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25 ottobre 2013

Cori razzisti, Touré furioso: "Boicottare i Mondiali 2018"

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Yaya Touré in azione nel corso dell'ultimo match di Champions contro il Cska (Foto Getty)

Il centrocampista del City ha invitato i calciatori di colore a non partecipare ai Mondiali di Russia se la Uefa non prenderà provvedimenti contro il Cska Mosca. L'ivoriano vuole una reazione dopo gli insulti rivoltegli nell'ultima gara di Champions

Il centrocampista del Manchester City Yaya Touré ha lanciato la sfida: "Se la Russia non farà sentire la sua opposizione contro i cori razzisti rivolti a me durante la partita con il Cska, i calciatori neri farebbero bene a boicottare i Mondiali in Russia del 2018". La dura reazione dell'ivoriano, riportata dai media inglesi, rischia di aprire un caso diplomatico nel mondo del calcio, con la Uefa messa in una posizione delicata nel gestire il caso.

L'EPISODIO - Tutto è cominciato nella partita di Champions tra il City e il Cska Mosca. Dalla curva russa sono partiti i cori "scimmia" indirizzati a Toure. L'arbitro ha messo a referto l'accaduto, costringendo la Uefa a prendere una decisione. Dopo le polemiche nate subito dopo l'incontro (le cronache parlano di un Tourè furioso negli spogliatoi), il massimo organismo del calcio europeo ha deciso di aprire un procedimento contro il club russo, che sarà discusso il 30 ottobre. Nel frattempo, però, l'attaccante ivoriano del Cska Doumbia ha dichiarato che "Touré ha esagerato, dai tifosi russi non è partito nessun insulto razzista".

"ORA BASTA" - Il centrocampista del City allora è uscito allo scoperto, chiedendo addirittura l'intervento pubblico di Putin contro il razzismo e una severa punizione per il Cska. Tourè ha giocato per due anni in Ucraina al Metalurg Donetsk e quindi ha compreso le parole a lui rivolte: "Sono stati gli insulti peggiori della mia vita - ha dichiarato a fine partita - La Uefa dice che bisogna combattere il razzismo, ma restano solo parole se non si interviene. Qualche mese fa è successo lo stesso con Boateng durante una partita del Milan. Spero che la Uefa faccia qualcosa, punisca il club o lo stadio per qualche anno. Voglio fermare tutto questo".

PROCEDURA NON RISPETTATA - Sotto accusa è finito anche l'arbitro dell'incontro Hategan che, raccolta la lamentela di Tourè, avrebbe dovuto fermare il gioco e far passare un messaggio dello speaker per invitare i tifosi alla calma. Ma il fischietto romeno ha fatto proseguire il gioco.

I TWEET - Su Twitter l'ivoriano ha iniziato una sua personale campagna mediatica sul caso, con interventi in francese e in inglese: "Non dovrebbe esserci spazio negli stadi per il razzismo. Il calcio non ha colore, né religione né frontiere" e ancora "Credo nelle istituzioni del calcio, so che verranno presi provvedimenti: cartellino rosso al razzismo!".








MOURINHO CONTRARIO - Jose' Mourinho, non è d'accordo con Yaya Touré: "Rispetto la sua opinione ma non sono d'accordo. La storia del calcio e' stata scritta da giocatori di tutte le razze. Che cosa e' piu' importante, i miliardi di persone in tutto il mondo che vogliono vederli giocare o le poche migliaia che vanno negli stadi di calcio e mostrano un comportamento vergognoso nei confronti dei giocatori di colore? Se fossi un calciatore nero direi che i miliardi sono piu' importanti".