il modo di far giocare le proprie squadre. Ritmo alto, modulo simile (4-2-3-1), pressing nella metacampo avversaria, capacità di rubare il pallone e ripartire velocemente, tutte caratteristiche che hanno sia Borussia che Bayern. E che a Wembley potrebbero decidere la partita.