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03 aprile 2014

Psg super, il Chelsea trema. Vendetta Real col Dortmund

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Ezequiel Lavezzi, autore del primo dei tre gol con cui il Psg ha battuto 3-1 il Chelsea (Foto Getty)

I francesi vincono 3-1: sblocca il Pocho al 3', poi il pari di Hazard su rigore. Nella ripresa autogol di D. Luiz e magia di Pastore. Si ferma Ibra. Qualificazione in semifinale a rischio per Mou. Il 3-0 a Madrid sa già di eliminazione per il Borussia

PSG-CHELSEA 3-1
3' Lavezzi (P), 27' rig. Hazard (C), 57' aut. D. Luiz (C), 93' Pastore (P)

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Si deciderà tutto tra una settimana a Londra. Tra Paris Saint-Germain e Chelsea finisce 3-1 nell'andata dei quarti di finale, ma la qualificazione non può considerarsi un affare chiuso. Al Parco dei Principi novanta minuti intensi, a tratti spettacolari, con i francesi che partono forte per poi subire la pressione dei Blues. L'avvio è di quelli che non ti aspetti: tanto Psg, dunque, in gol dopo appena 3'. Eerrore di Terry su un rinvio di testa che consente a Lavezzi di aggiustarsi il pallone e di spedirlo di sinistro sotto la traversa.

L'1-0 non paralizza il Chelsea. Mourinho alza il baricentro del suo 4-3-2-1 (Schurrle unica punta) per cercare di sfuttare i tanti, troppi palloni persi dai parigini. Su uno di questi, al 19', arriva una conclusione di David Luiz dalla distanza. Nulla di particolarmente insidioso, ma comunque un segnale. La squadra di Blanc è molto stretta in mezzo e gli ospiti guadagnano metri cercando spazio anche sulle corsie. Al Chelsea manca qualcosa per la zampata decisiva, ovvero quella capacità d'impostazione in mezzo al campo che non appartiene né a David Luiz né a Ramires. Per pareggiare i conti, allora è necessaria tutta la freddezza di Hazard dagli undici metri dopo il fallo di Thiago Silva su Oscar. Fino al break solo Chelsea in campo.

Nella ripresa gli equilibri cambiano. Perché i londinesi si contraggono, ma soprattutto perché quelli del Paris Saint Germain cominciano a spingere come forsennati. Il raddoppio è giusto, anche se il pallone lo mette dentro Luiz sulla punizione battuta da Lavezzi. I cambi non aiutano il Chelsea: quelli di Mourinho, che sostituisce Schurrle e Oscar con Torres e Lampard, ma nemmeno quelli obbligati dei Blanc, che togliere Ibrahimovic per infortunio (dentro Lucas) e, poco dopo, l'affaticato Verratti (Cabaye). L'impresa del Psg si conclude in pieno recupero grazie alla magia di Pastore. Il 3-1 è un vantaggio importante, ma vale la pena ripetere che il passaggio in semifinale non è archiviato. Mourinho incassa la prima sconfitta su tredici precedenti con una squadra francese. Farà di tutto per riscattarsi.

REAL MADRID-BORUSSIA DORTMUND 3-0

3' Bale, 27' Isco, 57' Ronaldo

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Real-Borussia, la vendetta si consuma undici mesi dopo. Ancelotti migliora il punteggio ottenuto al Bernabeu dal suo predecessore, José Mourinho, nella semifinale di ritorno dello scorso 30 aprile. Nella scorsa edizione di Champions, il 2-0 firmato Benzema e Ramos non bastò a ribaltare il 4-1 incassato dalle merengues in Germania, e in finale ci andarono i tedeschi. Questo Real Madrid, che oltre all’allenatore può contare su giocatori come Bale, Isco e Carvajal, è sceso in campo con la determinazione di chi vuole archiviare la pratica , un po’ come avevano fatto i gialloneri di Klopp nella storica serata del poker di Lewandowski. Proprio lui, il grande assente di questo appuntamento: il polacco, indisponibile per squalifica, può solo assistere al dominio spagnolo sui vicecampioni d’Europa.

Un dominio che si palesa dal principio di una gara che accompagna il Real in semifinale, salvo una sorta di miracolo nel match di ritorno. Dopo soltanto 3’ di gioco il risultato è già in favore dei padroni di casa: azione di Benzema sulla destra, palla a Dani Carvajal che libera lo spazio a Bale e gol del gallese. All’1-0 segue una gran parata di Weidenfeller che sventa il raddoppio su Ronaldo, rinviando il passivo al 27'. In questo caso è Isco a trovare lo spiraglio giusto, con un destro angolatissimo. Il primo tempo si chiude sul 2-0 soltanto grazie a un altro intervento provvidenziale di Weidenfeller, questa volta su Bale, che evita il tris.

Ma quello che il portiere tedesco non può evitare è il vizio principale di CR7. Il pallone d’oro, che il gol ce l’ha nel dna, aspetta il secondo tempo per entrare nel tabellino dei marcatori. La sua rete, la quattordicesima stagionale in questa edizione di Champions, ha un peso rilevante in vista del match di ritorno, ma lo stesso discorso vale per il salvataggio di Pepe che pochi minuti dopo scongiura quello che sarebbe stato il 3-1. Klopp rimane quindi a secco, trovandosi nella situazione di dover rimontare tre gol nel quarto di finale che si giocherà tra una settimana. Un’impresa a dir poco ardua, per quanto in Germania ci sarà il ritorno di Lewandowski, il signore del poker.