Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
18 settembre 2013

Napoli, occhio a Aubame: ha un conto in sospeso con l'Italia

print-icon
pie

Pierre-Emerick Aubameyang è nato a Laval, in Francia, il 18 giugno 1989 (Getty Images)

GUARDA L'INFOGRAFICA. AUBAMEYANG , gioiello del Borussia Dortmund, nel 2007/2008 giocava nella primavera del Milan, come i suoi due fratelli prima di lui. Corre come Bolt, festeggia con i salti mortali, ama i gioielli e... fare gol

di Luciano Cremona

Corre più veloce di Bolt, è pettinato come Neymar e quando giocava in Francia amava esultare indossando la maschera dell'Uomo Ragno. E spesso, durante la sua giovane carriera, ha ripetuto: "Al Milan non hanno creduto in me, ora voglio dimostrare che si sono sbagliati". Eccolo qui, Pierre-Emerick Aubameyang, uno dei nemici più pericolosi per il Napoli, in questa serata di Champions in cui il Borussia Dormtund sarà ospite del San Paolo (diretta su Sky Sport1HD, ore 20.40).

Famiglia rossonera - C'erano tre fratelli: Catilina, Willy e Pierre-Emerick. Tutti figli di Pierre, nato nel 1965 in Gabon, ex calciatore professionista (Nizza, Tolosa, Le Havre e Triestina), diventato procuratore dei propri figli e osservatore del Milan. Quella degli Aubameyang e della società rossonera è una storia nata nel 1999, con l'approdo nelle giovanili di Catilina (classe '83). Esterno di grande fisico, tre presenze utili a fargli mettere nel palmares la Champions 2002/2003. Poi un peregrinare senza fine, dalla Triestina fino al Gabon, passando per Chiasso. Poi fu il momento di Willy, che sembrava dotato di un talento tale da poter sfondare.

Willy e il Trofeo Berlusconi - Nato a Parigi nel 1997, Willy si tolse la soddisfazione di decidere il Trofeo Berlusconi 2007, giocato nel giorno dell'Epifania: segnò il 3-2 vincente contro la Juve e entrò di diritto nel giro della prima squadra rossonera. Tante convocazioni, nessuna presenza, poi l'Avellino, il Monza e via, fino al Saint-Etienne B. Il turno di Pierre-Emerick arrivò nel 2007, aggregato alla Primavera. Un torneo estivo da fare impazzire, capocannoniere e miglior giocatore (premiato col trofeo "Roberto Bettega) alla Champions Youth Cup. Poi il campionato coi coetanei, contro l'Inter di Balotelli, e gli allenamenti con la prima squadra.

Da Ronaldo alle Olimpiadi - Nel gennaio 2008 al Milan arriva Ronaldo. Nel suo primo allenamento in rossonero, il Fenomeno con un gran numero manda in rete Pierre-Emerick, che insacca di testa, incredulo. Il Milan lo manda in prestito al Digione, poi al Lilla e al Monaco. L'ennesimo ritorno a Milanello coincide con l'ennesimo prestito, al Saint-Etienne: qui Pierre-Emerick inizia a dimostrare di avere un potenziale pronto ad esplodere. Così, nel 2012, i francesi lo riscattano dal Milan per una cifra attorno al milione di euro. "Aubame", come ama farsi chiamare, esplode. Trascina il suo Gabon (nazionale scelta dopo le giovanili in Francia) ai quarti della Coppa d'Africa, segnando tre gol ma sbagliando il rigore della condanna contro il Mali. Gioca anche le Olimpiadi di Londra, segnando una rete. Colleziona 33 gol in due stagioni e perfeziona il salto mortale come esultanza, oltre alla trovata della maschera di Spiderman.

Gol, gioielli e gli sprint - Quest’estate il Borussia Dortmund lo ha acquistato per 13 milioni (anche Napoli e Fiorentina erano interessate) e Pierre-Emerick si è presentato in Bundesliga con una tripletta alla prima di campionato, sesto calciatore della storia a riuscirci. La Bild ha diffuso la notizia secondo cui l'attaccante sia in grado di correre i 30 metri in 3 secondi e 70 centesimi, otto centesimi in meno dei primi 30 metri di Bolt quando realizzò il record del mondo (il giamaicano partiva però dai blocchi). Michael Zorc, direttore sportivo dei tedeschi lo ha definito come "uno dei giocatori più veloci che abbiano mai vestito questa maglia". Pierre va veloce soprattutto con la palla: 5 gol in 5 presenze in Bundes. Fuori dal campo sembra sia un po' estroso: sempre i quotidiani tedeschi hanno parlato di un paio di scarpe da 3.000 euro, tempestate di Swarovski, che l'attaccante si era portato negli spogliatoi, prima che qualcuno gliele facesse sparire. Di sicuro su Twitter Pierre ha dimostrato di essere concentrato: nel giorno del suo ritorno in Italia, nessun pensiero al Milan, ma testa tutta al Napoli. Che dovrà fare molta, molta attenzione.